«QUELLI CHE TRASCURANO DI RILEGGERE SI CONDANNANO A LEGGERE SEMPRE LA STESSA STORIA» (Roland Barthes)

Non è necessario testimoniare l'onestà intellettuale del Prof. Zuccatelli. Tale qualità è evidente a chiunque abbia avuto modo di confrontarsi con lui e il suo staff. Siamo, però, in Campania, terra in cui le croniche difficoltà hanno avvelenato le persone, terra di martiri veri o per professione, terra in cui le parole perdono il loro significato e, come spugne, assorbono il contenuto delle speranze o della perfidia di chi le pronuncia. Accade così che un verbale come quello redatto con le OO.SS. lo scorso 3 febbraio, chiaro e definito, corra il rischio di non essere letto per quello che vi è scritto ma di essere interpretato secondo i desideri. In tal senso negli ultimi giorni stanno circolando due notizie completamente false che, secondo noi, meritano chiarimenti.
1) Da più parti giunge la notizia che il prof. Zuccatelli si sia impegnato, nel verbale in questione, a stabilizzare in blocco i precari del comparto presenti negli elenchi regionali entro il 28 febbraio. Basta una semplice "rilettura" del documento per verificare che la data in esso contenuta è una richiesta delle OO.SS. ma non un impegno del sub commissario. Noi, come Federazione, possiamo testimoniare che, grazie all'intensificazione dell'azione dei sindacati e alla ottima predisposizione e sensibilità di Zuccatelli, il processo di stabilizzazione potrà avere un esito positivo in tempi brevi. Tenendo presente che la sanità campana è commissariata, possiamo dire che tutto dipende dalle capacità di mediazione del commissario con il Ministero dell'Economia che deve dare il "nulla osta".
2) Alcune forze politiche stanno strumentalmente insinuando la notizia che il processo di stabilizzazione sia, da parte di Zuccatelli, condizionato o subordinato allo svolgimento delle prossime elezioni. Tale affermazione non trova alcun riscontro se non nella dietrologia e nella cultura del sospetto. Una "rilettura" della storia della stabilizzazione in Campania ci mostra che dal 2008 al 2010 ci sono state ben due tornate elettorali (politiche nel 2008 e provinciali nel 2009) e che tali eventi, purtroppo, non hanno mai influenzato (né in positivo né in negativo) il nostro processo. Noi, come Federazione, possiamo testimoniare che i nostri rapporti con il nuovo sub commissario sono stati permeati da lealtà e reciproco rispetto e ci sentiamo di poter rassicurare i nostri iscritti, e i precari in generale, che il processo di stabilizzazione sta procedendo. I veleni e le insinuazioni servono solo a dividerci e quindi a indebolirci.
«Ogni rifiuto del linguaggio è una morte». (Roland Barthes)

 

 

PUBBLICHIAMO IL VERBALE DELL'INCONTRO DEL 3/2/2010 TRA LE OOSS, IL COMMISSARIO ZUCCATELLI E L'ASSESSORE SANTANGELO

Anche se il documento è stato già reperibile sui siti delle OOSS da diversi giorni, su richiesta di alcuni nostri iscritti, pubblichiamo anche noi il verbale di tale riunione. Questo accordo, anche se in attesa dell'assenso del governo nazionale, potrebbe costituire un punto di svolta per vedere finalmente attuato l'inizio del processo di stabilizzazione in Campania: la stipula dei contratti a tempo INDETERMINATO dei lavoratori del comparto presenti negli elenchi regionali ex art. 81 LR N1/08 (che hanno i requisiti della finanziaria 2007). Ci auguriamo che, conclusa rapidamente tale fase, il percorso continui per la dirigenza di primo livello e poi per i precari (comparto e dirigenza) che rientrano nei requisiti della finanziaria 2008.

INCROCIAMO LE DITA

DIRIGENZA PRIMO LIVELLO

ECCO IL MODULO PER AUTOCERTIFICARE DI AVER SOSTENUTO PROCEDURE DI NATURA CONCORSUALE PREVISTE DALLA L.R. N.2 DEL 21/01/2010 RICHIESTO AL COMMA 63 DELLA STESSA LEGGE

ATTENZIONE QUESTO MODULO RIGUARDA SOLO LA DIRIGENZA DI PRIMO LIVELLO.

I COLLEGHI DEL COMPARTO NON DEVONO INVIARE NULLA.

Pubblichiamo il modulo utilizzabile per l'autocertificazione in oggetto e concordato con l'ufficio competente dell'Assessorato alla Sanità. Il modulo, corredato da una copia del documento d'identità, deve essere consegnato a mano o con Raccomandata A/R entro il 4/2/2010.

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MODULO DIRIGENZA PRIMO LIVELLO
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PASSA IN FINANZIARIA LA NORMA PER LA STABILIZZAZIONE DELLA DIRIGENZA DI PRIMO LIVELLO

La norma, necessaria per adeguare ai rilievi della Corte Costituzionale la legge regionale sulla stabilizzazione dei precari dirigenti di primo livello, è stata inserita e approvata in finanziaria. Non vogliamo ora raccontare tutta la tormentata storia di questa vertenza che dovrebbe essere nota a tutti i lavoratori interessati. Ora vogliamo esprimere solo la nostra gioia. Ringraziamo innanzitutto i consiglieri Tonino Scala e Antonella Cammardella che più di tutti si sono mostrati sensibili a questa istanza e che hanno condotto una dura battaglia in aula per difendere questa legge. Vogliamo, inoltre, affermare e rivendicare questa come una nostra vittoria, della Federazione Precari della Sanità Campana. Questa è la dimostrazione che la partecipazione, la caparbietà e l'impegno delle persone sono gli unici elementi per sperare di cambiare le cose, per ottenere ciò che sembra impossibile, per migliorare il futuro di tutti. Abbiamo ottenuto questa vittoria per noi e per coloro che non hanno inteso iscriversi e unirsi alla Federazione. Speriamo che questo risultato faccia maturare in loro la consapevolezza che uniti si vince e che l'individualismo non paga. Infine un ringraziamento alle forze sindacali che ci hanno supportato in questa lotta e che ci auguriamo continueranno a farlo con senso di equità e giustizia.
AUGURI A TUTTI E BUON 2010

RENDIAMO NOTO AI NOSTRI ISCRITTI CHE LA FEDERAZIONE PRECARI DELLA SANITA’ CAMPANA, INSIEME ALLE OO.SS. CGIL, CISL E UIL, HA INDETTO UN PRESIDIO

PER GIOVEDI’ 3 DICEMBRE P.V. ALLE ORE 11,30 AL CONSIGLIO REGIONALE (ISOLA F13).

TALE INIZIATIVA SI SVOLGERA’ CONTEMPORANEAMENTE AI LAVORI CONSILIARI PREVISTI PER QUELLA DATA E SERVIRA’ A CHIEDERE UNA INVERSIONE DELL’O.D.G. PER CONSENTIRE

L’APPROVAZIONE DELLA LEGGE SULLA STABILIZZAZIONE DEI DIRIGENTI DI PRIMO LIVELLO (GIA’ MESSA IN DISCUSSIONE NELLA STESSA SEDUTA).

LA MANIFESTAZIONE E’ TESA ANCHE A PROMUOVERE LA LEGGE DI INTERPRETAZIONE AUTENTICA DELL’ART. 81.

CHIEDIAMO AI NOSTRI ISCRITTI E AI PRECARI TUTTI DI PARTECIPARE NUMEROSI ALL’INIZIATIVA CHE RAPPRESENTA UN MOMENTO IMPORTANTE PER IL FUTURO DEI PRECARI DIRIGENTI E PER LA GIUSTIZIA.

ALLEGHIAMO LA NOTA DELLE OO.SS.

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RESOCONTO DELLA CONFERENZA STAMPA PER L'APPROVAZIONE DELLA LEGGE PER LA STABILIZZAZIONE DEI DIRIGENTI DI PRIMO LIVELLO

NAPOLI, 1° DICEMBRE 2009 - "Un appello a tutte le forze politiche affinchè consentano, nella seduta di giovedì prossimo, l'approvazione della proposta di legge che adegua la legge regionale per la stabilizzazione dei precari della sanità alle eccezioni sollevate dalla Corte Costituzionale": a lanciarlo è il capogruppo regionale de La Sinistra, Tonino Scala, che, stamani, ha tenuto una conferenza stampa con il vice capogruppo Antonella Cammardella, e con il presidente della federazioni regionale dei precari della sanità, Eugenio Benvenuto.

