CONVEGNO SULLE PROBLEMATICHE DETERMINATE DAL BLOCCO DEL TURN OVER E DEI CONCORSI PER LA DIRIGENZA IN SANITA'

Venerdì 10 dicembre 2010 alle ore 15,30 presso la sede di Napoli dell'Ordine dei Medici in via Riviera di Chiaia 9/C

Interverranno:

 

Dr. G. Peperoni, Presidente Ordine dei Medici della Provincia di Napoli

 

Dr. F. Esposito (ANAAO-ASSOMED)

Dr. G. Quici (CIMO-ASMD)

Dr. D. Cattaneo (ANPO-FIALS ASCOTI)

Dr. A. Rosa (FESMED)

Dr. G. Di Maro (CGIL Medici)

Dr. G. Galano (AAROI-AEMAC)

Prof. P. Sante (CIPUR Medicina)

Dr. E. Benvenuto (Federazione Precari Sanità Campana)

 

Dr. V. Russo (Commissario Straordinario ASL Napoli 3sud)

Dr. E. Di Salvo (Commissario Straordinario ASL Benevento)

Dr. B. Zamparelli (Direttore Ospedaliero)

Dr. A. Giordano (Commissario Straordinario A.O. Monaldi Cotugno CTO)

D.ssa A.M. Minicucci (Direttore GeneraleA.O. Santobono Pausilipon)

 

On.S.Caldoro (Presidente Regione Campania)

Sen. R. Calabrò (Consulente per la Sanità del Presidente della Giunta Regionale)

On.M.Taglialatela (Assessore Regionale all'Urbanistica, Rappresentante Sanità Conferenza Stato-Regioni)

On. P. Sommese (Assessore Regionale alle Risorse Umane)

On. M.Schiano (Presidente V Commissione Regionale)

On. G.Scalera (Componente Commissione sanità Camera dei Deputati)

On.L. Schifone (Componente V Commissione Regionale),

Dr. G. Zuccatelli (Sub Commissario alla Sanità Regione Campania)

 

 

 

Moderano: Dr. D. Piccolboni (Consigliere Regionale CIMO-ASMD), Dr. A. Lomonaco (Corriere del Mezzogiorno), Dr. E. Pianese (Cons. Regionale CIMO-ASMD), Dr. C. Silvestri ( ROMA), Dr. A. De Falco (Segretario Regionale CIMO-ASMD), Dr. B. Buonanno (Il Mattino).

 

PREVISTA UNA DISCUSSIONE INTERATTIVA CON IL PUBBLICO A FINE CONVEGNO

RESOCONTO INTEGRALE DELLA SEDUTA DI AUDIZIONE V COMMISSIONE CONSILIARE DEL 12 NOVEMBRE 2010

RESOCONTO INTEGRALE n.9

DELLA SEDUTA DI AUDIZIONE

V COMMISSIONE CONSILIARE DEL 12 NOVEMBRE 2010

 

Argomento dell'audizione:

PROBLEMATICHE RELATIVE AL PRECARIATO NELLA SANITA' CAMPANA.

Presidenza del Presidente Michele Schiano Di Visconti

Inizio lavori ore 12.00

 

 

PRESIDENTE: Buongiorno a tutti! Purtroppo devo comunicarvi che manca la Giunta regionale perché il dott. Postiglione è assente per malattia, si sta operando in questo momento, quindi, è costretto a mancare, mi faceva piacere che ci fosse anche lui, avremmo più compiùtamente svolto questa audizione, però, iniziamo ad ascoltarvi, poi ci faremo carico di monitorare e incalzare l'Assessorato.

Iniziamo questa seduta dando la parola a quanti sono iscritti a parlare, iniziamo da Barbara Andreoli.

 

ANDREOLI, Dirigente Medico Psichiatra dell'A.S.L. di Caserta: Oggi, ufficialmente, rappresento, come referente, il Tavolo tecnico per la riorganizzazione dei servizi sanitari regionali, costituito in Regione da più di un anno, in area PDL e che si è occupato di elaborare un progetto che viene presentato ufficialmente agli atti di questa Commissione attraverso un documento.

Volevo semplicemente illustrare che si tratta dell'elaborazione di un piano di contrasto al precariato, ci tenevo a sottolineare la metodologià di lavoro che abbiamo seguito: siamo partiti da una valutazione di sistema sanitario, tenendo conto delle attuali dotazioni organiche e delle relative carenze, quindi abbiamo lavorato poi sull'analisi e valutazione in termine di ricognizione del personale precario del sistema sanitario, attualmente in servizio, necessario alla garanzia dei livelli essenziali di assistenza.

II tentativo è questo: elaborare soluzioni possibili, incrociando le reali esigenze in termini di dotazione organica del sistema sanitario, attualmente in essere e in divenire, perché è soggetto adesso a processi di riorganizzazione, incrociare questi dati con i dati sottoposti a ricognizione, relativi al personale precario, perché lo riteniamo utile in tempi di piano di rientro e di blocchi del turn-over che, secondo le nostre elaborazioni, riguarda non certamente il personale sanitario con contratti in essere stabilizzato già come dotazione organica al 31.12.2006; quindi, abbiamo cercato di evidenziare che questo personale, attualmente essenziale per i L.E.A., rappresenta una risorsa inestimabile se sottoposta a possibili processi di regolarizzazione, perché, tra l'altro, ha un valore inestimabile anche come qualità dell'assistenza prestata, venendo, questo personale, reclutato, negli ultimi anni, da scuole di specializzazione di elevato livello, improntate già al sistema sanitario regionale campano, questo in un periodo di federalismo nazionale può essere un'ottima opportunità.

Volevo passare al successivo intervento del collega che ha collaborato che illustrerà rapidamente la proposta che abbiamo presentato.

 

LAGNESE, Dirigente Medico Psichiatra a tempo determinato dell'A.S.L. di Caserta: Buongiorno a tutti! Grazie per averci dato il piacere di tenere questa audizione sull'importante tema che è quello del precariato nella Sanità campana.

Mi occuperò soprattutto della dirigenza medica del servizio sanitario nazionale.

Insieme ai colleghi: Barbara Andreoli e Alessandro Coccia, ci siamo occupati delle problematiche relative al problema della stabilizzazione del personale sanitario della Regione Campania.

Per quanto attiene, nello specifico, alla dirigenza, la nostra proposta è quella di predisporre delle procedure concorsuali riservate ai dirigenti del servizio sanitario regionale, cioè: medici, farmacisti e biologi, in servizio presso quella specifica A.S.L. e con un'anzianità di servizio di almeno tre anni, ivi compresi, quelli nelle dotazioni organiche, al 31.12.2006; quindi, questa è, in sintesi, la proposta che si vuole presentare in alternativa a quelli che saranno gli esiti futuri della Corte Costituzionale. Grazie a tutti!

 

COCCIA, Collaboratore amministrativo precario del Secondo Policlinico: il mio intervento riguarderà esclusivamente le problematiche del comparto della sanità e in particolare delle procedure di stabilizzazione ai sensi dell'articolo 81 della legge regionale n. 1/2008.

La difficoltà relativa alla predisposizione degli elenchi graduati, come tutti sappiamo, ha prodotto l'emanazione del decreto 22. Tale decreto, attuato in parte, e stato, poi, sospeso, nella sua efficacia, dal decreto del Commissario ad Acta n. 59.

Adesso chiediamo che si prendano rapidi provvedimenti affinché il decreto ritorni a produrre effetti, in quanto, sottolineiamo che la trasformazione degli aventi diritto e attualmente in servizio presso gli enti del servizio sanitario regionale, a costo zero, non viola i vincoli di bilancio imposti dal piano di rientro.

Relativamente all'efficacia e alle procedure dell'articolo 81, va detto anche che, come strumento di contrasto al fenomeno del precariato, ha una portata relativa, se in via legislativa, infatti, non si effettua un adeguamento ai sensi del comma 90 dell'articolo 3 della legge 244/07.

Analizzando i decreti dirigenziali pubblicati sui Burc 36 del 10.06.2009 e le modifiche a tali provvedimenti, fino all'ultimo Burc n. 73 dell'8 novembre, riscontriamo che su 2.453 istanze, solo 294 sono gli ammessi, di cui 128 inclusi tramite ricorso giudiziale e 14 tramite ricorso gerarchico, il 14 per cento è stato ammesso tramite ricorso, aspettiamo i giudizi di merito.

Al di là dei costi economici giudiziali sostenuti dall'Amministrazione, anche dagli operatori, va detto che i ricorsi giudiziali, 110 erano verso una motivazione di mancanza di credito triennale, esclusi i casi di mero errore di calcolo, bisogna considerare che questo dato è frutto di quelli che sono stati definiti "indirizzi consolidati" espressi dai competenti assessori nell'ultimo triennio, mi rifaccio al decreto 117 del 2010 del Commissario ad Acta che ha prorogato i precari.

Tale consolidata prassi amministrativa ha garantito la salvaguardia dei LEA nell'ultimo triennio, adesso il decreto commissariale n. 62 blocca totalmente le assunzioni a tempo indeterminato, a tempo determinato. Da questo immaginiamo gravi danni all'assistenza sanitaria, in alcuni casi anche interruzioni di pubblici servizi se, appunto, non vi è una proroga dei contratti che attualmente garantiscono i livelli assistenziali presso il servizio sanitario regionale; quindi, questa prassi amministrativa non deve essere disattesa al 31.12.2010.

Lo scenario esposto adesso, insieme a numerosi avvisi pubblici degli anni 2006 - 2007, cito il bando dell'azienda Napoli 4 pubblicato sui Burc del 23 aprile 2007 o il bando della Napoli 5 pubblicato sui Burc del 5 febbraio 2007, evidenziano come, insieme ai precari cosiddetti tipici, vi sia una vasta schiera di precari atipici del servizio sanitario regionale, questo viene evidenziato anche dall'analisi dei dati delle procedure secondo l'articolo 81 della legge 1/2008: infatti 137 esclusioni dalle liste di stabilizzazione sono per la mancanza del requisito di titolarità del rapporto di natura subordinata e 332 non ammessi per la mancanza del requisito di titolarità del lavoro di natura subordinata al servizio sanitario regionale.

Tali operatori garantiscono i LEA sul territorio campano, questo lo dice la circolare dell'8 maggio 2009 dell'Assessore alla Sanità, non ultimo il decreto 117 del 2010. Riteniamo che la Regione necessiti di una normazione non esclusivamente in via legislativa che faccia valorizzare le competenze maturate presso il servizio sanitario regionale che tenga in considerazione i professionisti che, dopo aver garantito l'assistenza sul territorio, si troverebbero in una situazione paradossale, anche depauperati del riconoscimento di carriera nei futuri concorsi.

Pertanto vi invito a leggere la documentazione che alleghiamo al verbale di questa seduta e vi ringrazio per l'attenzione.

 

NASTASI, UIL FPL Campania, Segretario Generale: Grazie per l’audizione su un tema estremamente delicato e complesso che è quello del precariato del sistema sanitario della nostra Regione: è un sistema sanitario, una sanità, come tutti sappiamo, commissariata, quindi la sensibilità del Presidente è sicuramente la sensibilità dei consiglieri regionali, messa anche in parallelo con le possibilità e le competenze in un sistema, come il nostro, commissariato.

Diciamo subito che l'indirizzo che abbiamo sempre seguito, in questa vicenda, ormai da anni, è quello di tentare di garantire, su due percorsi paralleli, da una parte la garanzia dei livelli essenziali di assistenza e dall'altra parte la garanzia del lavoro e dei professionisti e dei lavoratori, sia del comparto che della dirigenza medica, che garantiscono, appunto, sia i livelli essenziali di assistenza, sia la continuità assistenziale nella nostra Regione, questo è il sistema sul quale ci siamo sempre misurati.

Diciamo subito che su questo tema c'è stata la grande sensibilità da parte del Consiglio regionale perché, com'è stato già citato da qualcuno che mi ha preceduto, perlomeno per la parte di esecuzione di norme nazionali si è provveduto con un articolo delle finanziarie passate a prevedere il percorso di stabilizzazione dei precari del comparto, poi abbiamo una fase sub-iudice alla Corte Costituzionale, credo del gennaio del 2011, comunque la sensibilità, all'unanimità del Consiglio regionale si è già espressa su questa questione.

Oggi siamo di fronte ad una situazione che vorremmo affrontare in questo modo: insomma, riusciamo a far convergere tutte le sensibilità su questo tema, fermo restando che abbiamo, come nostro faro, la garanzia di dare una risposta al diritto di salute della nostra Regione e dall'altra parte, cosa che come Sindacato abbiamo condiviso anche ultimamente ai tavoli con il Governatore Caldoro e con il Subcommissario Zuccatelli, abbiamo condiviso di stare comunque dentro i limiti che ci vengono imposti dalle norme.

La faccio breve rispetto ai risultati della verifica che si è avuta il 26 ottobre.

Dentro questo tavolo riteniamo che ci sia un percorso possibile, avendo di fronte una situazione di questa natura.

Per quanto riguarda l'attuazione dell'articolo 81 della finanziaria abbiamo il decreto n. 22 del 26.03.2010, attualmente in sospensione, nel senso che e stato sospeso e da quello che ci risulta, sia al tavolo nazionale sia al tavolo del Comitato, il 26 ottobre hanno preso atto che c'è una sospensione sul processo di stabilizzazione del comparto scaturente dall'articolo 81 della finanziaria regionale.

Tra l'altro, abbiamo, all'interno della nostra Regione, tutta un'altra parte di professionisti che svolgono una brillante attività nel nostro sistema regionale, che garantiscono sia i livelli essenziali di assistenza sia le continuità assistenziali che abbiamo.

Crediamo che nella fase che stiamo attraversando, cioè nel senso che nell'attuazione del piano ospedaliero e nell'attuazione del piano territoriale, gli atti aziendali che stanno arrivando presso il Coordinamento dei Commissari ad Acta, finche questi piani dovranno essere valutati e poi applicati, abbiano una prima grande esigenza che è quella non solo del sindacato, ma dell'intera collettività campana, ovvero, la garanzia che queste attività continuino, che si dia garanzia che i cittadini campani possano continuare ad avere questa risposta al loro diritto di salute, ovverossia, abbiamo dei contratti in scadenza, quindi, la prima questione che poniamo, per affrontare il tema in maniera strutturale, strategica e trovare le soluzioni con le sensibilità di tutti: c'è un primo problema che riguarda la proroga dei contratti in essere.

La finalità è quella che ho detto prima, per quanto ci riguarda, c'è il diritto di chi lavora e c'è, prioritariamente, il diritto dei cittadini campani a continuare ad usufruire di quelle prestazioni.

Dentro questo quadro abbiamo una possibile soluzione, tutta da verificare, è inutile che lo dico io, ma il governatore della Banca d'Italia ha richiamato tutte le istituzioni al fatto che il precariato è un elemento di diseconomia del nostro Paese, un elemento di diseconomia in tutti i sistemi, anche quelli pubblici, quindi, su questo dobbiamo fare grande attenzione, su questo abbiamo un percorso che noi chiederemo al Presidente, conoscendo, tra l'altro, l'onorevole Schiano, per la sua sensibilità e conoscenza del settore, sicuramente una disponibilità di tutta la Commissione ad affrontare questa questione.

Abbiamo il tema di fronte a noi, prioritariamente, partendo da questa condizione: passando per le proroghe dei contratti in essere, abbiamo le questioni che riguardano le dotazioni organiche nell'attuazione degli atti aziendali che attueranno il piano ospedaliero e territoriale, con una nostra convinzione che non si tratta di coprire il turnover o di fare percentuali sul turnover del personale che va via, ma noi qui siamo di fronte ad una situazione in cui abbiamo da anni prestazioni che vengono erogate da professionisti che occupano dei posti che sono a tempo indeterminato, ma momentaneamente sono occupati a tempo determinato da professionisti, questo è il ragionamento sul quale vorremmo che si costruisse un percorso tutti, nelle proprie competenze istituzionali o demandati da leggi, perché sono commissari momentanei del nostro sistema, tutti ragionassero in questi termini; non ci convince soltanto lo sblocco del turnover ma ci convince anche la verifica di quello che accadrà, da qui a qualche tempo, nell'attuazione degli atti aziendali rispetto a prestazioni che devono continuare e che da anni sono garantite da professionisti che hanno la necessità di essere regolarizzati nel loro tipo di rapporto.

Qui le proposte possono essere tante, ci dobbiamo misurare, abbiamo sicuramente normative nazionali, possibili normative regionali, qui la sensibilità del Presidente del Consiglio regionale e di questa Commissione sicuramente ci sarà di aiuto perché credo che l'obiettivo della regolarizzazione è di mettere a normalità il nostro sistema regionale e dare garanzia di diritti di salute, garanzia di diritti degli operatori che ci sono dentro; e l'obiettivo che sicuramente vogliamo raggiungere ma credo che anche la Commissione e il Consiglio regionale vogliano traguardare quanto prima.