"Con la legge finanziaria del 2008 il Consiglio regionale della Campania ha espresso la volontà unanime di consentire la trasformazione dei contratti a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato del personale precario della sanità campana - ha ricordato Scala -; a seguito della impugnazione del Governo, la Corte Costituzionale ha sollevato alcune eccezioni in relazione alla stabilizzazione del personale dirigente di primo livello, eccezioni che sono state recepite nella proposta di legge che, ai sensi dell'art. 59 del Regolamento, è stata iscritta all'ordine del giorno della seduta consiliare di giovedì". Tale seduta, per il capogruppo regionale de La Sinistra, "è l'occasione per il Consiglio Regionale della Campania di ribadire la volontà unanime di stabilizzare i precari garantendo il futuro loro e della stessa sanità campana che, per gran parte, si basa proprio su questo personale".

Quindi, Scala ha invitato tutte le forze politiche "a far sì che le legittime conflittualità esistenti sul piano-casa non blocchino l'iter di questa legge a garanzia dei lavoratori precari della sanità".

"Il Piano-casa, che è una legge importante per il territorio, non può, comunque, essere utilizzata per bloccare l'iter di un provvedimento vitale quale è l'adeguamento della legge per la stabilizzazione dei precari della sanità alle eccezioni sollevate dalla Corte Costituzionale - ha sottolineato il vice capogruppo de La Sinistra Antonella Cammardella - che ha invitato tutti i Gruppi consiliari "a garantire la propria presenza in Aula e ad approvare la proposta di legge nella stessa seduta di giovedì per dare una risposta definitiva a questi lavoratori sui quali si reggono alcuni settori primari della sanità campana, come l'emergenza e la rianimazione".

Un "atto di responsabilità" è stato sollecitato anche dal rappresentante dei precari della sanità Benvenuto e dai segretari regionali di Cgil e Cisl del comparto Medici Giosuè Di Maro e Salvatore Altieri che, insieme con gli altri sindacati, hanno annunciato un presidio permanente presso la sede del Consiglio in occasione della seduta di giovedì ed una lettera ai Capigruppo per una richiesta di incontro urgente prima dell'inizio dei lavori.

 

MARTEDI ORE 11,30 CONSIGLIO REGIONALE CONFERENZA STAMPA PER L'APPROVAZIONE DELLA LEGGE PER LA STABILIZZAZIONE DEI DIRIGENTI DI PRIMO LIVELLO

Martedì 1 dicembre i consiglieri Regionali Tonino Scala, Antonella Cammardella e Angelo Giusto terranno una conferenza stampa per rendere pubblico il loro appello a tutte le forze politiche a rendersi disponibili per programmare una seduta Consiliare esclusivamente dedicata alla discussione della proposta di legge sui Precari della Sanità (e delle altre leggi in attesa di approvazione) da inserirsi tra le varie sessioni dei lavori per la definizione del "Piano Casa".
Alla manifestazione, che si svolgerà alle ore 11,30 presso il Consiglio Regionale (Centro Direzionale, Isola F13, Primo piano), parteciperà anche la Federazione Precari della Sanità Campana che si associa a questa richiesta.
La legge in oggetto è quella sull'"ADEGUAMENTO ALLE ECCEZIONI SOLLEVATE DALLA CORTE COSTITUZIONALE RIGUARDO LA LEGGE REGIONALE N.5/08: SPECIFICAZIONI CONCORSUALI PER LA DIRIGENZA DI PRIMO LIVELLO". Tale proposta è stata preparata dopo il ricorso presentato dai Ministri Sacconi e Brunetta e la successiva pronuncia della Corte Costituzionale. La norma è ritenuta necessaria per il buon andamento della Sanità Campana in quanto, se non si procede alla stabilizzazione anche di medici, psicologi, biologi, veterinari ecc., si rischia di chiudere gli ospedali e i servizi che le ASL sono tenute a fornire. Ad oggi, infatti, la stabilizzazione è prevista solo per il comparto e si rischia di avere ospedali dove ci sono solo infermieri e tecnici ma mancano i medici. Da un punto di vista tecnico la legge corregge le eccezioni sollevate dalla Consulta al fine di permettere la stabilizzazione dei dirigenti di primo livello e conservare così il patrimonio di esperienze e di conoscenze acquisito da questi lavoratori nel SSR.
Approvata in Commissione Sanità, la proposta di legge attende di essere discussa ormai da mesi essendo stato il Consiglio assorbito dal dibattito sul Piano Casa.

LA FEDERAZIONE PRECARI DELLA SANITA’ CAMPANA PROMUOVE UN’INIZIATIVA EXTRAGIUDIZIALE DI DIFFIDA VERSO GLI UFFICI DELL’ASSESSORATO

PREPOSTI ALLA STESURA DEGLI ELENCHI GRADUATI PER LA STABILIZZAZIONE.

TALE INTIMAZIONE SARA’ ESPRESSA NOMINALMENTE (UN ATTO PER CIASCUN DIFFIDANTE) DA COLORO CHE SONO INSERITI NEGLI ELENCHI DEGLI IDONEI ALLA STABILIZZAZIONE

E SARA’ CURATA, A TITOLO ASSOLUTAMENTE GRATUITO, DALLA FEDERAZIONE.

L’INIZIATIVA E’ TESA A PRESSARE L’AMMINISTRAZIONE A PRODURRE GLI ELENCHI GRADUATI PREVISTI DALL’ART. 81 L.R. N.1/08 APPROVATO ORMAI DA QUASI DUE ANNI.

INOLTRE, IN BASE ALLA RISPOSTA CHE SARA’ DATA DALLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE,

IN FUTURO IL LAVORATORE POTRA’ REGOLARSI SE FAR VALERE IL PROPRIO DIRITTO INNANZI AL MAGISTRATO ANCHE PER EVENTUALI DANNI.

IL PRECARIO CHE INTENDE VALERSI DI TALE SERVIZIO NON DEVE NECESSARIAMENTE ESSERE ISCRITTO ALLA NOSTRA ASSOCIAZIONE (ANCHE SE SAREBBE AUSPICABILE UN ATTO IN TAL SENSO).

CONTINUIAMO A RACCOGLIERE LE ADESIONI LUNEDI' 7 DICEMBRE 2009 DALLE ORE 15.30 ALLE 17.00 A SALERNO NEL CENTRO DIREZIONALE SAN LEONARDO

IN VIA SAN LEONARDO, 120 (TRAVERSA DI FRONTE AL SUPERMERCATO GS) PRESSO L'UFFICIO IEG*

*Si può chiamare il numero 3474866584 se non si riesce a trovare il posto

MAZZIATI E STRUMENTALIZZATI

Nota sulle dichiarazioni pubblicate su "Il Denaro" del 20/10/09 dall'On. Polverino e da alcuni colleghi dirigenti di Caserta.

ECCO GLI ARTICOLI SUL DENARO

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di Eugenio Benvenuto

Sento l'obbligo di intervenire su una strumentalizzazione che si sta facendo sulla pelle dei dirigenti di primo livello precari in Campania. Solo oggi apprendo dell'esistenza di un coordinamento dei precari di Caserta e di una loro rappresentante: Barbara Andreoli. Tale portavoce dichiara di aver collaborato fin dal dicembre 2008 con gli On. Rivellini e Polverino per la stabilizzazione della dirigenza nel SSR e lamenta che il requisito triennale al 31/12/2006 previsto dalla legge di stabilizzazione per la dirigenza, che si sta per approvare, sia da estendere. Desidero innanzitutto informare i colleghi del casertano che esiste la Federazione dei Precari della Sanità Campana che da tempo sta lottando, anche per loro, al fine di costruire un percorso che permetta la stabilità a quanti più dirigenti del SSR possibile, col prezioso contributo degli On. Tonino Scala e Angelo Giusto. Riteniamo, infatti, che riconoscere il merito a chi, con onore, ha prestato la propria professionalità nella Pubblica Amministrazione per tanto tempo sia un atto dovuto e di civiltà, un'attestazione che non ha colore politico.
Vedo, però, che la ricostruzione dei fatti espressa da questi colleghi che collaborano con l'On. Polverino è ricca d'imprecisioni che lasciano trapelare una certa disinformazione e che li porta a valutare male avvenimenti e persone. Il limite temporale del 31/12/2006 che loro lamentano e che l'On. Polverino vuole estendere non è una scelta nostra ma una necessità dettata dal Governo Nazionale che è dello stesso colore degli On. Polverini e Rivellini. Infatti, quel Governo (nelle persone di Brunetta e Sacconi) già ha censurato la stabilizazione di noi dirigenti sulla base dell'art. 117 della Costituzione in quanto ha ravvisato un eccesso di autonomia legislativa della Regione Campania nella materia concorrente di armonizzazione dei bilanci pubblici e coordinamento della finanza pubblica. Dove erano l'On. Rivellini e l'On. Polverino quando i loro ministri ci attaccavano? Dove erano l'On. Rivellini e l'On. Polverino quando la Corte Costituzionale deliberava in merito? La Federazione Precari della Sanità Campana era lì, costituitasi da sola a fianco della regione Campania per difendere la legge per i dirigenti della Campania. La legge proposta dall'On. Polverini ci esporrebbe sicuramente a un secondo ricorso alla Consulta da parte del Governo centrale facendo saltare definitivamente la stabilizzazione di tutti dirigenti. Tale eventualità, inoltre, creerebbe una disparità di trattamento con il comparto che non andrebbe a godere di tale estensione dei requisiti.
All'epoca dell'impugnativa del Governo telefonai all'On. Rivellini per chiedergli di farsi promotore di un tentativo conciliativo tra regione Campania e Governo Berlusconi per sciogliere il contenzioso. Inutile dire che il mio appello cadde nel vuoto. Oggi trovo strumentale e ingiusto da parte loro accusare l'On. Giusto e Scala di voler fare una stabilizzazione troppo esigua dei precari dirigenti. Le percentuali, inoltre, fornite dai colleghi di Caserta sono del tutto inventate in quanto, ad oggi, non esiste un censimento del precariato della dirigenza in regione. La nostra intenzione per i colleghi che non hanno il requisito è un percorso graduale che aggiunga fasce successive alle graduatorie regionali. Se l'On Polverino vuole unirsi a questa battaglia venga che è il benvenuto."