 

BENVENUTO, Presidente Federazione Precari Sanità Campana: Innanzitutto un ringraziamento a tutta la Commissione per questa audizione.

Devo puntualizzare alcune cose che sono state dette fino a questo momento, perché ci troviamo, allo stato attuale, in una situazione che non cade all'improvviso, ma è la conseguenza di 15, 20 anni di gestione della sanità in Campania che è stata costretta a sfruttare stratagemmi per poter mantenere i LEA, i servizi necessari per i cittadini, quelli costituzionalmente previsti.

Questo ha comportato, in genere, nella maggior parte dei casi, l'indizione di avvisi pubblici per titoli e concorsi, con delle graduatorie che venivano gestite con il sistema dello scorrimento. Per cui, si lavorava per un certo numero di mesi, dopodiché si scorreva verso le posizioni di graduatoria successive e così via.

Qui in Aula abbiamo esempi di persone che hanno iniziato a lavorare nel '96, '97, '98 e hanno costantemente, con interruzioni più o meno lunghe, portato il loro servizio e il loro ingegno al sistema sanitario regionale fino al 2007.

Questo è un elemento da non trascurare, perché penso che uno degli elementi fondamentali che si deve porre il legislatore e l'esecutivo è il mantenimento dello stato di diritto, cioè lo stato che garantisce a tutti i propri diritti, i diritti soggettivi.

Queste persone nel 2007, a causa del piano di rientro della 514, hanno visto interrompere quel loro normale processo di rinnovo che avveniva da anni e che garantiva loro una certa “stabilità precaria”.

Nel 2007 si è bloccato tutto. Quindi, chi si trovava in servizio alla data del 20 marzo 2007 è stato prorogato fino ad oggi e gli altri no (pur avendo i requisiti per la stabilizzazione). Ricchezze erano quelle, ricchezze sono queste. Non c'è un precario, che io sappia, che non abbia fatto una notte di Natale o non abbia dato tutta la sua abnegazione per portare avanti i servizi di questa Regione. Credo che la luce che si deve portare avanti, ciò che deve guidare, sia il principio che il legislatore emani le leggi e l'esecutivo le esegua, e si applichi la legge. L'articolo 81, ad oggi, è ancora inapplicabile perché quelle famose graduatorie che dovevano uscire dagli uffici dell'Assessorato, a due anni di distanza, su 2 mila e poco più domande, ancora non sono state prodotte. Questa è una cosa che ritengo sia aberrante. Queste persone si sono trovate in una situazione kafkiana perché, da un lato la Regione rimandava la competenza della stabilizzazione alle aziende, dall'altro le aziende rimpallavano la competenza alla Regione. Questo ping pong è durato per anni.

Alla fine tali anomalie si sono ratificate con il decreto 22 che stabilizza, di fatto, coloro che si trovano in servizio, a prescindere dalla posizione anteriore o deteriore in graduatoria. Tutte queste persone, questi professionisti, hanno visto mortificato il loro diritto soggettivo. I lavoratori hanno trovato altre sistemazioni, chi nel privato, chi vincendo concorsi in altre strutture. Questo, però, non è giusto. Questo non corrisponde allo stato di diritto. Lo stato di diritto prevede che il legislatore emani una legge, l'esecutivo la esegua e poi la pubblica amministrazione la metta in atto. Invece da quattro anni stiamo aspettando ancora la messa in atto di una legge nazionale prima (la finanziaria del 2007) e regionale dopo (la finanziaria 2008).

E' stata pubblicata un'altra finanziaria, quella del 2008, che ha allargato i requisiti e che farebbe rientrare anche altri precari. Ma attenzione, è essenziale usare delle fasce che rispecchino i criteri di progressiva maturazione dei requisiti. Chi è disoccupato da 4 anni, chi aveva i requisiti all’epoca, chi non avendo beneficiato delle proroghe a causa di differenti interpretazioni della DGR 514/07, non deve continuare ad essere vessato per una responsabilità non sua.

Del resto la norma nazionale (comma 519 della legge 296 del 2006) disponeva chiaramente il mantenimento in servizio del personale precario avente il requisito della stabilizzazione. Invece, un accordo stipulato tra le OO.SS. e l’Assessore dell'epoca (Montemarano) si stabilì di mantenere in servizio solo il personale presente alla data del 20 marzo. Inoltre tale discutibile accordo non è stato rispettato in tutte le ASL.

Non sembra che questa sia una corretta gestione della pubblica amministrazione. Sembra che l'arbitrio lasci il posto alla discrezionalità.

Le cose da fare sono molto semplici e lineari:

1) Che vengano fatte le graduatorie per la dirigenza nell'attesa della pronuncia della Corte Costituzionale;

2) Che si facciano delle ricognizioni. Un censimento di quanti precari sono attualmente in servizio a tempo determinato nelle varie A.S.L. e quali erano le dotazioni organiche al 31 dicembre 2006. Tra l'altro ciò era previsto nella delibera di Giunta regionale n. 514/2007;

3) Un censimento delle professionalità che sono utili anche in relazione al nuovo riordino dei piani ospedalieri.

Un'ultima precisazione: tengo a sottolineare che il fatto che si facciano degli elenchi regionali, non significa che queste persone debbano essere assunte subito. Potranno essere assunte quando la contingenza economica della Regione lo permetterà, con gradualità. Per coloro che matureranno il requisito della finanziaria 2008, propongo una legge regionale che permetta di inserire in fasce successive i lavoratori precari. Sogno una Regione in cui l’accesso alla pubblica amministrazione sia regolato da concorsi trasparenti, che rispettino la norma. Questo permetterà alle persone di programmare il proprio futuro lavorativo in modo certo, la propria vita senza paure. Sicuramente ognuno troverà la sua strada.

 

DE FALCO, Segretario regionale della CIMO: La CIMO è un Sindacato medico, quindi, vi ringrazio per la convocazione. Mi fa piacere che La UIL prima abbia parlato anche del precariato in generale perché è ovvio che i precari non dobbiamo guardarli solo per fasce, siamo tutti d'accordo su questo; per il ruolo che ho, ovviamente, rappresento, come il dott. Benvenuto, i precari medici e, naturalmente, qui sto per un fatto molto semplice: la nostra richiesta si aggiunge a quello che ha detto precedentemente il dott. Benvenuto. Abbiamo, a scadenza breve, a gennaio, la Corte Costituzionale che si deve pronunciare contro la legge regionale del 2010 che, comunque, sanava una serie di precari dirigenti medici, legge contro la quale lo Stato ha fatto ricorso. La Regione Campania si è costituita, ma ci siamo costituiti anche noi come Cimo, si è costituita la CGIL Medici e si è costituita la Federazione Precari della Sanità Campana. All'inizio della battaglia, perché c'è stata anche una precedente pronuncia della Corte Costituzionale su un'altra legge, è stato messo in evidenza dalla Corte Costituzionale che la legge precedente, per la quale era stata fatta una bocciatura, era carente dal punto di vista dell'assunzione, cioè non prevedeva delle precise norme di tipo concorsuale per l'assunzione. Questa seconda legge che ha fatto la Regione Campania, invece, ha messo in essere quelle che erano le osservazioni della Corte Costituzionale.

A gennaio ci battiamo sul problema dei costi perché l'altra cosa e l'omogeneizzazione del piano di rientro, allora, che cosa chiediamo alla Regione Campania che, tra le altre cose, dovrebbe avere interessi nella difesa di questa legge? Cerchiamo di individuare bene questa situazione, cioè, a tutt'oggi non sappiamo, mi piace citare questa frase del libro di Einaudi "Conoscere per deliberare". Se non conosciamo lo stato dei fatti, ci è difficile anche difenderci davanti alla Corte Costituzionale, di queste benedette graduatorie non sappiamo quanti medici hanno presentato La domanda in base alla Legge di cui andiamo a discutere a livello Costituzionale: sono 100, sono 200, sono 500, sono 1000, non lo sa nessuno, ci sono gli scatoloni fermi da 8 mesi in Regione e questo non mi sembra una cosa piacevole, principalmente quando i nostri legali basano su questo la riuscita di portare a casa il parere favorevole della Corte Costituzionale. Che significa questo? Significa che ci sono dei precari, possiamo parlare di 100 e di 1000, di questi 100 alcuni sono già stabili nella spesa storica, quindi, non rientrano nel problema del rientro, neanche questi riusciamo a sapere quanti sono, cioè, abbiamo la mancanza dei dati. Se La Regione non fosse, insieme a noi, parte, perché noi siamo insieme, oggi, contro lo Stato, posso anche capire che non voglia cacciare fuori i numeri, ma mi meraviglia che a due mesi, perché ormai siamo a novembre e dicembre, in cui ci andiamo a presentare e siamo sullo stesso tavolo contro lo Stato, non riusciamo ad avere i dati. Allora, la nostra richiesta che fu fatta al Presidente Schiano, lo ringrazio, è proprio quella di sollecitare i nostri uffici regionali a cacciare fuori i dati e cacciarli per tempo, cioè che arrivino i dati il mese di marzo non serve a niente perché se non abbiamo la conoscenza reale del problema è inutile.

Ho sentito con molta attenzione la collega prima, sono tutte cose belle questi piani, anzi, se possiamo avere anche una copia mi fa piacere, ma se su casi banali che sono oggi, non cacciamo niente, facciamo i piani sulle leggi, siamo tutti d'accordo su questa cosa, ma vogliamo capire che oggi, a due mesi, non abbiamo i dati su cui andare a parlare alia Corte Costituzionale? I nostri Avvocati ci sollecitano, dicono: La Regione, La Regione... Dico: Scusate, ma La Regione che fa?

 

ALTIERI, Segretario regionale CISL FP: Innanzitutto grazie per aver convocato questa audizione, vorrei evitare quello che hanno già detto i colleghi, vorrei precisare solo un elemento di cui siamo accaniti sostenitori: il decreto 22 è la cosa migliore che potesse capitare per il fenomeno del precariato, migliore della stessa legge, dello stesso articolo 81, atteso che ne prende le parti migliori e le porta avanti.

L'articolo 81 prevedeva che il finanziamento per l'operazione della stabilizzazione del precariato fosse presa dal cambio del finanziamento per i precari che già erano in servizio.

Con il decreto 22, che è stato avallato da CGIL, CISL e UIL a livello regionale, noi di fatto, abbiamo invertito la tendenza, nell'articolo 81, che prevedeva che si facesse una graduatoria regionale che durasse appena 5 anni e che, nel frattempo, eventualmente, le aziende che ne avevano bisogno attingessero a quelle graduatorie per poter stabilizzare. Ho fatto un calcolo, ma lo possono fare, in maniera banale, tutti quanti: dal momento in cui e uscito, il 10 giugno 2009, l'elenco degli ammessi e degli esclusi, volendola utilizzare non come graduatoria ma come riferimento, se avessimo iniziato da quel momento, oggi anziché i 700, 800 precari stabilizzati in Regione Campania ne avremmo circa 70, 80.

A me non sembra che un risultato complessivo che abbia visto 700, 800 stabilizzazioni nei mesi scorsi possa essere, in qualche modo, sottostimato; va da se che c'è una grande ingiustizia, ad alcuni dobbiamo riferire una grande priorità.

Attualmente ci sono, in particolare nell'ex A.S.L. Napoli 5, ma il fenomeno si sta allargando perché da circa 950 ammessi al processo di stabilizzazione, di cui non tutti in servizio, oggi, più o meno, siamo arrivati a 1.200 ammessi al processo di stabilizzazione dopo la fase di revisione, avvenuta sia in fase giurisprudenziale sia in fase di verifica all'interno delle commissioni regionali che hanno lavorato; quindi, ci troviamo al minimo con altre 300, 400 unità che non sono in servizio e che devono essere stabilizzate, di cui la metà che hanno frequentato o che addirittura hanno diritto, per il combinato disposto del decreto 22, ma anche della circolare esplicativa e applicativa che subito dopo la struttura commissariale fece, hanno diritto ad essere stabilizzati all'interno dell'ex A.S.L. Napoli 5, attuale A.S.L. Napoli 3 insieme all'A.S.L. Napoli 4. Credo che la politica si occupi anche del singolo essere umano, non solo dei momenti organizzativi, all'A.S.L. Napoli 5 eravamo riusciti, applicando il decreto 22, a fare un accordo, come organizzazioni sindacali CGIL, CISL, UIL: c'erano 120 persone che dovevano prendere servizio dal 16 agosto in poi e tutto è stato bloccato, tuttora, senza neanche una motivazione ufficiale, senza un atto ufficiale, tuttora sappiamo che il 30 settembre è stato sospeso il decreto 22, ma in precedenza e fino ad ora, non c'è nulla, 120 persone che a cominciare dal 16 agosto dovevano prendere servizio, sono state bloccate.

Credo che in assoluto la priorità sia questa. Sono un convinto assertore delle proroghe, per due motivi: perché non ne possiamo fare a meno, perché la maggior parte dei precari sono concentrati all'interno di poche aziende, in particolare l'attuale A.S.L. Napoli 3, l'attuale A.S.L. Napoli 2 nord, a Salerno, Cardarelli con determinate specificità e quanto altro.

Dobbiamo metterci nella condizione finanche di favorire una proroga più lunga di quella che si ipotizza attualmente fino al 30 giugno, magari ipotizzare fino al 31 dicembre 2011, ma di metterci a lavorare seriamente, sia dal punto di vista della struttura commissariale sia dal punto di vista della politica, quindi la V Commissione a maggior ragione può esercitare un ruolo non importantissimo, ma addirittura fondamentale per risolvere, in via definitiva, la problematica.

Priorità principale:

1) quelli che hanno diritto alia stabilizzazione devono poter entrare,

2) si alla proroga, ma entro la fine dell'anno 2011, dobbiamo prenderci il tempo per poter fare qualcosa di veramente concreto, perché le leggi ci sono, o meglio c'erano perché il 368 del 2001, quando abbiamo recepito le direttive europee che ci hanno poi portato a fare il decreto legislativo n. 368 c'era un piccolo comma che per colpa nostra, anche, probabilmente, come organizzazione sindacale, a cui non abbiamo dato la dovuta importanza, che diceva, ne più ne meno, che i contratti di lavoro stabiliranno le eventuali differenze per le assunzioni per coloro che hanno svolto lavoro a tempo determinato presso una determinata azienda.

Senza entrare nella giurisprudenza che dice che il 368 è applicabile solo in parte al pubblico ma il principio è sano, tanto è vero che, poi, ultimamente è stato recepito da Brunetta, con le percentuali, anche solo in parte, che riguardano la stabilizzazione del mondo del precariato.

Mi fermo qui dicendo che va da se che il problema dei precari e della dirigenza è un problema altrettanto da affrontare, è stato un provvedimento bipartisan, votato dall'allora maggioranza ma anche da elementi dell'opposizione, anche forse in massa, è sicuramente una cosa che dobbiamo affrontare anche se siamo, per forza di cose, costretti ad aspettare l'esito della pronuncia della Corte Costituzionale.

La Legge 244, mi riferisco all'onorevole Polverino, di fatto, l'attualizzazione quasi non serve in Regione Campania, perché il fatto che siamo arrivati un anno o due mesi in ritardo, di fatto, va attualizzato perché c'era un'ulteriore proroga in avanti, quindi, coloro che avevano maturato, per esempio, 3 anni negli ultimi 5 anni erano addirittura più avanti nella stessa 244. C'è un elemento che, invece, va considerato, perché altrimenti faremo un'ingiustizia, considerando tutte le priorità di questo mondo: i Co.Co.Co., in un territorio che ne ha abusato, nella sanità, di questo tipo di contratto, perché i Co.Co.Co., di fatto, li abbiamo utilizzati in sanità per sviluppare un normale lavoro a tempo determinato di natura subordinata, così come abbiamo usato i fondi Cipe e progetti Cipe, per mettere questi colleghi che vengono pagati molto meno degli altri, è brutto fare differenziazioni addirittura nel disagio e nelle situazioni di sofferenza, vengono pagati meno degli altri, su quello sarebbe il caso, anche a livello legislativo, di intervenire per fare chiarezza, atteso che la 244 lo poneva in maniera esplicita.

Ieri sera è stato diffuso il testo della finanziaria 2011 da parte del Governo, quindi il maxiemendamento, abbiamo avuto modo di notare, con estremo piacere, che hanno inserito, direttamente, in finanziaria, quello che ci aspettavamo dovesse essere una norma prevista dal decreto interministeriale, quindi, all'attuale articolo 58, abbiamo la possibilità che le regioni come la nostra, che hanno avuto un esito favorevole sul tavolo nazionale, abbiano la possibilità di sblocco del turn over.