LA COMMISSIONE SANITA' APPROVA LA LEGGE SULL' ADEGUAMENTO ALLE ECCEZIONI SOLLEVATE DALLA CORTE COSTITUZIONALE

RIGUARDO LA LEGGE REGIONALE N.5/08: SPECIFICAZIONI CONCORSUALI PER LA DIRIGENZA DI PRIMO LIVELLO

NAPOLI 15 OTTOBRE 2009 La Commissione Sanità approva la legge sull’ ADEGUAMENTO ALLE ECCEZIONI SOLLEVATE DALLA CORTE COSTITUZIONALE RIGUARDO LA LEGGE REGIONALE N.5/08: SPECIFICAZIONI CONCORSUALI PER LA DIRIGENZA DI PRIMO LIVELLO.
“ Questa legge approvata oggi in commissione sanità con mia grande soddisfazione è nata dopo il ricorso presentato dai Ministri Sacconi e Brunetta, e a seguito della successiva pronuncia della Corte Costituzionale. La legge parte dal presupposto che il blocco delle assunzioni in sanità, disposto dalle varie finanziarie che si sono succedute negli anni scorsi, ha generato un mancato ricambio e quindi una carenza di personale nel SSR. Tale situazione ha messo a rischio il mantenimento dei LEA e, in questo contesto, al fine di continuare a offrire ai cittadini un adeguato servizio assistenziale sanitario, le AA.SS.LL, le AA.OO. e le AA.OO.UU. hanno dovuto bandire concorsi pubblici finalizzati all’attribuzione di contratti a tempo determinato a soggetti utilmente collocati nelle relative graduatorie per la copertura di posti vacanti. Tali soggetti, quindi, sono stati utilizzati per lo svolgimento di funzioni ordinarie e hanno maturato una ricca esperienza all’interno del SSR in generale e delle singole strutture sanitarie in particolare.
La Regione Campania, al fine di valorizzare tali competenze e non disperdere il patrimonio di esperienze raggiunto, ha avviato, nella finanziaria 2008 (LR N.1 30/1/2008), una procedura di stabilizzazione per coloro che avevano determinati requisiti temporali di servizio, sulla base del comma 565 della legge N. 296/06 (c.d. finanziaria nazionale 2007) e nei limiti di spesa previsti dagli accordi con il Governo Nazionale. Tale procedura, con la L.R. N.5/08, è stata poi estesa, con un atto dovuto e in linea con il precedente, anche a quei soggetti che avevano svolto mansioni di dirigenza di primo livello nel SSR (quali medici, biologi, farmacisti, sociologi, psicologi ecc). Se, infatti, la conservazione delle conoscenze acquisite era una esigenza valida per il comparto, veniva vieppiù sentita e ribadita con riferimento alla posizione dei dirigenti sanitari, stante l’indubbio rilievo che presentano le loro prestazioni e quindi l’importanza del mantenimento della ricchezza che le loro esperienze costituiscono per il SSR. Ci si riferisce, in particolare, a quei circoli virtuosi che un tempo determinavano la creazione di vere e proprie “scuole” nelle varie specialistiche, favorite da una quotidiana e stabile interazione con “Primari Maestri” da un lato e con un certo tipo di popolazione di malati dall’altra (esperienza epidemiologica).La L.R. N.5/08, però, essendo stata impugnata alla Corte Costituzionale dal Governo Nazionale nel 2008, ha dovuto subire il vaglio della Consulta che, con sentenza N. 215 – 2009 ha sollevato eccezione di incostituzionalità dei commi 1 e 4 dell’art. 1 per violazione degli artt. 3 e 97 della Costituzione. In tale sentenza, però, la Corte esclude che vi sia un principio fondamentale che impedisca di procedere alla stabilizzazione dei dirigenti di primo livello. Infatti, tale supremo organo dello Stato ritiene che la L.R. sia illegittima perché troppo generica e, perciò, ravvisa la violazione degli artt. 3 e 97 della Costituzione.
Nelle motivazioni della sentenza, quindi, il Giudice non trae un divieto a stabilizzare i dirigenti di primo livello, ma richiede la fissazione di criteri molto rigorosi. In particolare la Corte ha rilevato che la legge regionale, pur prevedendo che il personale da sottoporre a sanatoria avesse dovuto superare ab origine procedure di natura concorsuale, non specifica che tali selezioni dovessero essere proprie per il ruolo della dirigenza (non essendo espressi i riferimenti legislativi). Inoltre si ritiene illegittima la stabilizzazione dei dirigenti non sottoposti a procedure concorsuali attraverso un generico rinvio a procedure selettive definite dall’Assessore regionale alla Sanità. Combinando questi elementi appare chiaro che non è esclusa dalla sentenza della Corte l’approvazione di una disciplina ulteriore di stabilizzazione che debba essere molto specifica nel fissarne i presupposti e le modalità. In tal senso e per i motivi sopra espressi la legge che si presenta si pone l’obiettivo di correggere le eccezioni sollevate dalla Consulta al fine di conservare il patrimonio di esperienze e di conoscenze acquisito dai dirigenti di primo livello del SSR della Campania.

CHIESTA UN’ACCELERAZIONE PER APPROVARE LA LEGGE SULLA DIRIGENZA DI PRIMO LIVELLO DA PARTE DELL’ON. TONINO SCALA AI CAPIGRUPPO E ALLA PRESIDENTE LONARDO

Nonostante il grande impegno nella delicata discussione sul "Piano Casa", l'On. Tonino Scala chiede al presidente del Consiglio Regionale e ai capigruppo di maggioranza e opposizione una via più rapida per l'approvazione della legge per la stabilizzazione dei Dirigenti di primo livello in Sanità. "E adesso facciamo presto sulla legge per i precari della Sanità - dice il capogruppo della Sinistra Tonino Scala - Capisco la difficoltà del momento, capisco che siamo impegnati nella discussione del Piano Casa ma non possiamo dimenticare la situazione dei precari della sanità." Quindi il consigliere regionale stabiese dice: "Mettiamo all'ordine del giorno la discussione in merito a questa vicenda. Non possiamo consentire che interi reparti chiudano per mancanza di personale".

Ancora una volta troviamo l'On. Scala in difesa della salute dei cittadini e dei tanti lavoratori che con dedizione e professionalità hanno prestato la loro opera nel SSR. La ricchezza di esperienze, l'alta competenza raggiunta alle dipendenze del SSR da medici, biologi, psicologi ecc. negli anni, la conservazione delle scuole specialistiche nei presidi d'eccellenza della sanità campana, costituiscono un patrimonio a cui l'On. Tonino Scala non intende rinunciare per il bene dei cittadini.
La Federazione Precari della Sanità Campana si associa alla richiesta dell'On. Scala e apprezza la sua grande sensibilità che rappresenta per tutti i dirigenti di primo livello una speranza di futuro dopo tanta dedizione e professionalità al servizio della pubblica amministrazione e della salute dei cittadini.

PRESENTATA LA LEGGE: “ADEGUAMENTO ALLE ECCEZIONI SOLLEVATE DALLA CORTE COSTITUZIONALE RIGUARDO LA LEGGE REGIONALE N.5/08”

Napoli 31 Luglio 2009: E' stata illustrata oggi nel corso di una conferenza stampa la legge, presentata dal gruppo regionale La Sinistra sull'"ADEGUAMENTO ALLE ECCEZIONI SOLLEVATE DALLA CORTE COSTITUZIONALE RIGUARDO LA LEGGE REGIONALE N.5/08: SPECIFICAZIONI CONCORSUALI PER LA DIRIGENZA DI PRIMO LIVELLO". Questa legge, ha affermato il capogruppo Tonino Scala, nasce dopo il ricorso presentato dai Ministri Sacconi e Brunetta e a seguito della successiva pronuncia della Corte Costituzionale. Se non si procede a questa stabilizzazione, ha proseguito Scala, si rischia di chiudere gli ospedali anche perché si rischia di avere ospedali dove ci sono gli infermieri ma mancano i medici.

Il nostro impegno ha concluso il capogruppo della Sinistra è a lavorare con le altre forze politiche per far si che questa legge venga al più presto sottoposta all'attenzione delle commissioni competenti e dell'aula. Al tavolo dei relatori oltre al consigliere Scala, erano seduti il responsabile della Federazione Campana dei Precari, Eugenio Benvenuto, e il responsabile dell'area dirigenziale della Cgil Santo Buonanno. Viviamo, ha detto Eugenio Benvenuto, in un paese ipocrita. Ogni giorno sentiamo parole nobili sui temi più vari, ma se andiamo poi a vedere, di quelle parole nobili non v'è traccia nella società. La meritocrazia è uno di tali elevati ideali che, con abile mistificazione, è stata spesso contrapposta alla stabilizzazione, come se i precari fossero un gruppo di privilegiati e raccomandati. Questa è una grave menzogna che mortifica i sacrifici e la professionalità di tanti lavoratori. Noi lotteremo contro tutto questo e, con intelligenza e tenacia, porteremo avanti la battaglia per la stabilizzazione.

La proposta di legge, composta da tre articoli, parte dal presupposto che il blocco delle assunzioni in sanità, disposto dalle varie finanziarie che si sono succedute negli anni scorsi, ha generato un mancato ricambio e quindi una carenza di personale nel SSR. Tale situazione ha messo a rischio il mantenimento dei LEA e, in questo contesto, al fine di continuare a offrire ai cittadini un adeguato servizio assistenziale sanitario, le AA.SS.LL, le AA.OO. e le AA.OO.UU. hanno dovuto bandire concorsi pubblici finalizzati all'attribuzione di contratti a tempo determinato a soggetti utilmente collocati nelle relative graduatorie per la copertura di posti vacanti. Tali soggetti, quindi, sono stati utilizzati per lo svolgimento di funzioni ordinarie e hanno maturato una ricca esperienza allinterno del SSR in generale e delle singole strutture sanitarie in particolare.

La Regione Campania, al fine di valorizzare tali competenze e non disperdere il patrimonio di esperienze raggiunto, ha avviato, nella finanziaria 2008 (LR N.1 30/1/2008), una procedura di stabilizzazione per coloro che avevano determinati requisiti temporali di servizio, sulla base del comma 565 della legge N. 296/06 (c.d. finanziaria nazionale 2007) e nei limiti di spesa previsti dagli accordi con il Governo Nazionale. Tale procedura, con la L.R. N.5/08, è stata poi estesa, con un atto dovuto e in linea con il precedente, anche a quei soggetti che avevano svolto mansioni di dirigenza di primo livello nel SSR (quali medici, biologi, farmacisti, sociologi, psicologi ecc). Se, infatti, la conservazione delle conoscenze acquisite era una esigenza valida per il comparto, veniva vieppiù sentita e ribadita con riferimento alla posizione dei dirigenti sanitari, stante l' indubbio rilievo che presentano le loro prestazioni e quindi limportanza del mantenimento della ricchezza che le loro esperienze costituiscono per il SSR. Ci si riferisce, in particolare, a quei circoli virtuosi che un tempo determinavano la creazione di vere e proprie scuole nelle varie specialistiche, favorite da una quotidiana e stabile interazione con Primari Maestri da un lato e con un certo tipo di popolazione di malati dallaltra (esperienza epidemiologica).

La L.R. N.5/08, però, essendo stata impugnata alla Corte Costituzionale dal Governo Nazionale nel 2008, ha dovuto subire il vaglio della Consulta che, con sentenza N. 215 - 2009 ha sollevato eccezione di incostituzionalità dei commi 1 e 4 dellart. 1 per violazione degli artt. 3 e 97 della Costituzione. In tale sentenza, però, la Corte esclude che vi sia un principio fondamentale che impedisca di procedere alla stabilizzazione dei dirigenti di primo livello. Infatti, tale supremo organo dello Stato ritiene che la L.R. sia illegittima perché troppo generica e, perciò, ravvisa la violazione degli artt. 3 e 97 della Costituzione. Nelle motivazioni della sentenza, quindi, il Giudice non trae un divieto a stabilizzare i dirigenti di primo livello, ma richiede la fissazione di criteri molto rigorosi. In particolare la Corte ha rilevato che la legge regionale, pur prevedendo che il personale da sottoporre a sanatoria avesse dovuto superare ab origine procedure di natura concorsuale, non specifica che tali selezioni dovessero essere proprie per il ruolo della dirigenza (non essendo espressi i riferimenti legislativi).

Inoltre si ritiene illegittima la stabilizzazione dei dirigenti non sottoposti a procedure concorsuali attraverso un generico rinvio a procedure selettive definite dallAssessore regionale alla Sanità. Combinando questi elementi appare chiaro che non è esclusa dalla sentenza della Corte lapprovazione di una disciplina ulteriore di stabilizzazione che debba essere molto specifica nel fissarne i presupposti e le modalità. In tal senso e per i motivi sopra espressi la legge che si presenta si pone lobiettivo di correggere le eccezioni sollevate dalla Consulta al fine di conservare il patrimonio di esperienze e di conoscenze acquisito dai dirigenti di primo livello del SSR della Campania.

ECCO LA LEGGE

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ADEGUAMENTO ALLE ECCEZIONI SOLLEVATE DALLA CORTE COSTITUZIONALE RIGUARDO LA LEGGE REGIONALE N.5/08
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LA CORTE COSTITUZIONALE RESPINGE I COMMI 1 E 4 DELLA LEGGE REGIONALE N.5/2008 PERO' NON IN VIA FONDAMENTALE MA SOLO PER CARENZA DI RIGORE NELLA DEFINIZIONE DEI CRITERI CONCORSUALI

NOI NON CI ARRENDIAMO E CHIEDIAMO UNA NUOVA LEGGE RISPETTOSA DELLE ECCEZIONI SOLLEVATE DALLA CONSULTA

Gentili amici e colleghi,

desideriamo informarvi che la Consulta, con sentenza n.215 del 8/7/2009, si è espressa sulla impugnazione da parte del CdM della norma riguardante la stabilizzazione della dirigenza di primo livello e dei Policlinici: art 1 commi 1° e 4° della legge Regione Campania 14/4/2008 n.5.

Come già certamente molti di voi sapranno, la Corte si è espressa non favorevolmente. Tuttavia, tale supremo organo dello Stato non ha dichiarato anticostituzionale in via fondamentale la stabilizzazione della dirigenza di primo livello. Infatti nelle stesse motivazioni della sentenza, ha fornito indicazioni di rilievo e come tali estremamente utili a superare tale empasse dichiarando l'illegittimità della norma impugnata per "carenza di rigore nella definizione dei criteri concorsuali".

Pur essendoci concessi un paio di giorni per riflettere sulle prospettive che si aprono di fronte a questo nuovo scenario, oggi ci stiamo già attivando in sinergia con varie forze istituzionali, politiche e con tutti gli strumenti legali a nostra disposizione per intraprendere la strada che ci consentirà in breve di superare con successo tale ulteriore ostacolo.