Alla politica, in particolare, che avverte molto più del tecnico l'esigenza di dare risposte ai cittadini, sia dal punto di vista dell'assistenza sia dal punto di vista dei diritti singoli di questi cittadini, accelerare al massimo i tempi per la stabilizzazione di quelli che hanno diritto che sono fuori attualmente. Grazie!

 

DI MARO, Segretario regionale CGIL FP: Non voglio aggiungere niente altro a quello che hanno detto gli altri amici e colleghi, una cosa importante è che bisogna contestualizzare, siamo in una situazione di piano di rientro e ci auguriamo che quanto prima si riesca ad uscire da questo piano di rientro perché credo che lo sforzo di tutti sia stabilizzare chi ha diritto alla stabilizzazione, perché questo, inevitabilmente, poi ha effetti positivi sui livelli essenziali e sui servizi per il diritto alla salute in Campania.

Ognuno deve fare la sua parte. Noi cerchiamo di spingere in tal senso.

L'unico dato che abbiamo, almeno al 31.12.2008, è la fuoriuscita di circa 6.500 unità lavorative dal Servizio sanitario regionale di cui 4.500, 5.000 sono appartenenti al comparto, 1.500 della dirigenza.

A fronte di una percentuale di persone, che stanno continuando ad assicurare servizi, di gran lunga inferiore rispetto alla fuoriuscita.

Credo che, tenuto conto che adesso stanno per fornire i piani attuativi aziendali, sia necessario ridefinire un po' la dotazione organica e vedere di quante persone ha bisogno il servizio sanitario campano affinché si garantisca il diritto alla salute; questa è la prima cosa, altrimenti non ne usciamo da questa storia e credo che sia compito di ognuno, ognuno per la propria parte, cercare di fare in modo che i livelli essenziali di assistenza non siano solamente una formula che ogni tanto si tira in ballo ma veramente vengano assicurati, perché in questa situazione credo sia difficile sostenere un servizio sanitario pubblico efficace e credo che l'interesse di tutti sia che questo, invece, prosegua, che venga rilanciato e, laddove ci siano delle diseconomie, degli sprechi, vengano individuati ed eliminati, ma che si garantiscano i servizi essenziali ai cittadini attraverso l'uso parsimonioso del personale.

 

PRESIDENTE: L'intera Commissione parte sempre dal presupposto che per la sanità dobbiamo razionalizzare e non tagliare, quindi, lo andiamo dicendo da molto tempo.

Non più tardi di 7 giorni fa, nel tavolo fatto con Zuccatelli, Calabrò, Caldoro, con i commissari, invocavamo il Governo di fare in modo che la norma entrasse in finanziaria, quindi, questo dello sblocco del turn over è un dato positivo. Si discuteva di prorogare per altri 6 mesi il precariato, ci impegneremo affinché questo venga fatto per un anno, in questo contesto, insieme tutti quanti a lavorare, in primis la Commissione Sanità, in modo assiduo e continuativo per quello che dovrà portare a garantire il livello minimo di assistenza in Regione Campania. Ci impegneremo a farci trasmettere, nel più breve tempo possibile, la graduatoria dei dirigenti, il censimento, che abbiamo detto prima, del fabbisogno per quanto riguarda gli utenti.

Già da domani agiremo, non a caso abbiamo voluto questa Commissione, per porre particolare attenzione, mi dispiace che non ci sia la presenza del dott. Postiglione. Questa Commissione fa proprie le cose dette qui.

Siamo convinti che per fare salute si debba razionalizzare e non tagliare, però, tutti insieme dobbiamo mettere tutti nelle condizioni di poter entrare nel circuito della stabilizzazione con i requisiti giusti e rispettando tutti.

Questo è il compito della Commissione sanità, già da lunedì, in tempo reale, faremo richiesta per farci mandare, nelle 24 ore tutta la documentazione e porrà all'attenzione della Commissione e di quanti ce ne faranno richiesta. Grazie a tutti!

 

I lavori terminano alle ore 13.15.

 

 

AUDIZIONE DELLA FEDERAZIONE PRECARI DELLA SANITA' SVOLTASI VENERDI' 12/11/2010 PRESSO LA QUINTA COMMISSIONE REGIONALE SANITA'

Il giorno 12 novembre 2010 siamo stati convocati dalla V Commissione Consiliare Sanità per un'audizione riguardo le tematiche della stabilizzazione della dirigenza e del comparto in Campania. L'evento era stato fortemente chiesto dalla nostra Federazione unitamente alla CGIL (con il segretario regionale Di Maro) e dalla CIMO (con il segretario De Falco). Queste sono le uniche associazioni che hanno inteso agire contro l'impugnativa alla legge di stabilizzazione della dirigenza da parte del Consiglio dei Ministri presso la Consulta. Noi tre, infatti, ci siamo costituiti con dei nostri legali nel dibattimento che si terrà il 25 gennaio 2011 a Roma. Partendo da ciò si è passati a esporre e denunciare le anomalie nell'applicazione della legge in Campania. Queste distorsioni, a nostro avviso, sono direttamente causate dall'assenza di conoscenza della materia di cui si tratta. Tale ignoranza, unitamente alla poca trasparenza, è favorita anche dalle lentezze degli uffici assessoriali che mostrano il lato peggiore di una burocrazia insensibile e irresponsabile. Ad esempio, da quando si sono insediate, le commissioni per la valutazione delle domande del comparto non hanno ancora prodotto gli elenchi graduati.

Sono intervenuti al dibattito: Barbara Andreoli, Pietro Lagnese, Alessancdro Coccia, Eugenio Benvenuto (Federazione Precari Sanità Campana), Antonio De Falco (CiMO), Salvatore Altieri (CISL), Giosuè Di Maro (CGIL). Era presente anche il segretario generale FP CGIL Petraglia.

 

RELAZIONE INIZIALE DELLA FEDERAZIONE


PREMESSA: FENOMENO DEL PRECARIATO NEGLI ULTIMI 15 – 20 ANNI

"L'azione va incontro all'insuccesso anche perché non di rado le conoscenze radunate con fervore di zelo non erano guidate da un filo conduttore. Non conosce chi cerca, bensì colui che sa cercare" da «Prediche inutili» di Luigi Einaudi, dicembre 1955

 

A causa dei limiti imposti dalle varie finanziarie al turn over, negli ultimi 15 anni la regione Campania non ha potuto far fronte alle carenze di personale in sanità mediante concorsi per posti a tempo indeterminato. Però, al netto degli sprechi che ci sono sicuramente stati nel settore, la sanità si regge comunque grazie alle mani, all’ingegno e all’opera delle persone che vi lavorano. Per mantenere il servizio e, quindi, limitare i vuoti che via via si creavano, in regione si è sempre più diffuso il ricorso a professionisti assunti mediante concorsi con avvisi pubblici per contratti a tempo determinato. Tale sistema permetteva di aggirare il divieto delle leggi di bilancio annuale e avere un minimo di ricambio garantito. Col passare degli anni (e con le finanziarie sempre più stringenti), l’esigenza di risparmiare è diventata prioritaria e il lavoro precario è stato contrattualizzato in maniera sempre più fantasiosa (e vessatoria per i professionisti). Si è così passati dal classico contratto subordinato a tempo determinato alle tante forme di parasubordinazione, fino ai contratti privatistici a partita IVA. Le aziende campane, inoltre, hanno mostrato inventiva anche riguardo alle procedure selettive d’accesso.

Con la finanziaria 2007 il legislatore nazionale ha cercato di risolvere tale situazione. L’ha fatto, ovviamente, cercando di individuare un “bandolo della matassa”, stabilendo, in una serie di norme, il personale da cui far partire un processo di superamento del precariato. I criteri prevalenti che si sono scelti erano ispirati a due principi: 1) essere titolari di contratti subordinati (direttamente verificabili riguardo alle responsabilità assunte durante il servizio e al tipo di selezione pubblica superata); 2) avere più anzianità di servizio (conservazione delle esperienze). In tal modo si è stabilito che i primi destinatari della stabilizzazione fossero i dipendenti subordinati in possesso di determinati requisiti temporali e concorsuali. Il processo, in seguito, avrebbe progressivamente coinvolto anche gli altri precari (finanziaria 2008 che in Campania non è stata ancora recepita perché quella del 2007 è ancora incompiuta).

E’ importante ora precisare che tali lavoratori subordinati erano generalmente assunti con contratti a tempo determinato da graduatorie concorsuali gestite “a scorrimento”, con scadenza a 6 - 8 mesi. Dopo tale periodo, per non incorrere nelle sanzioni del DLgs. 368/01 e del DLgs 165/01, si scorreva la graduatoria assumendo i lavoratori che seguivano. Giunti alla fine dell’elenco si ricominciava dal primo.

La situazione, però, si è complicata con il piano di rientro del marzo 2007 che bloccava la stipula di nuovi contratti a tempo determinato. Questo, infatti, ha fermato in maniera del tutto “casuale” la rotazione descritta. Con tale interruzione le aziende hanno adottato ancora una volta provvedimenti eterogenei. Alcune hanno licenziato tutti i precari, altre hanno prorogato quelli che erano in servizio al 20/3/2007 “fotografando” la situazione a quella “data magica”, a prescindere dalle posizioni soggettive nelle graduatorie, dal possesso dei requisiti e dall’anzianità di servizio svolto. Dal marzo 2007 questa situazione si è mantenuta, pressoché immutata, fino ad oggi. Così persone che avevano esperienze decennali nel SSR sono rimaste disoccupate a casa e altre, con pochi mesi di servizio, sono state prorogate ininterrottamente da tre anni e mezzo maturando, a loro volta, una comprensibile aspettativa e complicando ulteriormente la situazione.

Questo è lo stato attuale di una storia in cui lo stato di diritto, il principio della legalità e i codici della civiltà sono stati soppressi e cancellati. Senza criteri comprensibili, in contrasto con i principi Costituzionali di buon andamento della Pubblica Amministrazione e dei diritti soggettivi, siamo giunti a questo quadro caotico.

 

IMPORTANZA DI DATI CERTI

"Conoscere per deliberare" da «Prediche inutili» di Luigi Einaudi, dicembre 1955

 

Data la confusione descritta non siamo in grado di avere dati certi riguardo al numero delle domande presentate e a quanti lavoratori dirigenti abbiano il requisito per essere considerati “stabilizzabili”. La conoscenza di tali dati è la nostra principale richiesta. Essa non è dettata da impazienza (che pure sarebbe giustificata) ma da preoccupazioni che derivano dalla gestione delle istanze del comparto. Tali istruttorie, in carico agli Uffici dell’Assessorato, da due anni non sono state ancora pubblicate. Questo ritardo, unitamente alla confusione esposta in premessa, ha generato gravi distorsioni nella stabilizzazione dei colleghi, che per queste cause, spesso, hanno visto lesi i loro diritti soggettivi.

Sarebbe, invece, utile e proficuo possedere tali numeri in modo da poter programmare con ordine ed efficienza l’applicazione della norma, quando il bilancio della sanità campana sarà ripianato.

Sappiamo che la legge che regola la stabilizzazione della dirigenza (L.R. n.2/10) è al vaglio della Corte Costituzionale. Ci rendiamo conto che è indispensabile attendere tale autorevole parere prima di rendere esecutiva tale norma. D’altro canto, però, ripetiamo di essere convinti della convenienza che la Pubblica Amministrazione si fornisca degli strumenti adatti per esser pronta ad avviare la stabilizzazione della dirigenza in caso di giudizio favorevole della Consulta e quando le condizioni di bilancio lo permetteranno. Per realizzare ciò basterebbe solo che i preposti uffici assessorili della regione iniziassero subito la valutazione delle domande presentate dai dirigenti precari e assicurassero tempi certi per la conclusione di tale istruttoria. La nostra richiesta presenta molte argomentazioni a suo favore: 1) onora il principio di legalità (la L.R. n.2/10 è in vigore e deve essere rispettata), 2) ha un costo irrisorio (le commissioni sono già operative e in breve tempo potrebbero terminare tale istruttoria), 3) fornisce opportunità e convenienza alla collettività e ai lavoratori stessi (quando il bilancio sarà risanato e per il mantenimento dei LEA ci sarà necessità di professionisti con esperienza nel SSR, saranno già pronti gli elenchi delle persone da stabilizzare).

Noi abbiamo fatto delle nostre stime molto approssimative partendo da un’indiscrezione proveniente dagli uffici assessorili della regione: il numero delle istanze della dirigenza sarebbe pari a ¼ di quelle del comparto. Quindi, sapendo che le domande del comparto sono state circa 2000 supponiamo che quelle della dirigenza dovrebbero essere circa 500. Sappiamo, inoltre, che circa il 50% delle domande del comparto avevano il requisito per la stabilizzazione. Applicando la stessa percentuale alla dirigenza abbiamo una stima molto approssimativa di circa 250 dirigenti da stabilizzare. Considerando che tra questi buona parte potrebbe essere in servizio (riteniamo circa i ¾) e che altri stanno lavorando senza il requisito per essere stabilizzati, ipotizziamo un numero molto esiguo di dirigenti da reintegrare per la stabilizzazione (circa 180 in servizio a tempo determinato da trasformare a tempo indeterminato, già inclusi nella spesa storicizzata, e circa 60 da riassumere a tempo indeterminato non inclusi nella spesa storicizzata).

 

 

INTERPELLANZA

INTERPELLANZA ALLA V COMMISSIONE SANITA’ OGGETTO: PROCEDURE DI STABILIZZAZIONE DEI DIRIGENTI NON DI STRUTTURA PRECARI IN SANITA’ PER LA RAZIONALIZZAZIONE DELLE PROCEDURE DI ATTUAZIONE DELL’ART. 81 L.R. N.1/2008 MODIFICATO DALLE LL.RR. NN. 5/2008 E 2/2010.

 

Il Sottoscritto

dott. Benvenuto Eugenio presidente della Federazione Precari della Sanità Campana

 

 

INTERPELLA

 


La Quinta Commissione del Consiglio Regionale della Campania nelle persone del

Presidente: On. Schiano Di Visconti Michele

Vicepresidente: On. Petrone Anna


Visto:

  • La legge n. 296 del 27.12.2006 art. 1 cc. 519 e 565 in cui si conferisce alle pubbliche amministrazioni la possibilità di superamento del precariato e si definiscono i requisiti dei soggetti beneficiari di tale stabilizzazione;
  • Le LL.RR. n.1/2008 art. 81, n.5/2008 art. 1 c.2 e n.2/2010 art. 1 cc. dal 55 al 63 in cui la regione Campania recepisce, secondo le proprie esigenze, la finanziaria nazionale 2007.

Preso atto:

  • che, con decreto assessorile n.179 dell’1.9.2008, sono state nominate apposite commissioni per la produzione degli elenchi regionali previsti al comma 5 della L.R. n. 1 del 30.1.2008 art. 81;
  • che tali commissioni stanno valutando solo le istanze del comparto e hanno deciso di lasciare in coda l’istruttoria per quelle della dirigenza non di struttura;
  • che tali commissioni, ad oggi, hanno prodotto solo elenchi non graduati del personale “non dirigente” che possiede i requisiti per poter essere stabilizzato sulla base delle citate norme nazionali e regionali;
  • che tali commissioni, a circa due anni dal loro insediamento, sono ancora impegnate nella graduazione di questi elenchi e, quindi, non hanno nemmeno aperto le istanze dei dirigenti non di struttura;

Premesso:

  • che la Corte Costituzionale, con sentenza n. 15/2009, in relazione agli artt. 3 e 97 della Costituzione ha dichiarato incompatibili i cc. 1 e 4 della L.R. n.5/2008 che estendevano la stabilizzazione alla dirigenza non di struttura e al personale dei Policlinici;
  • che in tale dispositivo la Consulta non ha escluso in via principale la possibilità di stabilizzare la dirigenza non di struttura (tale organo supremo ha solo censurato la legge perché non sufficientemente chiara e rigorosa riguardo le procedure concorsuali riservate a coloro i quali dovevano essere stabilizzati);
  • che la L.R. n.2/2010 recepisce le eccezioni della Consulta inserendo in maniera esplicita le norme nazionali di riferimento per l’accesso alla dirigenza non di struttura in sanità;
  • che il CdM ha nuovamente impugnato la L.R. n.2/2010 sulla base dell’art. 117 della Costituzione c. 2 lettera l) e c. 3 (materia del coordinamento della finanza pubblica nell'ambito di quelle a legislazione concorrente);
  • che il dibattimento inerente il citato ricorso alla Corte Costituzionale è fissato per il 25.1.2011 e che presumibilmente il parere della suprema Corte sarà noto entro marzo 2011.