In attesa di nuove e più circostanziate notizie che pubblicheremo sul nostro sito un abbraccio fraterno a tutti

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Sentenza della Corte Costituzionale n. 215 -2009
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DISCUSSA ALLA CORTE COSTITUZIONALE LA LEGGE REGIONALE N.5/2008

Martedì 23 giugno 2009, presso la sede della Corte Costituzionale in Piazza del Quirinale a Roma, si è tenuto il dibattimento riguardante l'impugnativa del Presidente del Consiglio dei Ministri avverso alla Legge Regionale della Campania N.5/08 per la stabilizzazione del personale precario dirigente di primo livello. La Federazione Precari della Sanità Campana era presente con un proprio intervento (che pubblichiamo a questo link) e con una delegazione di iscritti che ha assistito ai lavori della Consulta. Il gruppo era composto da: Eugenio Benvenuto, Alessandro Coccia, Federica Pirozzi, Emilia Dragonetti, Marco Gentile e Fabio De Florio La Rocca. Il professore Cocozza ha difeso gli interessi sia della Regione Campania che quelli della nostra Federazione mentre il CdM è stato rappresentato dall'Avv. Fiorentino dell'Avvocatura dello Stato.

Il dibattimento (che tra qualche tempo sarà pubblicato sul nostro sito) si è svolto nel tardo pomeriggio. L'esposizione del prof. Cocozza delle molteplici ragioni di non incostituzionalità della legge impugnata dal Presidente del CdM è stata brillante, puntuale e chiara. La nota difensiva della Federazione Precari della sanità Campana, essendo stata presentata fuori dai termini prescritti dal regolamento, è stata dichiarata inammissibile. La nostra costituzione nel dibattimento, però, era stata tatticamente programmata dal nostro legale. Essa, infatti, oltre a rimanere comunque agli atti, si inseriva nella strategia di difesa in quanto utilizzata come strumento di supporto all'intervento di resistenza della Regione Campania. 

Come previsto, quindi, la nostra nota è stata abilmente ripresa dall'avvocato per rappresentare l'anomalia dei diversi trattamenti delle posizioni soggettive dei dirigenti campani rispetto a quelle di colleghi di altre regioni d'Italia in cui tale stabilizzazione non è stata impugnata. Dopo tali considerazioni il prof. Cocozza è passato a dimostrare l'infondatezza di tutte le eccezioni sollevate dal CdM. Il responso della Suprema Corte sarà reso noto nei prossimi giorni e noi, fiduciosi nell'imparzialità e indipendenza di tale elevato organo dello Stato, consapevoli della validità delle nostre ragioni e di aver fatto tutto quello che potevamo per affermarle, aspettiamo sereni tale giudizio che, naturalmente, pubblicheremo non appena in nostro possesso.

LINK ALLE FOTO

A TUTTI I DIRIGENTI DI PRIMO LIVELLO CAMPANI

Salve,

VI vogliamo ricordare che la Federazione Precari della Sanità Campana, da sola e senza l'aiuto di nessun'altra organizzazione, si è costituita in difesa della legge n.5/08 (che prevedeva la stabilizzazione anche per i dirigenti di primo livello), legge che è stata impugnata dal CdM. Tale iniziativa ci è costata soldi, impegno e tempo ma siamo fieri di averla intrapresa per noi e per tutti i dirigenti campani. Con l'occasione VI informiamo che una nostra delegazione sarà alla Corte Costituzionale martedì prossimo (23 giugno 2009) quando si terrà il dibattimento e che il giorno dopo, sul nostro sito potrete trovare le note difensive del nostro legale e quelle della Regione Campania (oltre ad altre importanti notizie).
TIFATE PER NOI E PER VOI STESSI
un saluto
Federazione Precari della Sanità Campana

LINK DEL CALENDARIO DELLE UDIENZE DI MARTEDI' 23/6/2009

CORTE COSTITUZIONALE

 

in cui la Federazione Precari della Sanità Campana è riportata nella colonna

"Parti e Difensori"

PER TUTTI COLORO CHE SONO INSERITI NEGLI ELENCHI REGIONALI PUBBLICATI SUL BURC N.36 10/6/09

Per essere confermati nell'elenco in oggetto è necessario inviare al più presto il modello che potete qui scaricare, debitamente compilato e corredato di fotocopia del documento di identità. Tale dichiarazione è un'autocertificazione di mancanza di titolarità di impiego di natura subordinata a tempo indeterminato presso la Pubblica Amministrazione.

IL MODULO E' DA PORTARE A MANO O DA INVIARE TRAMITE RACCOMANDATA CON RICEVUTA DI RITORNO A:

Giunta regionale della Campania
A.G.C. Piano Sanitario Regionale e Rapporti con le UU.SS.LL.
Settore Gestione Ruolo Personale Servizio Sanitario Regionale
Procedure Concorsuali - Rapporti con le OO.SS.

Centro Direzionale, isola C/3- 12° piano
80143 Napoli

 

PS SI RICORDA DI ALLEGARE COPIA DEL DOCUMENTO DI IDENTITA'

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Autocertificazione di mancanza di titolarità di impiego di natura subordinata a tempo indeterminato presso la Pubblica Amministrazione
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Appello agli iscritti ma anche e soprattutto a tutti coloro che hanno a cuore la giustizia e la legalità

Innanzitutto vi invitiamo a rileggere o a leggere, qualora non l'aveste ancora fatto, la relazione sulla costituzionalità della L.R. n.5 del 14 04 2008 pubblicata sul nostro sito.

Cosa ancora più importante intendiamo farvi partecipi delle ultime iniziative intraprese dalla nostra federazione volta ad opporsi all'impugnativa presentata dal consiglio dei ministri tesa ad escludere arbitrariamente dal processo di stabilizzazione i dirigenti di primo livello oltre che il "comparto che svolge in via esclusiva attività di assistenza sanitaria in forza di contratti a tempo determinato stipulati con le Aziende Ospedaliere Universitarie". In quest'ottica ci siamo rivolti all'avvocato Vincenzo Cocozza incaricato anche dalla Regione Campania nella difesa della legge n.5.

il preventivo per l'opposizione al ricorso del CDM ammonta in caso di sentenza a noi favorevole a 13.000 €.

Questo impegno economico, come potete facilmente immaginare, è per noi estrememente gravoso e abbiamo perciò la necessità assoluta di un segno tangibile del vostro impegno e della vostra solidarietà.

Per sostenere tale causa abbiamo indetto una sottoscrizione che avrà un bilancio a parte e alla quale è possibile aderire versando tramite bonifico bancario un importo a partire da 30 € a seconda delle proprie disponibilità.

I colleghi dirigenti e quelli appartenenti alle AOU, tuttavia, essendo direttamente interessati alla vertenza stanno già contribuendo versando una somma di 200€ e ci auguriamo che anche tutti gli altri si adeguino a tale ammontare perché in caso contrario corriamo il rischio di non raggiungere la cifra per affrontare tale ricorso.

Precisiamo, infine, che qualunque somma residua inutilizzata sarà restituita nelle percentuali per cui ciascuno si è impegnato.

I sottoscrittori sono pregati di lasciare i propri dati in questo modo potremo inviare loro la ricevuta di pagamento e la copia del preventivo rilasciatoci dal prof. Cocozza.

Vi ringraziamo anticipatamente per l'impegno e la solidarietà che siamo certi dimostrerete. 



coordinate bancarie  :


BANCO DI NAPOLI - FILIALE DI SALERNO 08


IBAN :          IT26E0101015211100000010874


ABI:             01010


CAB:           15211



Ragione Sociale: FEDERAZIONE DEI PRECARI DELLA SANITA' CAMPANA (Partita IVA 95115710659)


Causale: versamento pro resistenza difensiva all'impugnativa del C.d.M. contro la LR n.5-08 (aggiungere il proprio indirizzo per poter inviare la ricevuta di pagamento e la copia del preventivo rilasciatoci dal prof. Cocozza. Se possibile comunicare anche l'indirizzo di posta elettronica)

L’articolo che segue è l’intervento che il nostro portavoce, Dott. Eugenio Benvenuto, ha tenuto alla conferenza stampa del 27 marzo 2009 presso il consiglio regionale della Campania.

Poiché l’affluenza di colleghi, giornalisti, ma anche di persone semplicemente interessate all’argomento è stata molto maggiore di quanto ci aspettassimo purtroppo in molti non hanno potuto partecipare all’evento. Per tale motivo abbiamo deciso di pubblicare quanto espresso a nome di tutti dal nostro presidente.

Leggendo questo discorso  tutti noi, che fossimo presenti o meno, possiamo regalarci  la possibilità  di riflettere sulla nostra situazione e ricordarci dei nostri diritti, della nostra dignità di lavoratori e di persone perché qualche volta nei momenti estremamente difficili della vita può esserci la tentazione di “chiedere” e non rivendicare.

 

 

Diritto al Lavoro, Diritto alla Salute e Legalità:

 

La traccia della libertà è scritta da sempre nella ragione degli uomini e basta seguire tale via per realizzarla. L’hanno già fatto tante volte i nostri padri, nella Costituzione Italiana, nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, nella Dichiarazione dei diritti del cittadino della Rivoluzione Francese, nei principi fondanti la Dichiarazione d'Indipendenza Americana.

Tuttavia bisogna ribadire che il voler bene a qualcuno o a qualcosa, l’essere innamorati della libertà perché unica condizione degna dell’umanità, non attiene al dominio del dire ma a quello del fare e gli uomini che non si interessano allo Stato non sono innocui, sono inutili.

Tutti coloro che amano la democrazia e la libertà, quindi, devono attuare quei principi scritti nel cuore delle persone e nella storia del pensiero per concretizzare l’oggetto di tale amore. Il lavoro come unico strumento di affrancamento e progresso sociale, lo stato di diritto come massima forma di tutela delle libertà dell'uomo e della democrazia, la Costituzione come vincolo fondante lo Stato, non sono concetti astratti ma impalcatura senza la quale crolla qualsiasi sovranità popolare. Queste cose, nonostante il loro valore, sono semplici e lineari. Tuttavia, forse perché affondate nelle radici dei nostri cuori, esse sono dimenticate e ritenute troppo spesso scontate. Vorrei allora farle riemergere alla nostra ragione, mostrando come l’assenza di tali principi, che potrebbero apparire astratti e intangibili, si riflette in situazioni concrete e drammatiche come la condizione dei precari della sanità Campana, uomini e donne divenuti protagonisti di una battaglia per il lavoro, per la libertà e per il diritto alla salute propria e degli altri.

Innanzitutto vorrei ricordare, soprattutto a noi stessi, chi siamo e cosa abbiamo fatto in questa vertenza sul precariato, perché ritengo che dobbiamo avere la consapevolezza di essere persone che hanno avuto il coraggio di mettere in gioco la propria vita, il proprio futuro, la propria dignità, la voglia di non essere presi in giro e questo non mi pare poco. Cercando l’unità e non sempre trovandola, abbiamo lottato per queste cose e abbiamo promosso legalità e giustizia sociale, talora avendo successo e qualche volta no.

Voglio ricordare, a chi insinua che l’impegno profuso negli ultimi due anni sia stato inutile, che noi siamo stati i protagonisti di una battaglia di civiltà che ha portato, con l’importante contributo degli onorevoli Tonino Scala, Angelo Giusto e Antonella Cammardella, all’approvazione di due leggi sulla stabilizzazione in Campania grazie alle quali la maggior parte dei precari sta oggi lavorando. Voglio ricordare che per molto tempo la nostra azione è rimasta l’unica forza che veramente e concretamente ha manifestato e denunciato le ingiuste condizioni di lavoro e di vita in cui versano i lavoratori precari della Campania nel desolante deserto di un sindacato inconcludente, incompetente, assente se non addirittura ostile. Voglio ricordare che siamo stati i promotori di tante generose e importanti iniziative a difesa dei lavoratori precari in regione (l’ultima è la nostra costituzione a margine dell’impugnativa del C.d.M. alla Corte Costituzionale), nella palude di una politica lenta, completamente assorbita da se stessa, che si esaurisce nel cercare uno sterile equilibrio di forze tramite sterili alchimie, che narra una storia distante dai nostri drammi concreti.

Lo sconforto in cui ci ha ridotto la lunga serie di eventi sfavorevoli di cui siamo stati vittime fornisce la possibilità di riflettere e di tirare le somme sui risultati prodotti dalla nostra azione ma non ci deve far credere che lo scontro per il lavoro si risolva con le parole. C’è voluto un secolo di dure lotte per giungere allo statuto dei lavoratori e pochi anni per distruggere tali conquiste. Noi non possiamo credere di risolvere il problema del precariato con qualche conferenza stampa o manifestazione e dobbiamo essere consapevoli che l’unità è la nostra grande forza e che uniti dobbiamo essere pronti a iniziare la dura lotta che fu dei nostri padri. La soluzione rapida ai problemi non è di nostra competenza perché attiene alla categoria del cliente. Tale sistema calpesta sempre i diritti di altri lavoratori e, poiché riteniamo di essere tutti uguali, poiché crediamo che il principio di legalità sia quello che paga di più, noi ci batteremo sempre contro tali metodi. Chi vuole risolvere così il proprio problema, non si consideri dei nostri.

Ritengo che questa vertenza sul precariato, rifletta in modo fedele la preoccupante deriva dei fenomeni politici e sociali che si stanno susseguendo negli ultimi tempi sia a livello nazionale sia regionale.

Purtroppo, devo ammettere a me stesso, amante del pensiero sociale, che il campo dove si svolgono i fatti grotteschi che mi accingo a esporre è a sinistra, cioè un ambito il cui punto di vista dovrebbe avere al centro della sua narrazione il lavoro come strumento di progresso sociale e di libertà degli individui, l’unità dei lavoratori come valore essenziale, il rispetto delle regole democratiche come riferimento, la partecipazione come etica del proprio agire. Di sinistra è il Governo che ha avviato i processi per la stabilizzazione, di sinistra è la Giunta e il Governatore della nostra regione, (ex ingraiano e operaista), di sinistra è la maggioranza del Consiglio Regionale.

Se mi soffermo a raccontare a me stesso la successione degli eventi, a metterli in fila per meglio valutarne il valore, se penso a ciò che è accaduto negli ultimi due anni riguardando la nostra vicenda e valutando i fatti con distacco e razionalità, sono sorpreso dalla distorsione sconcertante e assurda in cui si sono ridotti, nella nostra regione e nel nostro paese, lo stato di diritto, il diritto al lavoro, il diritto alla salute, la legalità.

Il racconto Kafkiano dell’avvio del processo per la stabilizzazione dei precari inizia quando il legislatore nazionale, dello stesso segno politico dell’esecutivo regionale (cioè di sinistra), 3 anni fa (2006) stabilì la norma per la stabilizzazione. Il legislatore regionale, dello stesso segno politico del legislatore nazionale e dell’esecutivo regionale (cioè di sinistra), dopo pochi mesi fu costretto, dal piano di rientro firmato con il Governo (sempre di sinistra), ad adottare tale stabilizzazione a livello regionale con regolamento da emanare a parte (DGR 514 30/3/2007).

A questo punto, in uno stato di diritto, l’esecutivo regionale avrebbe dovuto immediatamente deliberare un regolamento attuativo della volontà del legislatore sia nazionale sia regionale (cioè del popolo). Invece sono passati 9 mesi (una gravidanza!) per ottenere che il regolamento fosse emanato non dall’esecutivo ma nuovamente dal Consiglio Regionale.

A questo punto, in uno stato di diritto, l’esecutivo regionale avrebbe dovuto immediatamente attuare la volontà del legislatore sia nazionale sia regionale (cioè del popolo). Invece è passato un altro anno e mezzo e la stabilizzazione sembra essere ancora incerta, una chimera, qualcosa di irraggiungibile, come il paradosso di Zenone dove la freccia scoccata non raggiungerà mai il bersaglio. In tutto questo tempo la vita di alcuni di noi è diventata ancora più precaria per i continui rischi di licenziamento causati dai vincoli del piano di rientro mentre la vita di altri di noi si è trasformata in un tunnel di disoccupazione, nel sordo dolore di svegliarsi e non poter più svolgere la propria professione, nell’amaro sapore di privazioni piccole ma significative, nella vergogna della perdita di identità sociale. Mentre le nostre storie erano diventate questo dramma, abbiamo visto l’assessorato alla sanità continuare a inventarsi incredibili artifici per rallentare e rendere difficile la stabilizzazione in Campania. Cavilli fantasiosi, dubbi enigmatici, crisi esistenziali, sofferenze morali e altro hanno assalito l’Assessorato che doveva eseguire il semplice compito di stilare gli elenchi graduati dei precari. Tutti questi ritardi, tutte queste scelte politiche travestite da necessità tecniche, hanno dato la possibilità al nuovo governo nazionale di inventarsi un fantasioso ricorso alla Corte Costituzionale contro la stabilizzazione della dirigenza di primo livello, completamente infondato e che non avrà altro effetto se non quello di provocare altri ritardi per tali lavoratori. In una regione dove si sono viste cose incredibili, con un capovolgimento dei valori, la stabilizzazione si è rappresentata come difficile e immorale. Addirittura qualche mese fa l’assessorato ha affermato la singolare tesi che una stabilizzazione mai attuata sia stata la causa dello sforamento dal piano di rientro… sarà stato un miracolo di San Gennaro o avversione a un processo di giustizia e civiltà? Io spero sia stata una svista ma si sappia che i precari grideranno sempre la verità e rintuzzeranno con tutte le forze qualsiasi tentativo di mistificazione.