Tenuto conto:

  • che negli ultimi 15 anni, a causa dei limiti imposti dalle varie leggi di bilancio nazionali, in Campania è stato possibile espletare pochissimi concorsi a tempo indeterminato e che, per pareggiare il turn over, si sono utilizzati concorsi a tempo determinato (avvisi pubblici per soli titoli) con ripetuti scorrimenti di graduatoria;
  • che negli ultimi quattro anni, con le DD.GG.RR. n. 460/07, n. 514/07, n. 887/07, n. 1590/08, n. 130/09 e con vari decreti del Commissario ad Acta, si è ordinato il divieto assoluto di stipulare contratti a tempo determinato e di bandire concorsi;
  • che, per garantire il mantenimento dei LEA, negli ultimi quattro anni, reiterate Circolari assessorili hanno invitato gli enti del SSR a prorogare i contratti del personale in servizio al 20/3/2007 congelando la situazione a quella data;
  • che tali disposizioni hanno bloccato il meccanismo degli scorrimenti di graduatoria in maniera del tutto casuale senza verificare: 1) se le persone prorogate fossero in possesso del requisito per la stabilizzazione; 2) se in quel momento vi fossero persone con maggiore anzianità di servizio ed esperienza (e, quindi, con titoli superiori) rimaste senza contratto;
  • che tale situazione ha leso le legittime aspettative di coloro che al 20/3/2007 non erano in servizio e che, pur avendo prestato a quella data sevizio da dieci e più anni nel SSR, sono stati casualmente e ingiustamente licenziati e sono stati lasciati disoccupati da quattro anni;
  • che il decreto del Commissario ad Acta n. 22 del 26 marzo 2010 ha ignorato tale contesto e ha creato, di fatto, diritti gerarchicamente superiori per coloro che sono in servizio (da stabilizzare automaticamente) rispetto a quelli che sono rimasti fuori dal ciclo lavorativo (in attesa di un turn over che in regione è bloccato dal piano di rientro); tanto ignorando completamente il possesso dei titoli e dei diritti di graduatoria (ancora non pubblicata);
  • che proprio la mancanza di tali graduatorie è stata una delle principali cause del perdurare di questa situazione lesiva del principio di legalità e dello stato di diritto.

 

Per quanto premesso s’interpella la V Commissione del Consiglio Regionale della Campania

 

PER SAPERE


se la Quinta Commissione ritenga opportuno

 

A. farsi trasmettere dalla Struttura Commissariale per il piano di rientro in sanità e pubblicare (per la trasparenza della Pubblica Amministrazione) i seguenti dati:

  1. le dotazioni organiche sia del comparto che della dirigenza degli Enti del SSR alla data del 31.12.2006: tale ricognizione è prevista sia dalla legge n. 296 del 27.12.2006 art. 1 c. 565 sia dalla D.G.R. n.514/07 e quindi dovrebbe essere sicuramente disponibile;
  2. i dati, sia della dirigenza che del comparto, inerenti il personale attualmente in servizio a tempo determinato, quantità distinte sia per profilo professionale sia per tipologia di contratto (subordinato, parasubordinato e privatistico);
  3. il numero di domande di stabilizzazione della dirigenza pervenute agli uffici assessorili in base alle LL.RR. n.1/2008 art. 81, n.5/2008 art. 1 c.2 e n.2/2010 art. 1 cc. dal 55 al 63.

B. chiedere aggiornamenti alla Struttura Commissariale per il piano di rientro e all’Assessorato alla sanità sullo stato di avanzamento dei lavori degli Uffici Assessorili riguardanti la pubblicazione delle graduatorie per la stabilizzazione sia della dirigenza che del comparto.

C. sollecitare la Struttura Commissariale per il piano di rientro e l’Assessorato alla sanità a iniziare la valutazione anche delle domande di stabilizzazione della dirigenza. Questo proprio per evitare quanto è accaduto e sta accadendo per il comparto e per stabilire le posizioni soggettive di diritto dei precari aventi i requisiti per la stabilizzazione quando la Consulta avrà vagliato la L.R. n.2/2010 art. 1 cc. dal 55 al 63.

D. farsi garante, nei limiti delle proprie funzioni, affinché per il futuro le procedure di stabilizzazione si svolgano nel rispetto del principio di legalità e dello stato di diritto, contrariamente a quanto accaduto fino ad ora.

 

Sicuro che la sensibilità delle SS.VV. riguardo a problematiche sociali di tale rilievo produca un sollecito riscontro,

 

porgo deferenti saluti

dott. Eugenio Benvenuto

presidente Federazione Precari della Sanità Campana

LA FEDERAZIONE ESPRIME DISAPPUNTO PER LA SOSPENSIONE DEL DECRETO 22/2010

La Federazione Precari della Sanità Campana esprime il proprio disappunto per la sospensione del Decreto 22/ 2010 ed esprime la sua preoccupazione per la sorte dei lavoratori stabilizzati e stabilizzandi.

Ovviamente invitiamo tutti i lavoratori a protestare contro questo sopruso e saremo vicini a tutte le iniziative di protesta in tal senso.

Al più presto convocheremo il nostro Consiglio Direttivo per decidere le nostre linee di contrasto a questa decisione.

PS. Il 31 Dicembre 2010 cosa accadrà?

 

AGGIORNAMENTO

l'udienza del ricorso alla Corte Costituzionale avverso alla legge di stabilizzazione per i dirigenti è stato fissato per il Il 25 gennaio 2011

Vogliamo informare i nostri iscritti che la Corte Costituzionale ha fissato l'udienza del ricorso avverso alla legge della Regione Campania per la stabilizzazione dei dirigenti (non di struttura) per il 25 gennaio 2011. Ripetiamo che le parti sono il Presidente del Consiglio dei Ministri come ricorrente, il Presidente della Regione Campania come resistente e come intevenienti in difesa della legge si sono costituiti: la Federazione Precari della Sanità Campana, la CGIL e la CIMO.

TESSERAMENTO 2010/2011

Modulo Iscrizione

Gentili amici e colleghi,

come sappiamo la nostra piccola Federazione nasce con l’obiettivo ambizioso di promuovere la stabilizzazione e migliorare così le condizioni socio-economiche dei lavoratori precari del S.S.R..

In questi anni , e mi piace ricordarlo, il nostro impegno, il duro e costante lavoro ha portato all’approvazione di due leggi grazie alle quali la maggior parte dei precari della sanità campana ha lavorato e continua tuttora a lavorare.

Ci siamo opposti al ricorso del C.D.M. contro la legge di stabilizzazione della dirigenza presso la Consulta

Grazie anche alla nostra tenacia e alle azioni volte a promuovere la legalità e la giustizia, oggi, almeno per quanto riguarda i lavoratori del comparto a T.D. si è vicini al raggiungimento del traguardo rappresentato, finalmente, dalla stabilizzazione.

TUTTAVIA C’E’ TANTO ANCORA DA FARE

Per la Dirigenza, per i lavoratori del policlinico e per i tanti esclusi (MA SOLO FINORA) dal processo di stabilizzazione.

FINORA

       “ La libertà è partecipazione”

Quindi:

Invitiamo, quanti credono nelle nostre battaglie ad aderire con entusiasmo anche quest’anno alla campagna di tesseramento della Federazione

Iscriversi è facilissimo basta scaricare il modulo che trovate sul nostro sito e seguire le istruzioni.

I colleghi e gli amici interessati alla vertenza possono, se lo desiderano, contribuire alla sottoscrizione per l'intervento alla Corte Costituzionale curato dall'avv. Rubinacci versando 30€ esclusa la quota di iscrizione.

Precisiamo, infine, che qualunque somma residua inutilizzata sarà restituita.

I sottoscrittori sono pregati di lasciare i propri dati potremo così inviare loro la ricevuta di pagamento e la copia del preventivo rilasciatoci dall' avv. Rubinacci.

Vi ringraziamo anticipatamente per l'impegno e la solidarietà che siamo certi dimostrerete.

“ La vera libertà individuale non può esistere senza sicurezza economica ed indipendenza."

"La gente affamata e senza lavoro è la sostanza di cui sono fatte le dittature”

(Franklin Delano Roosvelt)

IL PUNTO DELLA SITUAZIONE

CAPITOLO PRIMO:


COME LA LIBERTA’ TORTURA LA DEMOCRAZIA

 

Non è facile analizzare la reale situazione del precariato nella sanità Campana. La pubblica amministrazione regionale, infatti, negli ultimi 15 anni è stata capace di stipulare molte e fantasiose tipologie di contratti a termine. Il motivo di tale fecondità non è da individuare solo nella ricerca di un risparmio iniquo della spesa, ma anche nel pervicace intento di una riduzione dei diritti e delle tutele sul lavoro che porta a divisioni e isolamento tra i lavoratori. Un tempo per essere assunti nelle amministrazioni dello stato si superava un concorso (possibilmente onesto) e si entrava nel sistema della contrattazione collettiva nazionale, previsto dalla Costituzione e dallo Statuto dei Lavoratori. In tal modo le persone, per categorie, erano tutte nelle stesse condizioni ed erano unite e vivevano tali trattative come un’unica immaginaria battaglia, un sogno di progresso condiviso per il bene di tutti. In questo contesto il sentimento di unità, la solidarietà verso il compagno di lotta, la partecipazione alla protesta civile (detta sciopero quando non si è stati già licenziati) erano ampi e diffusi.

Poi qualcuno ci disse che, in un quadro più generale di liberalizzazione del lavoro, per rendere lo stato più efficiente, bisognava “scioglierlo” dalla pesantezza delle troppe regole cui dovevano attenersi i suoi funzionari. I servizi che lo stato deve offrire ai cittadini per dettato costituzionale, quindi, dovevano essere gestiti con i criteri privatistici del libero mercato. Le parole cominciarono ad assumere significati diversi e con le parole cambiò anche la struttura del sistema lavoro. La dizione “contrattazione collettiva” fu sostituita da qualcosa di più avvincente come “mercato del lavoro”. La parola “arbitrio” fu sostituita da “autonomia”, quella di “funzionario dello stato” con “manager” e le persone chiamate alla dirigenza solo sulla base della propria appartenenza politica vennero classificate “spoil system”. Mentre si ampliava la deregolamentazione della pubblica amministrazione (liberalizzazione) e cresceva l’arbitrarietà dei pubblici funzionari (autonomia), si giunse all’approvazione di leggi quali la depenalizzazione dell’abuso d’ufficio (legge n. 234/97) e la riforma del titolo quinto della Costituzione (legge n. 3/01) che hanno accelerato esponenzialmente tale progressione. Intanto il testo unico sul pubblico impiego (legge n.165/01 più volte integrato e aggiornato) si adeguava alle nuove “esigenze” includendo la possibilità nel pubblico di stipulare contratti co.co.co. (legge n. 196/97) e poi dei co.co.pro. (legge n. 30/2003 con decreto attuativo n. 276/2003). Alla fine la pubblica amministrazione, liberata ormai da tutti i “lacci e lacciuoli” (altro luogo comune semantico della devoluzione liberista), ha fatto incetta di articoli del codice civile creando una miriade di contratti “a partita IVA”. Questi ultimi rappresentano, fino ad ora, il rapporto di lavoro più vessatorio che i “manager pubblici” abbiano saputo trovare per eludere i principi Costituzionali di tutela del lavoro. Tali rapporti, oltre a costituire l’ennesimo imbroglio perpetrato ai danni dei lavoratori, consentono all’”autonomia” di questi amministratori di truccare i bilanci spostando le spese per il personale sui costi di ammortamento per acquisto di beni (uomini come cose comprate). I responsabili di tali crimini, come beffa estrema, sono stati spesso definiti “virtuosi”, altro neologismo della linguistica liberista usato per qualificare un funzionario che ha speso meno a prescindere se la funzione che doveva garantire sia o meno stata eseguita al meglio e nel rispetto del principio di legalità.

Senza voler essere nostalgici verso una presunta “età dell’oro”, sembra oggettivo che il sistema precedente era più equo e costituzionalmente corretto rispetto a quello attuale. Per risolvere vecchie disfunzioni come l’eccesso di centralismo e di burocrazia abbiamo trovato rimedi molto più dannosi della malattia. Per essere più moderni abbiamo trasformato la libertà in uno strumento di tortura per la democrazia, lo stato di diritto e il principio di legalità. L’unica forza capace di ribaltare tale situazione è la nostra unità, organizzare le nostre difficoltà in un’unica grande lotta civile e in un unico grande sogno comune. Questo è anche il senso della nostra Federazione.

 

 

CAPITOLO SECONDO:


LO STATO DELLE COSE, OVVERO LA TASSONOMIA DEI PRECARI

 

Tornando alla complessa situazione del precariato in Campania, dobbiamo dotarci, come Linneo, di un sistema “tassonomico” valido per poter classificare la grande varietà di contratti a termine in regione e, come Linneo, useremo quindi una nomenclatura binomiale (o trinomiale) per andare a descrivere la posizione soggettiva di ciascun precario. I criteri di suddivisione sono, infatti, essenzialmente due: uno riferibile alla tipologia di contratto in base al codice civile e l’altro in base al servizio svolto.

Il primo criterio individua tre posizioni contrattuali diversificate: 1) subordinati (tempo determinato); 2) parasubordinati (co.co.co e co.co.pro); 3) a partita IVA.

Il secondo criterio, in base al servizio individua 4 posizioni: 1) quelli che hanno tre anni di servizio sulla base della finanziaria 2007; 2) quelli che hanno tre anni di servizio sulla base della finanziaria 2008; 3) quelli che hanno tre anni di servizio maturati successivamente alle due categorie precedenti; 4) quelli che non hanno tre anni di servizio.

Solo dalle possibili combinazioni di questi due criteri si possono ottenere 12 posizioni che diventano 24 (usando il sistema trinomiale) se si considera una ulteriore sottodivisione della stessa specie tra due “varietà”, la dirigenza e il comparto, gentilmente create dalla miopia (con tutto il rispetto) della Corte Costituzionale. Considerando poi l’ulteriore distinzione tra chi è in servizio e chi no e le eventuali posizioni intermedie i numeri di possibili combinazioni aumentano notevolmente.

Ognuno di noi può auto collocarsi in questa scala tassonomica e considerarsi “evolutivamente” più o meno vicino alla stabilizzazione oppure decidere di ricordare che, a dispetto di tale classificazione, apparteniamo tutti alla stessa specie (quella umana) e che quindi siamo tutti degni di essere stabilizzati secondo procedure e verifiche adeguate rispettose dei principi di costituzionalità e di legalità.

 

 

CAPITOLO TERZO:


LA FEDERAZIONE RISPETTO ALLA LIBERTA’, ALLA DEMOCRAZIA

E ALLA TASSONOMIA

 

Allo stato attuale il gruppo più vicino alla stabilizzazione è quello dei non dirigenti subordinati e in servizio che hanno il requisito della finanziaria 2007. Seguono a ruota quelli che hanno le stesse caratteristiche precedenti ma che non sono in servizio.

A causa dei tempi “geologici” dell’ufficio del funzionario dott. Postiglione, a distanza di quasi tre anni dall’emanazione della legge regionale di stabilizazione, siamo riusciti ad avere soltanto un elenco degli ammessi del comparto senza la graduazione prevista dalla norma. Tale anomalia ha portato la struttura commissariale regionale alla necessità di emanare il decreto n. 22 che trasforma a tempo indeterminato i contratti subordinati a termine di coloro che sono in servizio e presenti negli elenchi regionali degli ammessi. Tale decreto, se da un lato cerca di sbloccare una situazione di stallo, dall’altro presenta due evidenti tratti di illegittimità. Uno è la totale mancanza di garanzie per coloro che non sono in servizio. Tali precari, infatti, potrebbero trovarsi nella situazione assurda di restare a casa pur avendo più titoli e un’ipotetica migliore posizione in graduatoria rispetto ad altri precari attualmente in servizio. Il secondo profilo d’illegittimità è relativo al non obbligo di dare pubblicità alle procedure di assunzione, cosa che rende difficile, a chi ritenesse di essere stato leso nel proprio diritto soggettivo, di poter ricorrere.

La nostra Federazione, quindi, opererà monitorando la situazione e cercando di offrire consulenza legale ai danneggiati, ovviamente nei limiti delle nostre possibilità.