Da ottobre 2008 abbiamo iniziato una lunga trattativa con l’assessorato per ottenere la stesura degli elenchi per la stabilizzazione del comparto e della dirigenza nel rispetto del principio di legalità e nel più breve tempo possibile. Gli uffici assessorili hanno finto di collaborare con noi e con i sindacati snocciolando date in successione continua: prima il 30/10/2008, poi il 31/12/2008, poi la fine di gennaio 2009, poi metà febbraio 2009, poi inizio marzo 2009, poi altri dieci giorni, poi altri 15, poi fine giugno 2009 e così via. Come si può più credere ad una tale pubblica amministrazione? Come ci si può fidare della serietà di un tale sistema?

Oggi non è più tempo di aspettare! Oggi la questione dei precari deve diventare una priorità per l’assessorato alla sanità.

Oggi io chiedo date certe al prof. Angelo Montemarano, o all’eventuale commissario (che ci auguriamo non venga).

Oggi io chiedo che gli elenchi degli inclusi ed esclusi dalla stabilizzazione del comparto siano pubblicati entro il 5 aprile e graduati, sulla base del solo punteggio tecnico previsto nel DPR 220/01 entro il 15 maggio (punteggio e titoli scientifici ex DPR 220/01 sono stati già valutati dalle commissioni dei vari concorsi sostenuti da tali lavoratori).

Oggi io chiedo che gli elenchi degli inclusi ed esclusi dalla stabilizzazione della dirigenza siano pubblicati entro il 5 giugno e graduati, sulla base del solo punteggio tecnico previsto nel DPR 483/97 entro il 30 giugno (punteggio e titoli scientifici ex DPR 483/97 sono stati già valutati dalle commissioni dei vari concorsi sostenuti da tali lavoratori).

Se non saranno rispettate tali date metteremo in atto strategie di denuncia e di agitazione per rendere il più possibile noto all’opinione pubblica il torto che si sta perpetrando ai danni del diritto al lavoro, alle legittime aspettative dei lavoratori precari e al diritto alla salute di tutti i cittadini. La nostra Federazione dei Precari della Sanità Campana è piccola ma agguerrita perché convinta delle proprie ragioni e con l’aiuto dei giornalisti che hanno voglia di approfondire temi di tale rilievo, riuscirà a determinare il proprio futuro.

Circa un anno fa, in un colloquio con un Consigliere Regionale che io stimo molto e ritengo il padre delle stabilizzazioni in Campania, convenimmo sulla circostanza che ormai il Consiglio Regionale, in qualità di legislatore, aveva esaurito il suo compito avendo approvato la norma.

Oggi io dico che sbagliavamo entrambi. Io come lavoratore e, a maggior ragione, lui come rappresentante di una molteplicità di cittadini, non possiamo chiudere il nostro sguardo quando lo stato di diritto muore. Non possiamo essere uomini innocui o inutili di fronte all’evidenza che le basi su cui si fonda la democrazia vacillano. Dobbiamo reagire con forza al tentativo di sottoporre i diritti fondamentali dei lavoratori a interessi particolari, all’incantesimo di diluire le regole su cui si basa lo stato in velenose alchimie, ad aspettare che la storia si compia senza fare almeno una prova per determinarla.

Allora io dico che in questa primavera deve partire l’impulso di una nuova nascita, dico di cantare nuovamente quella canzone popolare che ci unì nella lotta per i nostri diritti, dico di riprendere il filo riposto un anno e mezzo fa nell’illusione di cercare mediazioni impossibili. Allora io dico di iniziare una serie di agitazioni, manifestazioni e dibattiti che termineranno solo quando i primi contratti a tempo indeterminato solleveranno i lavoratori precari dalla barbarie che è stata loro inflitta, quando anche questi lavoratori saranno inclusi nella normalità del sistema della contrattazione collettiva nazionale.

Allora io dico che solo se inizieremo una tale primavera sapremo chi tra noi lavoratori e lavoratrici vuole essere veramente libero e alzare finalmente la testa all’interno del principio della legalità, solo così sapremo chi nel Consiglio Regionale è solidale con tali principi, chi nella Giunta Regionale sposa la nostra causa, chi tra i sindacati si affiancherà alla nostra lotta. 

 

 

 

 

FEDERAZIONE PRECARI DELLA SANITA'

 

Venerdì 27 Marzo 2009 h 10.30

Sala Stampa Consiglio Regionale Centro Direzionale ISOLA F/13 Napoli

Il gruppo regionale “La Sinistra” organizza un'Incontro Pubblico sulla stabilizzazione dei precari della sanità campana”

Interverranno:

Prof. Angelo Montamarano

Assessore alla sanità in Campania

On. Angelo Giusto

Presidente della 5a commissione sanità

On. Tonino Scala

Consigliere regionale e Presidente del gruppo regionale “La Sinistra

Coordina i lavori

On. Antonella Cammardella

Vice Presidente del gruppo regionale “La Sinistra”

Tale incontro sarà l’occasione, dopo tempo per “contarci, guardarci negli occhi e parlare insieme delle iniziative da intraprendere come Federazione in un momento particolarmente delicato  ma che tuttavia ci vede più vicini al nostro obbiettivo.

Ritroviamoci in tanti con lo spirito di solidarietà di cui siamo capaci e la consapevolezza che la nostra sola forza è costituita dall'unità

Questa federazione nasce con il prioritario obiettivo di garantire la stabilizzazione dei lavoratori precari della sanità campana. Tale esigenza si coniuga fisiologicamente con il perseguimento dell’incremento  degli standard qualitativi delle prestazioni del servizio sanitario regionale, che sono già diventati patrimonio  del background individuale di ogni singolo lavoratore  e che attraverso questa federazione  auspichiamo tenacemente possa diventare cultura comune e pienamente condivisa.

Non possiamo e non vogliamo dimenticare che la sanità pubblica non è per tutti i cittadini una scelta opzionale e sovente le nostre strutture sanitarie hanno dimostrato, con enormi sacrifici degli stessi dipendenti, che, quando il paziente assume realmente il ruolo di centralità del SSR,  la dedizione e la professionalità di tutti concorrono positivamente con le strutture private.

Ciò in una seria e fattiva dialettica di sana competizione delle prestazioni sanitarie finisce per comportare sensibili  riduzioni di costi per  il contribuente e un arricchimento oggettivo del patrimonio sanitario pubblico e privato.

Risulta quindi ineludibile il contributo che questa federazione può apportare nel difficile panorama sanitario e sociale regionale che siamo decisi a migliorare con l’aiuto di tutti gli associati e i simpatizzanti che si riconosceranno nei nostri obiettivi, indipendentemente dalle proprie connotazioni sindacali e partitiche.

La sanità, la cura e l’attenzione per i più deboli richiedono un attenzione trasversale e generale a cui nessun cittadino degno di questo nome può sottrarsi.

Siamo consapevoli dei notevoli impegni ed ostacoli che ci attendono ma chiediamo a tutti di contribuire con il proprio piccolo ma decisivo mattoncino alla costituzione della Federazione dei Precari della Sanità Campana che si prefigge mediante la stabilizzazione dei lavoratori di consegnare una operosa e congrua testimonianza operativa alle odierne e future generazioni di questa meravigliosa ed unica regione.

Siamo pienamente consci che questa Federazione entrerà a pieno titolo nei “valori aggiunti sociali” che determinano il benessere di un Nazione, e sappiamo che questa “fonte” sarà un “capitale” il cui “possesso sociale” sarà ricchezza condivisa direttamente o indirettamente da tutti gli abitanti della Campania.


Anche noi dobbiamo fare così

INCONTRO CON CARLO PODDA

 

Ieri 27 Gennaio 2009 il Presidente della nostra federazione, dott. Eugenio Benvenuto, su invito di Luigi Savio, segretario generale CGIL FP Campania, ha partecipato ad un convegno tenutosi presso l'Hotel "Ramada" di Napoli.

Durante tale evento il presidente, insieme al dott. Massimo Barresi, segretario della nostra federazione, ha avuto un ampio colloquio con Carlo Podda, Segretario Generale CGIL FP, alla presenza di Michele Gravano, Segretario Generale CGIL Campania, e Luigi Savio. Il tema dell'incontro è stato il travagliato processo di stabilizzazione e il suo difficile iter nella nostra regione. Il segretario Podda, che era già stato informato, si è mostrato estremamente sensibile a tale problematica, e ha chiesto svariate delucidazioni impegnandosi a fornire il suo apporto e le sue risorse affinché la stabilizzazione dei tanti lavoratori precari della sanità campana si concretizzi al più presto possibile. Il segretario, tuttavia, ha sentito la necessità di rimarcare il difficile momento politico che viviamo e che investe pesantemente il mondo del lavoro tutto e a maggior ragione il precariato.