A tale proposito e per la precisione, vorremmo ricordare a tutti che la nostra federazione per prima, già nel settembre 2009, fu promotrice di una proposta di delibera all’allora assessore Santangelo che prevedeva un percorso simile a quello del decreto n. 22 per superare i ritardi dell’ufficio del dott. Postiglione. L’unica sostanziale differenza era appunto la previsione che tale assunzione avvenisse contestualmente in blocco per tutti i lavoratori idonei presenti nell’elenco regionale, in modo da non ledere il diritto di nessuno. Tale richiesta trovò sbocco in un question time all’assessore da parte dell’On. Tonino Scala (questo è il link della domanda e questo è il link della risposta). La cosa va ricordata per chi dovesse avere memoria corta…

Passando al gruppo dei dirigenti (non di struttura) subordinati che hanno tre anni di servizio sulla base della finanziaria 2007, questi sono in attesa dell’esito del ricorso che il Consiglio dei Ministri ha fatto, per la seconda volta, contro la legge di stabilizzazione della dirigenza (L.R. n. 2/10) presso la Corte Costituzionale. Ricordiamo che anche questa legge regionale viene dall’azione della nostra Federazione. Infatti, dopo la cancellazione da parte della Consulta, nel luglio 2009, dalla precedente legge (L.R. n.5/08) dei commi riguardanti la stabilizzazione della dirigenza, andammo a studiare, con i nostri legali, il dispositivo di tale giudizio. Dalla lettura delle motivazioni del provvedimento abbiamo riscontrato che la Corte ha detto esplicitamente di non escludere in via principale la possibilità di stabilizzare la dirigenza ma che in tal caso si dovevano prevedere procedure più rigide e stringenti rispetto al comparto. Proprio sulla base di tale evidenza ci attivammo con i nostri consulenti per preparare una proposta di legge che tenesse conto delle eccezioni sollevate dalla Corte Costituzionale e risultasse difficilmente impugnabile. Tale legge fu presentata, sempre dall’On. Tonino Scala, già a fine luglio 2009 e approvata nella finanziaria regionale 2010. Sapevamo che esisteva la possibilità che il Governo impugnasse nuovamente la legge ma eravamo certi che questa volta sarebbe stato molto più difficile trovare motivi di anticostituzionalità alla nuova norma. Infatti, il Consiglio dei Ministri ha impugnato la legge ma ha potuto trovare motivazioni molto deboli per ricorrere, motivazioni che saranno difficili da sviluppare quando si terrà la discussione di fronte alla Consulta (chi vuole delucidazioni tecniche in merito ci può contattare). La cosa va ricordata per chi dovesse avere memoria corta…

Come facemmo per il primo ricorso, anche questa volta abbiamo scelto di incaricare un legale per difendere i nostri interessi di fronte alla Consulta (e ci accingiamo ad avviare una sottoscrizione in tal senso nella speranza che quanti più precari decidano di contribuire alla causa). Questa volta, però, non siamo soli. Infatti, al nostro fianco e con nostra grande soddisfazione hanno deciso di lottare anche due importanti sigle sindacali, la CGIL e la CIMO, che si sono costituite assieme a noi come resistenti all’impugnativa del Consiglio dei Ministri. La cosa va ricordata per chi dovesse avere memoria corta…

In attesa della sentenza, però, c’è molto da fare. Innanzitutto la Federazione si batterà per far prorogare i dirigenti in servizio e per far reintegrare quelli licenziati. Inoltre, visto che gli uffici del dott. Postiglione si sono liberati dell’incombenza di dover graduare le istanze del comparto, la Federazione chiederà al presidente Caldoro e al Commissario Zuccatelli di far procedere tali uffici alla valutazione delle domande della dirigenza. Infatti, la legge regionale n. 2/10, anche se in attesa del vaglio costituzionale, è in vigore a tutti gli effetti e sarebbe, quindi, un atto dovuto arrivare alla data della sentenza almeno con un elenco d’idonei. Questo permetterebbe sia di non arrecare ulteriore danno a lavoratori che sono stati già bloccati da vari ostacoli precedenti, sia di conoscere il numero dei dirigenti precari da stabilizzare e fare una programmazione economica in tal senso. In questo modo se, come auspichiamo, la legge supera l’esame costituzionale, la regione sarebbe pronta ad avviare la stabilizzazione per i lavoratori che hanno già sostenuto procedure concorsuali o a organizzare selezioni riservate per quelli di cui deve essere valutata l’idoneità.

Infine, stiamo anche valutando con il nostro legale la possibilità, come associazione portatrice d’interessi collettivi, di diffidare gli uffici del dott. Postiglione a procedere e, in subordine, di chiedere i danni per i ritardi della sua struttura. La cosa va ricordata per chi dovesse avere memoria corta…

Infine la Federazione deve considerare anche tutte le altre posizioni per le quali purtroppo a oggi non esiste nemmeno una legge che preveda un percorso di stabilizzazione. La cosa non è facile considerando la politica dei tagli che il governo nazionale sta adottando. Ma noi dobbiamo lottare anche per questi gruppi di precari perché, come già detto, siamo convinti che abbiano diritto alla dignità di un lavoro poiché tutti facenti parte “della specie umana”.

Per i co.co.co e i co.co.pro. che hanno i tre anni secondo il requisito delle finanziarie 2007 e 2008, crediamo necessario promuovere una legge che preveda nelle aziende un percorso di selezioni con alte percentuali di riserva per tali lavoratori (tipo il 70/80%). La cosa va ricordata per chi dovesse avere memoria corta…

Per i contrattisti del Policlinico, fatte salve le iniziative giudiziarie dei singoli e in parallelo a esse, crediamo che la Federazione debba lavorare per cercare di includere nel protocollo d’intesa tra università e regione una via di assorbimento del precariato tramite procedure interne di verifica per una stabilizzazione progressiva dei lavoratori. Naturalmente, per la stabilizzazione dei contrattisti del Policlinico, è propedeutico il superamento del vaglio Costituzionale della legge regionale n. 2/10. Infine è importante che nel frattempo la Federazione lavori per assicurare con proroghe la continuità lavorativa ai precari del Policlinico. La cosa va ricordata per chi dovesse avere memoria corta…

Infine, per le partite iva non del policlinico che hanno contratti diretti con gli enti del SSR bisognerebbe valutare, azienda per azienda, le posizioni dei lavoratori per trovare soluzioni adeguate alle varie situazioni.

Per sciogliere i nodi di così tante vertenze è necessario l’aiuto di tutti, sapendo che i frutti di tale lavoro potrebbero venire fra diversi anni o non prodursi affatto. Se però si ritiene che la causa sia giusta bisogna portarla avanti a prescindere. Chiediamo quindi, a tutti coloro che vogliono e credono in queste cose, nella ricerca di un lavoro dignitoso per tutti come miglioramento non solo personale ma della società in generale, solo due comportamenti: unità e partecipazione. Quindi, per trovare soluzioni e vie d’azione efficaci, sarebbe necessario che il nostro Consiglio Direttivo, convocato in riunione assembleare, formi delle commissioni tematiche con referenti che si occupino di ciascuna delle problematiche fin qui enunciate. I risultati di questi gruppi di lavoro sarebbero sottoposti al vaglio del nostro organo direttivo e di volta in volta votate e applicate. La strada è ancora lunga ma va percorsa con l’aiuto di tutte le persone che vogliono partecipare.

 

“SE IO FOSSI DIO, SPUTEREI A TERRA LA PREGHIERA DI KUHN"

Nessuno è stato ancora stabilizzato eppure tra i precari ci sono quelli sicuri di essersi salvati, quelli che hanno ancora qualche paura e quelli che si sentono sommersi. Forse il futuro ci darà qualche certezza ma credo che se anche un solo precario “dovesse restare fuori” dalla stabilizzazione avendone il diritto non ci sarebbe nulla da festeggiare. Penso che il mancato raggiungimento di diritti, per i precari che non ne hanno ancora, sia una ferita che non dovrebbe consentire a nessuno di essere soddisfatto. Sono comunque certo che l’esperienza che gli amministratori regionali e nazionali ci hanno fatto vivere in questi anni sia stata disumana nel senso di una totale perdita di dignità. Fatte le dovute proporzioni, mi verrebbe da dire, alla maniera di Primo Levi, “[…] Considerate se questo è un uomo ... che non conosce pace, che lotta per mezzo pane, che muore per un sì o per un no. Considerate se questa è una donna […] senza più forza di ricordare, vuoti gli occhi e freddo il grembo, come una rana d’inverno […]“.

Nelle ultime settimane ho sentito, visto e subito il fascio di sentimenti e reazioni che il decreto N.22 per la stabilizzazione ha suscitato tra i precari. Mi sono imposto il silenzio (e il sito ha taciuto con me) con lo spirito scientifico di chi, osservando un fenomeno, non lo vuole influenzare. Ho misurato l’ampiezza di comportamenti untuosi che il “sodalizio” tra parte della politica e parte del mondo sindacale ha spiegato in questi mesi. Alla fine ho maturato il convincimento di dover continuare nella lotta contro tutto questo e per cercare di rompere la solitudine individualistica in cui i nostri oppressori hanno costretto ciascuno di noi. A scanso di equivoci voglio puntualizzare che il termine “oppressori” è riferito a coloro i quali trattano altri uomini come sottoposti senza averne titolo. Coloro che, di fronte a persone ridotte a essere servili per inettitudine o per sconfitta, non cercano di liberare le anime ma al contrario coltivano l’ignoranza dei diritti e la sottomissione per dominare. Gli oppressori sono coloro i quali abbandonano chi perde ed è sommerso, quelli che rinnegano accordi e patti presi con i vinti quando non erano vinti. Sono coloro che cercano di dividere emarginando i più deboli, gli sconfitti e le minoranze. Gli oppressori sono coloro i quali chiedono iscrizioni in cambio di diritti e diritti in cambio di consenso.

Il campo fiorito dei precari della Campania è pieno di uomini servili. Alcuni politici e molti sindacalisti sono divenuti voraci fattori pronti a mungere questo popolo sfortunato. Che facile gioco prendere voti o tessere sindacali da questi sommersi! Soli, disorientati, arrabbiati, carichi di odio verso tutto e tutti, queste persone sono pronte a credere alle teorie più improbabili, a fare fuori il vicino, adulare il potente compiaciuto che lo tiene in pugno. Quanta viltà in tutto questo!

Mi è stato riferito che in qualche caso alcuni “sindacalisti” hanno adunato un gregge di precari e, dopo una prolusione in cui si è fatta una ricostruzione molto “parziale” e autocelebrativa del percorso di stabilizzazione, hanno raccolto delle preiscrizioni al sindacato. In tale occasione si è lasciato intendere che tale adesione avrebbe comportato una “migliore e rassicurante” compilazione dell’istanza che il decreto N.22 prevede per chi non lavora. Che traffico eticamente disdicevole. Quanta poca eleganza di comportamento. Quale abuso di potere.

Mi è stato riferito che in tali occasioni si sia dato il “merito” della stabilizzazione a un Consigliere Regionale piuttosto che a un altro. Se questo è vero, allora io, testimone di quattro anni di lotte sul tema, sfido qualsiasi sindacalista a un pubblico dibattito per dimostrare che la stabilizzazione in Campania, se si farà, sarà grazie a pochi politici (di sinistra ma qualcuno anche di destra) ma soprattutto grazie ai precari che si sono sentiti uomini liberi e hanno deciso di essere protagonisti del proprio destino.

Il decreto N.22 (che alcuni sindacalisti stanno esaltando) è ingiusto perché, non tiene conto del diritto di posizione in graduatoria che potrebbero avere i precari che non stanno lavorando. Potrebbe verificarsi il caso abnorme che chi sta in posizione deteriore in graduatoria sia stabilizzato e chi è più avanti resti a casa. Ma questo decreto è l’ultimo di una lunga serie di atti arbitrari che la Pubblica Amministrazione Campana, senza contrasto delle OO.SS., ha perpetrato sulla pelle dei precari. Ricordo, in particolare, l’accordo tra Montemarano (assessore alla sanità) e le OO.SS. del luglio 2007 in cui, con un criterio “singolare”, si stabiliva che chi era in servizio al 20/3/2007 dovesse essere prorogato senza il controllo dei requisiti per la stabilizzazione.

Ho visto sindacalisti invitare i precari a far festa per la stabilizzazione. Li ho visti inviare ipocriti auguri col tono di chi ti sta regalando una cosa preziosa. Ma quella cosa, in realtà, è già nostra perché ce la siamo conquistata noi.

E allora un’esortazione ai precari che saranno stabilizzati nei prossimi mesi: non dimenticate la vostra precedente condizione. Non abbandonate la lotta, non riversate la vostra gioia su chi non è ancora salvo perché non è giusto e perché un giorno potreste trovarvi voi tra i sommersi a chiedere l’aiuto degli altri. L’individualismo degli umili li distrugge, la loro unità li rende più forti di qualunque nemico.

La nostra condizione mi ricorda, sempre fatte le dovute proporzioni, un passaggio di “Se questo è un uomo” di Primo Levi, in cui si racconta un giorno ad Auschwitz in cui i tedeschi avevano “scelto” gli uomini da gasare il mattino successivo. La sera un salvato ringrazia Dio senza cura per chi tiene a fianco: un uomo che il mattino dopo sarà ucciso.

"[...] La SS, nella frazione di secondo fra i due passaggi successivi, con uno sguardo di faccia e uno di schiena giudica della sorte di ognuno, e consegna a sua volta la scheda all'uomo alla sua destra o all'uomo alla sua sinistra, e questo è la vita o la morte di ciascuno di noi [...]

Adesso ciascuno sta grattando attentamente col cucchiaio il fondo della gamella per ricavarne le ultime briciole di zuppa, e ne nasce un tramestio metallico sonoro il quale vuol dire che la giornata è finita. A poco a poco prevale il silenzio, e allora, dalla mia cuccetta che è al terzo piano, si vede e si sente che il vecchio Kuhn prega, ad alta voce, col berretto in testa e dondolando il busto con violenza. Khun ringrazia Dio perché non è stato scelto.

Khun è un insensato. Non vede, nella cuccetta accanto, Beppo il greco che ha vent'anni, e domani andrà in gas, e lo sa, e se ne sta sdraiato e guarda fisso la lampadina senza dire niente e senza pensare più niente? Non sa Kuhn che la prossima volta sarà la sua volta? Non capisce Kuhn che è accaduto oggi un abominio che nessuna preghiera propiziatoria, nessun perdono, nessuna espiazione dei colpevoli, nulla insomma che sia in potere dell'uomo di fare, potrà risanare mai più?.

Se io fossi Dio, sputerei a terra la preghiera di Kuhn."

Questo succede quando il potere senza controllo di alcuni uomini sovrasta persone cui non viene riconosciuto alcun diritto.

Questo capita quando lo stato di diritto cede il passo allo stato dei privilegi.

 

Eugenio Benvenuto

 

IL SUB COMMISSARIO PROF. ZUCCATELLI BLOCCA IL CONFERIMENTO "SELVAGGIO" DEI CONTRATTI DI SPECIALISTICA AMBULATORIALE "FIORITI" NEGLI ULTIMI ANNI

Finalmente qualcuno si è accorto che la spesa della sanità campana non è da ascrivere esclusivamente al personale dipendente. Per tre anni i precari a tempo determinato, additati come i principali responsabili dello sforamento dal piano di rientro, hanno visto conferire "in allegria" moltissime ore ai colleghi della specialistica ambulatoriale, con contratti molto più onerosi rispetto a quelli subordinati. Mentre per il personale dipendente non si poteva assumere, né a tempo determinato né stabilizzando i precari, abbiamo visto moltissimi colleghi (anche giovani e senza curricula di particolare rilievo) essere assunti prima a tempo determinato e poi a titolo definitivo. La cosa è stata più volte da noi denunciata nella totale indifferenza. Oggi il prof. Zuccatelli pone un valido rimedio a tale "vulnus". La cosa ci fa ben sperare per il futuro.

La Federazione Precari della Sanità Campana esprime la propria solidarietà ai Colleghi della Asl Napoli 2 Nord impegnati da giorni in un estenuate protesta per

rivendicare il diritto alla stabilizzazione.

«QUELLI CHE TRASCURANO DI RILEGGERE SI CONDANNANO A LEGGERE SEMPRE LA STESSA STORIA» (Roland Barthes)

Non è necessario testimoniare l'onestà intellettuale del Prof. Zuccatelli. Tale qualità è evidente a chiunque abbia avuto modo di confrontarsi con lui e il suo staff. Siamo, però, in Campania, terra in cui le croniche difficoltà hanno avvelenato le persone, terra di martiri veri o per professione, terra in cui le parole perdono il loro significato e, come spugne, assorbono il contenuto delle speranze o della perfidia di chi le pronuncia. Accade così che un verbale come quello redatto con le OO.SS. lo scorso 3 febbraio, chiaro e definito, corra il rischio di non essere letto per quello che vi è scritto ma di essere interpretato secondo i desideri. In tal senso negli ultimi giorni stanno circolando due notizie completamente false che, secondo noi, meritano chiarimenti.
1) Da più parti giunge la notizia che il prof. Zuccatelli si sia impegnato, nel verbale in questione, a stabilizzare in blocco i precari del comparto presenti negli elenchi regionali entro il 28 febbraio. Basta una semplice "rilettura" del documento per verificare che la data in esso contenuta è una richiesta delle OO.SS. ma non un impegno del sub commissario. Noi, come Federazione, possiamo testimoniare che, grazie all'intensificazione dell'azione dei sindacati e alla ottima predisposizione e sensibilità di Zuccatelli, il processo di stabilizzazione potrà avere un esito positivo in tempi brevi. Tenendo presente che la sanità campana è commissariata, possiamo dire che tutto dipende dalle capacità di mediazione del commissario con il Ministero dell'Economia che deve dare il "nulla osta".
2) Alcune forze politiche stanno strumentalmente insinuando la notizia che il processo di stabilizzazione sia, da parte di Zuccatelli, condizionato o subordinato allo svolgimento delle prossime elezioni. Tale affermazione non trova alcun riscontro se non nella dietrologia e nella cultura del sospetto. Una "rilettura" della storia della stabilizzazione in Campania ci mostra che dal 2008 al 2010 ci sono state ben due tornate elettorali (politiche nel 2008 e provinciali nel 2009) e che tali eventi, purtroppo, non hanno mai influenzato (né in positivo né in negativo) il nostro processo. Noi, come Federazione, possiamo testimoniare che i nostri rapporti con il nuovo sub commissario sono stati permeati da lealtà e reciproco rispetto e ci sentiamo di poter rassicurare i nostri iscritti, e i precari in generale, che il processo di stabilizzazione sta procedendo. I veleni e le insinuazioni servono solo a dividerci e quindi a indebolirci.
«Ogni rifiuto del linguaggio è una morte». (Roland Barthes)

 

 

PUBBLICHIAMO IL VERBALE DELL'INCONTRO DEL 3/2/2010 TRA LE OOSS, IL COMMISSARIO ZUCCATELLI E L'ASSESSORE SANTANGELO

Anche se il documento è stato già reperibile sui siti delle OOSS da diversi giorni, su richiesta di alcuni nostri iscritti, pubblichiamo anche noi il verbale di tale riunione. Questo accordo, anche se in attesa dell'assenso del governo nazionale, potrebbe costituire un punto di svolta per vedere finalmente attuato l'inizio del processo di stabilizzazione in Campania: la stipula dei contratti a tempo INDETERMINATO dei lavoratori del comparto presenti negli elenchi regionali ex art. 81 LR N1/08 (che hanno i requisiti della finanziaria 2007). Ci auguriamo che, conclusa rapidamente tale fase, il percorso continui per la dirigenza di primo livello e poi per i precari (comparto e dirigenza) che rientrano nei requisiti della finanziaria 2008.

INCROCIAMO LE DITA

DIRIGENZA PRIMO LIVELLO

ECCO IL MODULO PER AUTOCERTIFICARE DI AVER SOSTENUTO PROCEDURE DI NATURA CONCORSUALE PREVISTE DALLA L.R. N.2 DEL 21/01/2010 RICHIESTO AL COMMA 63 DELLA STESSA LEGGE

ATTENZIONE QUESTO MODULO RIGUARDA SOLO LA DIRIGENZA DI PRIMO LIVELLO.

I COLLEGHI DEL COMPARTO NON DEVONO INVIARE NULLA.

Pubblichiamo il modulo utilizzabile per l'autocertificazione in oggetto e concordato con l'ufficio competente dell'Assessorato alla Sanità. Il modulo, corredato da una copia del documento d'identità, deve essere consegnato a mano o con Raccomandata A/R entro il 4/2/2010.

MODULO DIRIGENZA PRIMO LIVELLO
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PASSA IN FINANZIARIA LA NORMA PER LA STABILIZZAZIONE DELLA DIRIGENZA DI PRIMO LIVELLO

La norma, necessaria per adeguare ai rilievi della Corte Costituzionale la legge regionale sulla stabilizzazione dei precari dirigenti di primo livello, è stata inserita e approvata in finanziaria. Non vogliamo ora raccontare tutta la tormentata storia di questa vertenza che dovrebbe essere nota a tutti i lavoratori interessati. Ora vogliamo esprimere solo la nostra gioia. Ringraziamo innanzitutto i consiglieri Tonino Scala e Antonella Cammardella che più di tutti si sono mostrati sensibili a questa istanza e che hanno condotto una dura battaglia in aula per difendere questa legge. Vogliamo, inoltre, affermare e rivendicare questa come una nostra vittoria, della Federazione Precari della Sanità Campana. Questa è la dimostrazione che la partecipazione, la caparbietà e l'impegno delle persone sono gli unici elementi per sperare di cambiare le cose, per ottenere ciò che sembra impossibile, per migliorare il futuro di tutti. Abbiamo ottenuto questa vittoria per noi e per coloro che non hanno inteso iscriversi e unirsi alla Federazione. Speriamo che questo risultato faccia maturare in loro la consapevolezza che uniti si vince e che l'individualismo non paga. Infine un ringraziamento alle forze sindacali che ci hanno supportato in questa lotta e che ci auguriamo continueranno a farlo con senso di equità e giustizia.
AUGURI A TUTTI E BUON 2010

RENDIAMO NOTO AI NOSTRI ISCRITTI CHE LA FEDERAZIONE PRECARI DELLA SANITA’ CAMPANA, INSIEME ALLE OO.SS. CGIL, CISL E UIL, HA INDETTO UN PRESIDIO

PER GIOVEDI’ 3 DICEMBRE P.V. ALLE ORE 11,30 AL CONSIGLIO REGIONALE (ISOLA F13).

TALE INIZIATIVA SI SVOLGERA’ CONTEMPORANEAMENTE AI LAVORI CONSILIARI PREVISTI PER QUELLA DATA E SERVIRA’ A CHIEDERE UNA INVERSIONE DELL’O.D.G. PER CONSENTIRE

L’APPROVAZIONE DELLA LEGGE SULLA STABILIZZAZIONE DEI DIRIGENTI DI PRIMO LIVELLO (GIA’ MESSA IN DISCUSSIONE NELLA STESSA SEDUTA).

LA MANIFESTAZIONE E’ TESA ANCHE A PROMUOVERE LA LEGGE DI INTERPRETAZIONE AUTENTICA DELL’ART. 81.

CHIEDIAMO AI NOSTRI ISCRITTI E AI PRECARI TUTTI DI PARTECIPARE NUMEROSI ALL’INIZIATIVA CHE RAPPRESENTA UN MOMENTO IMPORTANTE PER IL FUTURO DEI PRECARI DIRIGENTI E PER LA GIUSTIZIA.

ALLEGHIAMO LA NOTA DELLE OO.SS.

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RESOCONTO DELLA CONFERENZA STAMPA PER L'APPROVAZIONE DELLA LEGGE PER LA STABILIZZAZIONE DEI DIRIGENTI DI PRIMO LIVELLO

NAPOLI, 1° DICEMBRE 2009 - "Un appello a tutte le forze politiche affinchè consentano, nella seduta di giovedì prossimo, l'approvazione della proposta di legge che adegua la legge regionale per la stabilizzazione dei precari della sanità alle eccezioni sollevate dalla Corte Costituzionale": a lanciarlo è il capogruppo regionale de La Sinistra, Tonino Scala, che, stamani, ha tenuto una conferenza stampa con il vice capogruppo Antonella Cammardella, e con il presidente della federazioni regionale dei precari della sanità, Eugenio Benvenuto.

"Con la legge finanziaria del 2008 il Consiglio regionale della Campania ha espresso la volontà unanime di consentire la trasformazione dei contratti a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato del personale precario della sanità campana - ha ricordato Scala -; a seguito della impugnazione del Governo, la Corte Costituzionale ha sollevato alcune eccezioni in relazione alla stabilizzazione del personale dirigente di primo livello, eccezioni che sono state recepite nella proposta di legge che, ai sensi dell'art. 59 del Regolamento, è stata iscritta all'ordine del giorno della seduta consiliare di giovedì". Tale seduta, per il capogruppo regionale de La Sinistra, "è l'occasione per il Consiglio Regionale della Campania di ribadire la volontà unanime di stabilizzare i precari garantendo il futuro loro e della stessa sanità campana che, per gran parte, si basa proprio su questo personale".

Quindi, Scala ha invitato tutte le forze politiche "a far sì che le legittime conflittualità esistenti sul piano-casa non blocchino l'iter di questa legge a garanzia dei lavoratori precari della sanità".

"Il Piano-casa, che è una legge importante per il territorio, non può, comunque, essere utilizzata per bloccare l'iter di un provvedimento vitale quale è l'adeguamento della legge per la stabilizzazione dei precari della sanità alle eccezioni sollevate dalla Corte Costituzionale - ha sottolineato il vice capogruppo de La Sinistra Antonella Cammardella - che ha invitato tutti i Gruppi consiliari "a garantire la propria presenza in Aula e ad approvare la proposta di legge nella stessa seduta di giovedì per dare una risposta definitiva a questi lavoratori sui quali si reggono alcuni settori primari della sanità campana, come l'emergenza e la rianimazione".

Un "atto di responsabilità" è stato sollecitato anche dal rappresentante dei precari della sanità Benvenuto e dai segretari regionali di Cgil e Cisl del comparto Medici Giosuè Di Maro e Salvatore Altieri che, insieme con gli altri sindacati, hanno annunciato un presidio permanente presso la sede del Consiglio in occasione della seduta di giovedì ed una lettera ai Capigruppo per una richiesta di incontro urgente prima dell'inizio dei lavori.

 

MARTEDI ORE 11,30 CONSIGLIO REGIONALE CONFERENZA STAMPA PER L'APPROVAZIONE DELLA LEGGE PER LA STABILIZZAZIONE DEI DIRIGENTI DI PRIMO LIVELLO

Martedì 1 dicembre i consiglieri Regionali Tonino Scala, Antonella Cammardella e Angelo Giusto terranno una conferenza stampa per rendere pubblico il loro appello a tutte le forze politiche a rendersi disponibili per programmare una seduta Consiliare esclusivamente dedicata alla discussione della proposta di legge sui Precari della Sanità (e delle altre leggi in attesa di approvazione) da inserirsi tra le varie sessioni dei lavori per la definizione del "Piano Casa".
Alla manifestazione, che si svolgerà alle ore 11,30 presso il Consiglio Regionale (Centro Direzionale, Isola F13, Primo piano), parteciperà anche la Federazione Precari della Sanità Campana che si associa a questa richiesta.
La legge in oggetto è quella sull'"ADEGUAMENTO ALLE ECCEZIONI SOLLEVATE DALLA CORTE COSTITUZIONALE RIGUARDO LA LEGGE REGIONALE N.5/08: SPECIFICAZIONI CONCORSUALI PER LA DIRIGENZA DI PRIMO LIVELLO". Tale proposta è stata preparata dopo il ricorso presentato dai Ministri Sacconi e Brunetta e la successiva pronuncia della Corte Costituzionale. La norma è ritenuta necessaria per il buon andamento della Sanità Campana in quanto, se non si procede alla stabilizzazione anche di medici, psicologi, biologi, veterinari ecc., si rischia di chiudere gli ospedali e i servizi che le ASL sono tenute a fornire. Ad oggi, infatti, la stabilizzazione è prevista solo per il comparto e si rischia di avere ospedali dove ci sono solo infermieri e tecnici ma mancano i medici. Da un punto di vista tecnico la legge corregge le eccezioni sollevate dalla Consulta al fine di permettere la stabilizzazione dei dirigenti di primo livello e conservare così il patrimonio di esperienze e di conoscenze acquisito da questi lavoratori nel SSR.
Approvata in Commissione Sanità, la proposta di legge attende di essere discussa ormai da mesi essendo stato il Consiglio assorbito dal dibattito sul Piano Casa.

LA FEDERAZIONE PRECARI DELLA SANITA’ CAMPANA PROMUOVE UN’INIZIATIVA EXTRAGIUDIZIALE DI DIFFIDA VERSO GLI UFFICI DELL’ASSESSORATO

PREPOSTI ALLA STESURA DEGLI ELENCHI GRADUATI PER LA STABILIZZAZIONE.

TALE INTIMAZIONE SARA’ ESPRESSA NOMINALMENTE (UN ATTO PER CIASCUN DIFFIDANTE) DA COLORO CHE SONO INSERITI NEGLI ELENCHI DEGLI IDONEI ALLA STABILIZZAZIONE

E SARA’ CURATA, A TITOLO ASSOLUTAMENTE GRATUITO, DALLA FEDERAZIONE.

L’INIZIATIVA E’ TESA A PRESSARE L’AMMINISTRAZIONE A PRODURRE GLI ELENCHI GRADUATI PREVISTI DALL’ART. 81 L.R. N.1/08 APPROVATO ORMAI DA QUASI DUE ANNI.

INOLTRE, IN BASE ALLA RISPOSTA CHE SARA’ DATA DALLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE,

IN FUTURO IL LAVORATORE POTRA’ REGOLARSI SE FAR VALERE IL PROPRIO DIRITTO INNANZI AL MAGISTRATO ANCHE PER EVENTUALI DANNI.

IL PRECARIO CHE INTENDE VALERSI DI TALE SERVIZIO NON DEVE NECESSARIAMENTE ESSERE ISCRITTO ALLA NOSTRA ASSOCIAZIONE (ANCHE SE SAREBBE AUSPICABILE UN ATTO IN TAL SENSO).

CONTINUIAMO A RACCOGLIERE LE ADESIONI LUNEDI' 7 DICEMBRE 2009 DALLE ORE 15.30 ALLE 17.00 A SALERNO NEL CENTRO DIREZIONALE SAN LEONARDO

IN VIA SAN LEONARDO, 120 (TRAVERSA DI FRONTE AL SUPERMERCATO GS) PRESSO L'UFFICIO IEG*

*Si può chiamare il numero 3474866584 se non si riesce a trovare il posto

MAZZIATI E STRUMENTALIZZATI

Nota sulle dichiarazioni pubblicate su "Il Denaro" del 20/10/09 dall'On. Polverino e da alcuni colleghi dirigenti di Caserta.

ECCO GLI ARTICOLI SUL DENARO

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di Eugenio Benvenuto

Sento l'obbligo di intervenire su una strumentalizzazione che si sta facendo sulla pelle dei dirigenti di primo livello precari in Campania. Solo oggi apprendo dell'esistenza di un coordinamento dei precari di Caserta e di una loro rappresentante: Barbara Andreoli. Tale portavoce dichiara di aver collaborato fin dal dicembre 2008 con gli On. Rivellini e Polverino per la stabilizzazione della dirigenza nel SSR e lamenta che il requisito triennale al 31/12/2006 previsto dalla legge di stabilizzazione per la dirigenza, che si sta per approvare, sia da estendere. Desidero innanzitutto informare i colleghi del casertano che esiste la Federazione dei Precari della Sanità Campana che da tempo sta lottando, anche per loro, al fine di costruire un percorso che permetta la stabilità a quanti più dirigenti del SSR possibile, col prezioso contributo degli On. Tonino Scala e Angelo Giusto. Riteniamo, infatti, che riconoscere il merito a chi, con onore, ha prestato la propria professionalità nella Pubblica Amministrazione per tanto tempo sia un atto dovuto e di civiltà, un'attestazione che non ha colore politico.
Vedo, però, che la ricostruzione dei fatti espressa da questi colleghi che collaborano con l'On. Polverino è ricca d'imprecisioni che lasciano trapelare una certa disinformazione e che li porta a valutare male avvenimenti e persone. Il limite temporale del 31/12/2006 che loro lamentano e che l'On. Polverino vuole estendere non è una scelta nostra ma una necessità dettata dal Governo Nazionale che è dello stesso colore degli On. Polverini e Rivellini. Infatti, quel Governo (nelle persone di Brunetta e Sacconi) già ha censurato la stabilizazione di noi dirigenti sulla base dell'art. 117 della Costituzione in quanto ha ravvisato un eccesso di autonomia legislativa della Regione Campania nella materia concorrente di armonizzazione dei bilanci pubblici e coordinamento della finanza pubblica. Dove erano l'On. Rivellini e l'On. Polverino quando i loro ministri ci attaccavano? Dove erano l'On. Rivellini e l'On. Polverino quando la Corte Costituzionale deliberava in merito? La Federazione Precari della Sanità Campana era lì, costituitasi da sola a fianco della regione Campania per difendere la legge per i dirigenti della Campania. La legge proposta dall'On. Polverini ci esporrebbe sicuramente a un secondo ricorso alla Consulta da parte del Governo centrale facendo saltare definitivamente la stabilizzazione di tutti dirigenti. Tale eventualità, inoltre, creerebbe una disparità di trattamento con il comparto che non andrebbe a godere di tale estensione dei requisiti.
All'epoca dell'impugnativa del Governo telefonai all'On. Rivellini per chiedergli di farsi promotore di un tentativo conciliativo tra regione Campania e Governo Berlusconi per sciogliere il contenzioso. Inutile dire che il mio appello cadde nel vuoto. Oggi trovo strumentale e ingiusto da parte loro accusare l'On. Giusto e Scala di voler fare una stabilizzazione troppo esigua dei precari dirigenti. Le percentuali, inoltre, fornite dai colleghi di Caserta sono del tutto inventate in quanto, ad oggi, non esiste un censimento del precariato della dirigenza in regione. La nostra intenzione per i colleghi che non hanno il requisito è un percorso graduale che aggiunga fasce successive alle graduatorie regionali. Se l'On Polverino vuole unirsi a questa battaglia venga che è il benvenuto."