Inoltre Eugenio Benvenuto ha anche esposto la particolare situazione che vivono ormai da troppo tempo i precari della NA/5, ed ha altresì colto l'occasione per consegnare una nota informativa ampia e dettagliata riguardante entrambe le questioni.

L'incontro è stato caratterizzato da un clima collaborativo e cordiale ed è stata sottolineata la necessità di proseguire l'intesa tra Federazione e Sindacato con determinazione fino al raggiungimento dei nostri legittimi obiettivi.

 

 

ALLA MANIFESTAZIONE DELLA CGIL DEL 14/11/2008 NON ABBIAMO POTUTO ESPRIMERE LE NOSTRE RAGIONI A CAUSA DELLA … PIOGGIA. PER QUESTO PUBBLICHIAMO IL TESTO SUL NOSTRO SITO

 

 

Nel dicembre del 1947 fu promulgata la nostra Costituzione in cui il lavoro è pensato non solo come semplice rapporto contrattuale ed economico ma soprattutto come valore sociale, strumento di libertà, di democrazia e di progresso.

Quei principi ispirarono, nel 1970, lo “Statuto dei Lavoratori” che determinò importanti e notevoli miglioramenti sia sul piano delle condizioni di lavoro che su quello del rapporto fra datori di lavoro, lavoratori e rappresentanze sindacali. Tale norma estese la sua ala protettrice sui lavoratori degli anni ’70, ’80, fino alla prima metà degli anni ’90.

Poi, in seguito ai mutamenti geopolitici di quel periodo, si è affermato il libero mercato, l’assenza di regole, la finanza sfrenata e in Italia abbiamo assistito alla progressiva ascesa dell’attuale nostro primo ministro. Si è cominciato a parlare di mercato del lavoro e sono nate norme inaccettabili in cui si ammetteva una discriminazione tra i lavoratori, tra chi poteva avere un contratto collettivo nazionale e chi era lasciato solo di fronte al datore di lavoro, tra chi era stabile e chi precario. In tal modo i precari sono stati privati della libertà e resi ricattabili, derubati del futuro e privati di certezze, lasciati soli, isolati dal mondo della contrattazione collettiva, merce della competitività e della globalizzazione. Tutto questo ha coinvolto il tessuto sociale in tutti i suoi aspetti disgregando il senso di appartenenza dei lavoratori, rendendo sole le persone di fronte a datori di lavoro sempre più impersonali come multinazionali, manager e consigli d’amministrazione e riducendo i lavoratori alla solitudine, incapaci di lottare insieme e di vedere l’utilità del bene comune, inconsapevoli e ricurvi su se stessi.

Questo disegno in Italia è stato pienamente condiviso dal nostro attuale primo ministro che, in un ventennio, ha sapientemente orchestrato e diligentemente condotto una trasformazione del nostro paese in azienda travestita da pseudo democrazia parlamentare con una connotazione sempre più presidenzialista in cui il parlamento e le minoranze non hanno né voce né possibilità di dialogare.

In una tale situazione di “regime” la precarietà è uno dei tanti strumenti per indebolire la coesione sociale, per coltivare divisioni tra persone sempre più deboli, per eliminare qualsiasi pensiero di cambiamento e nutrire una cultura di subalternità.

Oggi, però, vediamo una nuova via, registriamo forti segni di discontinuità col passato. Il crollo delle borse ha mostrato i limiti della finanza che non può sostituire il lavoro come strumento di ricchezza e dall’America arriva il vento del cambiamento e della speranza. In Italia ci sono altrettanti segnali positivi, fenomeni sociali che, se ben incanalati, potranno portare a un rinascimento della dignità dei lavoratori e del lavoro. L’onda nuova che ha colmato la scuola vede uniti studenti, docenti e famiglie. La lotta sindacale durissima nell’Alitalia vede uniti i lavoratori in maniera esemplare. La battaglia che la CGIL sta facendo contro le politiche antisociali di questo governo ci fa rivedere la determinazione che un sindacato deve avere quando è necessario.

In Campania anche noi precari della sanità vogliamo fare la nostra parte. Abbiamo costituito la “Federazione Precari della Sanità Campana” per creare coesione tra i lavoratori e stimolare in loro la consapevolezza che i propri diritti sono una conquista che si ottiene con la partecipazione, con l’impegno personale e il rispetto della legalità. La nostra controparte da due anni è la Giunta Regionale e in particolare l’Assessorato alla Sanità che oggi è in pericolo di commissariamento. Dico subito che se il Consiglio Regionale ha mostrato grande sensibilità nei nostri confronti l’Assessorato ci ha letteralmente avversato. Sorprende e sconcerta la distorsione in cui è stato ridotto lo "stato di diritto" nella nostra regione. Un esecutivo di sinistra, che per propria natura dovrebbe mettere il lavoro e la lotta al precariato al centro delle proprie politiche sociali, ha completamente ignorato e ostacolato le norme che venivano dal legislatore nazionale e regionale. A distanza di due anni la stabilizzazione sembra essere utopia, qualcosa di complesso e difficilmente realizzabile. In questi mesi abbiamo visto l'assessorato alla sanità inventarsi incredibili artifici per rallentare e rendere difficile la stabilizzazione in Campania. Cavilli fantasiosi, dubbi amletici, crisi esistenziali, sofferenze morali e altro hanno assalito l’Assessorato che doveva eseguire il semplice compito di stilare gli elenchi graduati dei precari. Tutti questi ritardi, tra l’altro, hanno dato la possibilità al nuovo governo nazionale di inventarsi un fantasioso ricorso alla Corte Costituzionale contro la stabilizzazione della dirigenza di primo livello, completamente infondato e che non avrà altro effetto se non quello di provocare altri ritardi per tali lavoratori. In una regione dove si sono viste cose incredibili, con un capovolgimento dei valori, la stabilizzazione si è rappresentata come difficile e immorale. Senza indugio l’assessore ha affermato la singolare tesi che una stabilizzazione mai attuata sia stata la causa del suo sforamento dal piano di rientro… sarà stato un miracolo di San Gennaro o avversione a un processo di giustizia e civiltà? Noi speriamo sia stata una svista e gli facciamo sapere che continueremo la battaglia per ottenere i nostri diritti secondo legge e con la determinazione di chi si gioca la vita. Gli facciamo sapere che grideremo sempre la verità e rintuzzeremo con tutte le forze qualsiasi tentativo di mistificazione.

Infine sento la necessità di ricordare la particolare situazione di noi precari dell’ASL NA5, da sempre in prima linea su questa vertenza e che da due anni siamo stati licenziati, unici in Campania, dal nostro direttore generale dott. Gennaro D’Auria. Egli contro tutte le evidenze, ha sempre sostenuto che la legge non permetteva alcuna proroga o reintegro, nonostante i suoi colleghi di tutta la Campania si comportavano diversamente, nonostante l’assessore, in accordo con il ministero, disponesse con varie circolari di prorogare i precari. Evidentemente per il dott. D’Auria tutta la Pubblica Amministrazione campana e nazionale è fuorilegge e l’unica bandiera della legalità nel paese resta lui. Questo cinico dirigente ci ha riservato un trattamento crudele sottoponendoci a un giogo psicologico in cui siamo stati presi in giro e indotti in divisioni e tensioni interne. Spesso il gioco gli è riuscito ma noi dobbiamo cercare sempre di mantenere l’unità con i lavoratori che condividono la nostra battaglia. Intanto l’azienda si è ridotta a offrire un’assistenza scadente e inadeguata.

Mi piace pensare a noi precari dell’ASL NA5 come testimonianza ed esempio vivente di quanto può accadere in modo casuale a chiunque quando non ci sono regole certe, quando il potere di manager e dirigenti è assoluto e senza controllo. La nostra vicenda rende ancor più chiara la necessità di reagire a qualsiasi ingiustizia, anche se questa non ci riguarda direttamente, la necessità di mantenere l’unità tra lavoratori e tra le persone. A tal proposito concludo citando una poesia di Brecht estremamente attuale e molto gettonata sul web:

<<Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali e fui sollevato perché mi erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i comunisti ed io non dissi niente perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me e non c'era rimasto nessuno a protestare.>>.

Discutiamo insieme dei nostri problemi

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