LA COMMISSIONE SANITA' APPROVA LA LEGGE SULL' ADEGUAMENTO ALLE ECCEZIONI SOLLEVATE DALLA CORTE COSTITUZIONALE

RIGUARDO LA LEGGE REGIONALE N.5/08: SPECIFICAZIONI CONCORSUALI PER LA DIRIGENZA DI PRIMO LIVELLO

NAPOLI 15 OTTOBRE 2009 La Commissione Sanità approva la legge sull’ ADEGUAMENTO ALLE ECCEZIONI SOLLEVATE DALLA CORTE COSTITUZIONALE RIGUARDO LA LEGGE REGIONALE N.5/08: SPECIFICAZIONI CONCORSUALI PER LA DIRIGENZA DI PRIMO LIVELLO.
“ Questa legge approvata oggi in commissione sanità con mia grande soddisfazione è nata dopo il ricorso presentato dai Ministri Sacconi e Brunetta, e a seguito della successiva pronuncia della Corte Costituzionale. La legge parte dal presupposto che il blocco delle assunzioni in sanità, disposto dalle varie finanziarie che si sono succedute negli anni scorsi, ha generato un mancato ricambio e quindi una carenza di personale nel SSR. Tale situazione ha messo a rischio il mantenimento dei LEA e, in questo contesto, al fine di continuare a offrire ai cittadini un adeguato servizio assistenziale sanitario, le AA.SS.LL, le AA.OO. e le AA.OO.UU. hanno dovuto bandire concorsi pubblici finalizzati all’attribuzione di contratti a tempo determinato a soggetti utilmente collocati nelle relative graduatorie per la copertura di posti vacanti. Tali soggetti, quindi, sono stati utilizzati per lo svolgimento di funzioni ordinarie e hanno maturato una ricca esperienza all’interno del SSR in generale e delle singole strutture sanitarie in particolare.
La Regione Campania, al fine di valorizzare tali competenze e non disperdere il patrimonio di esperienze raggiunto, ha avviato, nella finanziaria 2008 (LR N.1 30/1/2008), una procedura di stabilizzazione per coloro che avevano determinati requisiti temporali di servizio, sulla base del comma 565 della legge N. 296/06 (c.d. finanziaria nazionale 2007) e nei limiti di spesa previsti dagli accordi con il Governo Nazionale. Tale procedura, con la L.R. N.5/08, è stata poi estesa, con un atto dovuto e in linea con il precedente, anche a quei soggetti che avevano svolto mansioni di dirigenza di primo livello nel SSR (quali medici, biologi, farmacisti, sociologi, psicologi ecc). Se, infatti, la conservazione delle conoscenze acquisite era una esigenza valida per il comparto, veniva vieppiù sentita e ribadita con riferimento alla posizione dei dirigenti sanitari, stante l’indubbio rilievo che presentano le loro prestazioni e quindi l’importanza del mantenimento della ricchezza che le loro esperienze costituiscono per il SSR. Ci si riferisce, in particolare, a quei circoli virtuosi che un tempo determinavano la creazione di vere e proprie “scuole” nelle varie specialistiche, favorite da una quotidiana e stabile interazione con “Primari Maestri” da un lato e con un certo tipo di popolazione di malati dall’altra (esperienza epidemiologica).La L.R. N.5/08, però, essendo stata impugnata alla Corte Costituzionale dal Governo Nazionale nel 2008, ha dovuto subire il vaglio della Consulta che, con sentenza N. 215 – 2009 ha sollevato eccezione di incostituzionalità dei commi 1 e 4 dell’art. 1 per violazione degli artt. 3 e 97 della Costituzione. In tale sentenza, però, la Corte esclude che vi sia un principio fondamentale che impedisca di procedere alla stabilizzazione dei dirigenti di primo livello. Infatti, tale supremo organo dello Stato ritiene che la L.R. sia illegittima perché troppo generica e, perciò, ravvisa la violazione degli artt. 3 e 97 della Costituzione.
Nelle motivazioni della sentenza, quindi, il Giudice non trae un divieto a stabilizzare i dirigenti di primo livello, ma richiede la fissazione di criteri molto rigorosi. In particolare la Corte ha rilevato che la legge regionale, pur prevedendo che il personale da sottoporre a sanatoria avesse dovuto superare ab origine procedure di natura concorsuale, non specifica che tali selezioni dovessero essere proprie per il ruolo della dirigenza (non essendo espressi i riferimenti legislativi). Inoltre si ritiene illegittima la stabilizzazione dei dirigenti non sottoposti a procedure concorsuali attraverso un generico rinvio a procedure selettive definite dall’Assessore regionale alla Sanità. Combinando questi elementi appare chiaro che non è esclusa dalla sentenza della Corte l’approvazione di una disciplina ulteriore di stabilizzazione che debba essere molto specifica nel fissarne i presupposti e le modalità. In tal senso e per i motivi sopra espressi la legge che si presenta si pone l’obiettivo di correggere le eccezioni sollevate dalla Consulta al fine di conservare il patrimonio di esperienze e di conoscenze acquisito dai dirigenti di primo livello del SSR della Campania.

CHIESTA UN’ACCELERAZIONE PER APPROVARE LA LEGGE SULLA DIRIGENZA DI PRIMO LIVELLO DA PARTE DELL’ON. TONINO SCALA AI CAPIGRUPPO E ALLA PRESIDENTE LONARDO

Nonostante il grande impegno nella delicata discussione sul "Piano Casa", l'On. Tonino Scala chiede al presidente del Consiglio Regionale e ai capigruppo di maggioranza e opposizione una via più rapida per l'approvazione della legge per la stabilizzazione dei Dirigenti di primo livello in Sanità. "E adesso facciamo presto sulla legge per i precari della Sanità - dice il capogruppo della Sinistra Tonino Scala - Capisco la difficoltà del momento, capisco che siamo impegnati nella discussione del Piano Casa ma non possiamo dimenticare la situazione dei precari della sanità." Quindi il consigliere regionale stabiese dice: "Mettiamo all'ordine del giorno la discussione in merito a questa vicenda. Non possiamo consentire che interi reparti chiudano per mancanza di personale".

Ancora una volta troviamo l'On. Scala in difesa della salute dei cittadini e dei tanti lavoratori che con dedizione e professionalità hanno prestato la loro opera nel SSR. La ricchezza di esperienze, l'alta competenza raggiunta alle dipendenze del SSR da medici, biologi, psicologi ecc. negli anni, la conservazione delle scuole specialistiche nei presidi d'eccellenza della sanità campana, costituiscono un patrimonio a cui l'On. Tonino Scala non intende rinunciare per il bene dei cittadini.
La Federazione Precari della Sanità Campana si associa alla richiesta dell'On. Scala e apprezza la sua grande sensibilità che rappresenta per tutti i dirigenti di primo livello una speranza di futuro dopo tanta dedizione e professionalità al servizio della pubblica amministrazione e della salute dei cittadini.

PRESENTATA LA LEGGE: “ADEGUAMENTO ALLE ECCEZIONI SOLLEVATE DALLA CORTE COSTITUZIONALE RIGUARDO LA LEGGE REGIONALE N.5/08”

Napoli 31 Luglio 2009: E' stata illustrata oggi nel corso di una conferenza stampa la legge, presentata dal gruppo regionale La Sinistra sull'"ADEGUAMENTO ALLE ECCEZIONI SOLLEVATE DALLA CORTE COSTITUZIONALE RIGUARDO LA LEGGE REGIONALE N.5/08: SPECIFICAZIONI CONCORSUALI PER LA DIRIGENZA DI PRIMO LIVELLO". Questa legge, ha affermato il capogruppo Tonino Scala, nasce dopo il ricorso presentato dai Ministri Sacconi e Brunetta e a seguito della successiva pronuncia della Corte Costituzionale. Se non si procede a questa stabilizzazione, ha proseguito Scala, si rischia di chiudere gli ospedali anche perché si rischia di avere ospedali dove ci sono gli infermieri ma mancano i medici.

Il nostro impegno ha concluso il capogruppo della Sinistra è a lavorare con le altre forze politiche per far si che questa legge venga al più presto sottoposta all'attenzione delle commissioni competenti e dell'aula. Al tavolo dei relatori oltre al consigliere Scala, erano seduti il responsabile della Federazione Campana dei Precari, Eugenio Benvenuto, e il responsabile dell'area dirigenziale della Cgil Santo Buonanno. Viviamo, ha detto Eugenio Benvenuto, in un paese ipocrita. Ogni giorno sentiamo parole nobili sui temi più vari, ma se andiamo poi a vedere, di quelle parole nobili non v'è traccia nella società. La meritocrazia è uno di tali elevati ideali che, con abile mistificazione, è stata spesso contrapposta alla stabilizzazione, come se i precari fossero un gruppo di privilegiati e raccomandati. Questa è una grave menzogna che mortifica i sacrifici e la professionalità di tanti lavoratori. Noi lotteremo contro tutto questo e, con intelligenza e tenacia, porteremo avanti la battaglia per la stabilizzazione.

La proposta di legge, composta da tre articoli, parte dal presupposto che il blocco delle assunzioni in sanità, disposto dalle varie finanziarie che si sono succedute negli anni scorsi, ha generato un mancato ricambio e quindi una carenza di personale nel SSR. Tale situazione ha messo a rischio il mantenimento dei LEA e, in questo contesto, al fine di continuare a offrire ai cittadini un adeguato servizio assistenziale sanitario, le AA.SS.LL, le AA.OO. e le AA.OO.UU. hanno dovuto bandire concorsi pubblici finalizzati all'attribuzione di contratti a tempo determinato a soggetti utilmente collocati nelle relative graduatorie per la copertura di posti vacanti. Tali soggetti, quindi, sono stati utilizzati per lo svolgimento di funzioni ordinarie e hanno maturato una ricca esperienza allinterno del SSR in generale e delle singole strutture sanitarie in particolare.

La Regione Campania, al fine di valorizzare tali competenze e non disperdere il patrimonio di esperienze raggiunto, ha avviato, nella finanziaria 2008 (LR N.1 30/1/2008), una procedura di stabilizzazione per coloro che avevano determinati requisiti temporali di servizio, sulla base del comma 565 della legge N. 296/06 (c.d. finanziaria nazionale 2007) e nei limiti di spesa previsti dagli accordi con il Governo Nazionale. Tale procedura, con la L.R. N.5/08, è stata poi estesa, con un atto dovuto e in linea con il precedente, anche a quei soggetti che avevano svolto mansioni di dirigenza di primo livello nel SSR (quali medici, biologi, farmacisti, sociologi, psicologi ecc). Se, infatti, la conservazione delle conoscenze acquisite era una esigenza valida per il comparto, veniva vieppiù sentita e ribadita con riferimento alla posizione dei dirigenti sanitari, stante l' indubbio rilievo che presentano le loro prestazioni e quindi limportanza del mantenimento della ricchezza che le loro esperienze costituiscono per il SSR. Ci si riferisce, in particolare, a quei circoli virtuosi che un tempo determinavano la creazione di vere e proprie scuole nelle varie specialistiche, favorite da una quotidiana e stabile interazione con Primari Maestri da un lato e con un certo tipo di popolazione di malati dallaltra (esperienza epidemiologica).

La L.R. N.5/08, però, essendo stata impugnata alla Corte Costituzionale dal Governo Nazionale nel 2008, ha dovuto subire il vaglio della Consulta che, con sentenza N. 215 - 2009 ha sollevato eccezione di incostituzionalità dei commi 1 e 4 dellart. 1 per violazione degli artt. 3 e 97 della Costituzione. In tale sentenza, però, la Corte esclude che vi sia un principio fondamentale che impedisca di procedere alla stabilizzazione dei dirigenti di primo livello. Infatti, tale supremo organo dello Stato ritiene che la L.R. sia illegittima perché troppo generica e, perciò, ravvisa la violazione degli artt. 3 e 97 della Costituzione. Nelle motivazioni della sentenza, quindi, il Giudice non trae un divieto a stabilizzare i dirigenti di primo livello, ma richiede la fissazione di criteri molto rigorosi. In particolare la Corte ha rilevato che la legge regionale, pur prevedendo che il personale da sottoporre a sanatoria avesse dovuto superare ab origine procedure di natura concorsuale, non specifica che tali selezioni dovessero essere proprie per il ruolo della dirigenza (non essendo espressi i riferimenti legislativi).

Inoltre si ritiene illegittima la stabilizzazione dei dirigenti non sottoposti a procedure concorsuali attraverso un generico rinvio a procedure selettive definite dallAssessore regionale alla Sanità. Combinando questi elementi appare chiaro che non è esclusa dalla sentenza della Corte lapprovazione di una disciplina ulteriore di stabilizzazione che debba essere molto specifica nel fissarne i presupposti e le modalità. In tal senso e per i motivi sopra espressi la legge che si presenta si pone lobiettivo di correggere le eccezioni sollevate dalla Consulta al fine di conservare il patrimonio di esperienze e di conoscenze acquisito dai dirigenti di primo livello del SSR della Campania.

ECCO LA LEGGE

ADEGUAMENTO ALLE ECCEZIONI SOLLEVATE DALLA CORTE COSTITUZIONALE RIGUARDO LA LEGGE REGIONALE N.5/08
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LA CORTE COSTITUZIONALE RESPINGE I COMMI 1 E 4 DELLA LEGGE REGIONALE N.5/2008 PERO' NON IN VIA FONDAMENTALE MA SOLO PER CARENZA DI RIGORE NELLA DEFINIZIONE DEI CRITERI CONCORSUALI

NOI NON CI ARRENDIAMO E CHIEDIAMO UNA NUOVA LEGGE RISPETTOSA DELLE ECCEZIONI SOLLEVATE DALLA CONSULTA

Gentili amici e colleghi,

desideriamo informarvi che la Consulta, con sentenza n.215 del 8/7/2009, si è espressa sulla impugnazione da parte del CdM della norma riguardante la stabilizzazione della dirigenza di primo livello e dei Policlinici: art 1 commi 1° e 4° della legge Regione Campania 14/4/2008 n.5.

Come già certamente molti di voi sapranno, la Corte si è espressa non favorevolmente. Tuttavia, tale supremo organo dello Stato non ha dichiarato anticostituzionale in via fondamentale la stabilizzazione della dirigenza di primo livello. Infatti nelle stesse motivazioni della sentenza, ha fornito indicazioni di rilievo e come tali estremamente utili a superare tale empasse dichiarando l'illegittimità della norma impugnata per "carenza di rigore nella definizione dei criteri concorsuali".

Pur essendoci concessi un paio di giorni per riflettere sulle prospettive che si aprono di fronte a questo nuovo scenario, oggi ci stiamo già attivando in sinergia con varie forze istituzionali, politiche e con tutti gli strumenti legali a nostra disposizione per intraprendere la strada che ci consentirà in breve di superare con successo tale ulteriore ostacolo.

In attesa di nuove e più circostanziate notizie che pubblicheremo sul nostro sito un abbraccio fraterno a tutti

Sentenza della Corte Costituzionale n. 215 -2009
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DISCUSSA ALLA CORTE COSTITUZIONALE LA LEGGE REGIONALE N.5/2008

Martedì 23 giugno 2009, presso la sede della Corte Costituzionale in Piazza del Quirinale a Roma, si è tenuto il dibattimento riguardante l'impugnativa del Presidente del Consiglio dei Ministri avverso alla Legge Regionale della Campania N.5/08 per la stabilizzazione del personale precario dirigente di primo livello. La Federazione Precari della Sanità Campana era presente con un proprio intervento (che pubblichiamo a questo link) e con una delegazione di iscritti che ha assistito ai lavori della Consulta. Il gruppo era composto da: Eugenio Benvenuto, Alessandro Coccia, Federica Pirozzi, Emilia Dragonetti, Marco Gentile e Fabio De Florio La Rocca. Il professore Cocozza ha difeso gli interessi sia della Regione Campania che quelli della nostra Federazione mentre il CdM è stato rappresentato dall'Avv. Fiorentino dell'Avvocatura dello Stato.

Il dibattimento (che tra qualche tempo sarà pubblicato sul nostro sito) si è svolto nel tardo pomeriggio. L'esposizione del prof. Cocozza delle molteplici ragioni di non incostituzionalità della legge impugnata dal Presidente del CdM è stata brillante, puntuale e chiara. La nota difensiva della Federazione Precari della sanità Campana, essendo stata presentata fuori dai termini prescritti dal regolamento, è stata dichiarata inammissibile. La nostra costituzione nel dibattimento, però, era stata tatticamente programmata dal nostro legale. Essa, infatti, oltre a rimanere comunque agli atti, si inseriva nella strategia di difesa in quanto utilizzata come strumento di supporto all'intervento di resistenza della Regione Campania. 

Come previsto, quindi, la nostra nota è stata abilmente ripresa dall'avvocato per rappresentare l'anomalia dei diversi trattamenti delle posizioni soggettive dei dirigenti campani rispetto a quelle di colleghi di altre regioni d'Italia in cui tale stabilizzazione non è stata impugnata. Dopo tali considerazioni il prof. Cocozza è passato a dimostrare l'infondatezza di tutte le eccezioni sollevate dal CdM. Il responso della Suprema Corte sarà reso noto nei prossimi giorni e noi, fiduciosi nell'imparzialità e indipendenza di tale elevato organo dello Stato, consapevoli della validità delle nostre ragioni e di aver fatto tutto quello che potevamo per affermarle, aspettiamo sereni tale giudizio che, naturalmente, pubblicheremo non appena in nostro possesso.

LINK ALLE FOTO

A TUTTI I DIRIGENTI DI PRIMO LIVELLO CAMPANI

Salve,

VI vogliamo ricordare che la Federazione Precari della Sanità Campana, da sola e senza l'aiuto di nessun'altra organizzazione, si è costituita in difesa della legge n.5/08 (che prevedeva la stabilizzazione anche per i dirigenti di primo livello), legge che è stata impugnata dal CdM. Tale iniziativa ci è costata soldi, impegno e tempo ma siamo fieri di averla intrapresa per noi e per tutti i dirigenti campani. Con l'occasione VI informiamo che una nostra delegazione sarà alla Corte Costituzionale martedì prossimo (23 giugno 2009) quando si terrà il dibattimento e che il giorno dopo, sul nostro sito potrete trovare le note difensive del nostro legale e quelle della Regione Campania (oltre ad altre importanti notizie).
TIFATE PER NOI E PER VOI STESSI
un saluto
Federazione Precari della Sanità Campana

LINK DEL CALENDARIO DELLE UDIENZE DI MARTEDI' 23/6/2009

CORTE COSTITUZIONALE

 

in cui la Federazione Precari della Sanità Campana è riportata nella colonna

"Parti e Difensori"

PER TUTTI COLORO CHE SONO INSERITI NEGLI ELENCHI REGIONALI PUBBLICATI SUL BURC N.36 10/6/09

Per essere confermati nell'elenco in oggetto è necessario inviare al più presto il modello che potete qui scaricare, debitamente compilato e corredato di fotocopia del documento di identità. Tale dichiarazione è un'autocertificazione di mancanza di titolarità di impiego di natura subordinata a tempo indeterminato presso la Pubblica Amministrazione.

IL MODULO E' DA PORTARE A MANO O DA INVIARE TRAMITE RACCOMANDATA CON RICEVUTA DI RITORNO A:

Giunta regionale della Campania
A.G.C. Piano Sanitario Regionale e Rapporti con le UU.SS.LL.
Settore Gestione Ruolo Personale Servizio Sanitario Regionale
Procedure Concorsuali - Rapporti con le OO.SS.

Centro Direzionale, isola C/3- 12° piano
80143 Napoli

 

PS SI RICORDA DI ALLEGARE COPIA DEL DOCUMENTO DI IDENTITA'

DICHIARAZIONE SOSTITUTIVA CERTIFICAZIONE
Autocertificazione di mancanza di titolarità di impiego di natura subordinata a tempo indeterminato presso la Pubblica Amministrazione
DICHIARAZIONE_SOSTITUTIVA_CERTIFICAZIONE
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Appello agli iscritti ma anche e soprattutto a tutti coloro che hanno a cuore la giustizia e la legalità

Innanzitutto vi invitiamo a rileggere o a leggere, qualora non l'aveste ancora fatto, la relazione sulla costituzionalità della L.R. n.5 del 14 04 2008 pubblicata sul nostro sito.

Cosa ancora più importante intendiamo farvi partecipi delle ultime iniziative intraprese dalla nostra federazione volta ad opporsi all'impugnativa presentata dal consiglio dei ministri tesa ad escludere arbitrariamente dal processo di stabilizzazione i dirigenti di primo livello oltre che il "comparto che svolge in via esclusiva attività di assistenza sanitaria in forza di contratti a tempo determinato stipulati con le Aziende Ospedaliere Universitarie". In quest'ottica ci siamo rivolti all'avvocato Vincenzo Cocozza incaricato anche dalla Regione Campania nella difesa della legge n.5.

il preventivo per l'opposizione al ricorso del CDM ammonta in caso di sentenza a noi favorevole a 13.000 €.

Questo impegno economico, come potete facilmente immaginare, è per noi estrememente gravoso e abbiamo perciò la necessità assoluta di un segno tangibile del vostro impegno e della vostra solidarietà.

Per sostenere tale causa abbiamo indetto una sottoscrizione che avrà un bilancio a parte e alla quale è possibile aderire versando tramite bonifico bancario un importo a partire da 30 € a seconda delle proprie disponibilità.

I colleghi dirigenti e quelli appartenenti alle AOU, tuttavia, essendo direttamente interessati alla vertenza stanno già contribuendo versando una somma di 200€ e ci auguriamo che anche tutti gli altri si adeguino a tale ammontare perché in caso contrario corriamo il rischio di non raggiungere la cifra per affrontare tale ricorso.

Precisiamo, infine, che qualunque somma residua inutilizzata sarà restituita nelle percentuali per cui ciascuno si è impegnato.

I sottoscrittori sono pregati di lasciare i propri dati in questo modo potremo inviare loro la ricevuta di pagamento e la copia del preventivo rilasciatoci dal prof. Cocozza.

Vi ringraziamo anticipatamente per l'impegno e la solidarietà che siamo certi dimostrerete. 



coordinate bancarie  :


BANCO DI NAPOLI - FILIALE DI SALERNO 08


IBAN :          IT26E0101015211100000010874


ABI:             01010


CAB:           15211



Ragione Sociale: FEDERAZIONE DEI PRECARI DELLA SANITA' CAMPANA (Partita IVA 95115710659)


Causale: versamento pro resistenza difensiva all'impugnativa del C.d.M. contro la LR n.5-08 (aggiungere il proprio indirizzo per poter inviare la ricevuta di pagamento e la copia del preventivo rilasciatoci dal prof. Cocozza. Se possibile comunicare anche l'indirizzo di posta elettronica)

L’articolo che segue è l’intervento che il nostro portavoce, Dott. Eugenio Benvenuto, ha tenuto alla conferenza stampa del 27 marzo 2009 presso il consiglio regionale della Campania.

Poiché l’affluenza di colleghi, giornalisti, ma anche di persone semplicemente interessate all’argomento è stata molto maggiore di quanto ci aspettassimo purtroppo in molti non hanno potuto partecipare all’evento. Per tale motivo abbiamo deciso di pubblicare quanto espresso a nome di tutti dal nostro presidente.

Leggendo questo discorso  tutti noi, che fossimo presenti o meno, possiamo regalarci  la possibilità  di riflettere sulla nostra situazione e ricordarci dei nostri diritti, della nostra dignità di lavoratori e di persone perché qualche volta nei momenti estremamente difficili della vita può esserci la tentazione di “chiedere” e non rivendicare.

 

 

Diritto al Lavoro, Diritto alla Salute e Legalità:

 

La traccia della libertà è scritta da sempre nella ragione degli uomini e basta seguire tale via per realizzarla. L’hanno già fatto tante volte i nostri padri, nella Costituzione Italiana, nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, nella Dichiarazione dei diritti del cittadino della Rivoluzione Francese, nei principi fondanti la Dichiarazione d'Indipendenza Americana.

Tuttavia bisogna ribadire che il voler bene a qualcuno o a qualcosa, l’essere innamorati della libertà perché unica condizione degna dell’umanità, non attiene al dominio del dire ma a quello del fare e gli uomini che non si interessano allo Stato non sono innocui, sono inutili.

Tutti coloro che amano la democrazia e la libertà, quindi, devono attuare quei principi scritti nel cuore delle persone e nella storia del pensiero per concretizzare l’oggetto di tale amore. Il lavoro come unico strumento di affrancamento e progresso sociale, lo stato di diritto come massima forma di tutela delle libertà dell'uomo e della democrazia, la Costituzione come vincolo fondante lo Stato, non sono concetti astratti ma impalcatura senza la quale crolla qualsiasi sovranità popolare. Queste cose, nonostante il loro valore, sono semplici e lineari. Tuttavia, forse perché affondate nelle radici dei nostri cuori, esse sono dimenticate e ritenute troppo spesso scontate. Vorrei allora farle riemergere alla nostra ragione, mostrando come l’assenza di tali principi, che potrebbero apparire astratti e intangibili, si riflette in situazioni concrete e drammatiche come la condizione dei precari della sanità Campana, uomini e donne divenuti protagonisti di una battaglia per il lavoro, per la libertà e per il diritto alla salute propria e degli altri.

Innanzitutto vorrei ricordare, soprattutto a noi stessi, chi siamo e cosa abbiamo fatto in questa vertenza sul precariato, perché ritengo che dobbiamo avere la consapevolezza di essere persone che hanno avuto il coraggio di mettere in gioco la propria vita, il proprio futuro, la propria dignità, la voglia di non essere presi in giro e questo non mi pare poco. Cercando l’unità e non sempre trovandola, abbiamo lottato per queste cose e abbiamo promosso legalità e giustizia sociale, talora avendo successo e qualche volta no.

Voglio ricordare, a chi insinua che l’impegno profuso negli ultimi due anni sia stato inutile, che noi siamo stati i protagonisti di una battaglia di civiltà che ha portato, con l’importante contributo degli onorevoli Tonino Scala, Angelo Giusto e Antonella Cammardella, all’approvazione di due leggi sulla stabilizzazione in Campania grazie alle quali la maggior parte dei precari sta oggi lavorando. Voglio ricordare che per molto tempo la nostra azione è rimasta l’unica forza che veramente e concretamente ha manifestato e denunciato le ingiuste condizioni di lavoro e di vita in cui versano i lavoratori precari della Campania nel desolante deserto di un sindacato inconcludente, incompetente, assente se non addirittura ostile. Voglio ricordare che siamo stati i promotori di tante generose e importanti iniziative a difesa dei lavoratori precari in regione (l’ultima è la nostra costituzione a margine dell’impugnativa del C.d.M. alla Corte Costituzionale), nella palude di una politica lenta, completamente assorbita da se stessa, che si esaurisce nel cercare uno sterile equilibrio di forze tramite sterili alchimie, che narra una storia distante dai nostri drammi concreti.

Lo sconforto in cui ci ha ridotto la lunga serie di eventi sfavorevoli di cui siamo stati vittime fornisce la possibilità di riflettere e di tirare le somme sui risultati prodotti dalla nostra azione ma non ci deve far credere che lo scontro per il lavoro si risolva con le parole. C’è voluto un secolo di dure lotte per giungere allo statuto dei lavoratori e pochi anni per distruggere tali conquiste. Noi non possiamo credere di risolvere il problema del precariato con qualche conferenza stampa o manifestazione e dobbiamo essere consapevoli che l’unità è la nostra grande forza e che uniti dobbiamo essere pronti a iniziare la dura lotta che fu dei nostri padri. La soluzione rapida ai problemi non è di nostra competenza perché attiene alla categoria del cliente. Tale sistema calpesta sempre i diritti di altri lavoratori e, poiché riteniamo di essere tutti uguali, poiché crediamo che il principio di legalità sia quello che paga di più, noi ci batteremo sempre contro tali metodi. Chi vuole risolvere così il proprio problema, non si consideri dei nostri.

Ritengo che questa vertenza sul precariato, rifletta in modo fedele la preoccupante deriva dei fenomeni politici e sociali che si stanno susseguendo negli ultimi tempi sia a livello nazionale sia regionale.

Purtroppo, devo ammettere a me stesso, amante del pensiero sociale, che il campo dove si svolgono i fatti grotteschi che mi accingo a esporre è a sinistra, cioè un ambito il cui punto di vista dovrebbe avere al centro della sua narrazione il lavoro come strumento di progresso sociale e di libertà degli individui, l’unità dei lavoratori come valore essenziale, il rispetto delle regole democratiche come riferimento, la partecipazione come etica del proprio agire. Di sinistra è il Governo che ha avviato i processi per la stabilizzazione, di sinistra è la Giunta e il Governatore della nostra regione, (ex ingraiano e operaista), di sinistra è la maggioranza del Consiglio Regionale.

Se mi soffermo a raccontare a me stesso la successione degli eventi, a metterli in fila per meglio valutarne il valore, se penso a ciò che è accaduto negli ultimi due anni riguardando la nostra vicenda e valutando i fatti con distacco e razionalità, sono sorpreso dalla distorsione sconcertante e assurda in cui si sono ridotti, nella nostra regione e nel nostro paese, lo stato di diritto, il diritto al lavoro, il diritto alla salute, la legalità.

Il racconto Kafkiano dell’avvio del processo per la stabilizzazione dei precari inizia quando il legislatore nazionale, dello stesso segno politico dell’esecutivo regionale (cioè di sinistra), 3 anni fa (2006) stabilì la norma per la stabilizzazione. Il legislatore regionale, dello stesso segno politico del legislatore nazionale e dell’esecutivo regionale (cioè di sinistra), dopo pochi mesi fu costretto, dal piano di rientro firmato con il Governo (sempre di sinistra), ad adottare tale stabilizzazione a livello regionale con regolamento da emanare a parte (DGR 514 30/3/2007).

A questo punto, in uno stato di diritto, l’esecutivo regionale avrebbe dovuto immediatamente deliberare un regolamento attuativo della volontà del legislatore sia nazionale sia regionale (cioè del popolo). Invece sono passati 9 mesi (una gravidanza!) per ottenere che il regolamento fosse emanato non dall’esecutivo ma nuovamente dal Consiglio Regionale.

A questo punto, in uno stato di diritto, l’esecutivo regionale avrebbe dovuto immediatamente attuare la volontà del legislatore sia nazionale sia regionale (cioè del popolo). Invece è passato un altro anno e mezzo e la stabilizzazione sembra essere ancora incerta, una chimera, qualcosa di irraggiungibile, come il paradosso di Zenone dove la freccia scoccata non raggiungerà mai il bersaglio. In tutto questo tempo la vita di alcuni di noi è diventata ancora più precaria per i continui rischi di licenziamento causati dai vincoli del piano di rientro mentre la vita di altri di noi si è trasformata in un tunnel di disoccupazione, nel sordo dolore di svegliarsi e non poter più svolgere la propria professione, nell’amaro sapore di privazioni piccole ma significative, nella vergogna della perdita di identità sociale. Mentre le nostre storie erano diventate questo dramma, abbiamo visto l’assessorato alla sanità continuare a inventarsi incredibili artifici per rallentare e rendere difficile la stabilizzazione in Campania. Cavilli fantasiosi, dubbi enigmatici, crisi esistenziali, sofferenze morali e altro hanno assalito l’Assessorato che doveva eseguire il semplice compito di stilare gli elenchi graduati dei precari. Tutti questi ritardi, tutte queste scelte politiche travestite da necessità tecniche, hanno dato la possibilità al nuovo governo nazionale di inventarsi un fantasioso ricorso alla Corte Costituzionale contro la stabilizzazione della dirigenza di primo livello, completamente infondato e che non avrà altro effetto se non quello di provocare altri ritardi per tali lavoratori. In una regione dove si sono viste cose incredibili, con un capovolgimento dei valori, la stabilizzazione si è rappresentata come difficile e immorale. Addirittura qualche mese fa l’assessorato ha affermato la singolare tesi che una stabilizzazione mai attuata sia stata la causa dello sforamento dal piano di rientro… sarà stato un miracolo di San Gennaro o avversione a un processo di giustizia e civiltà? Io spero sia stata una svista ma si sappia che i precari grideranno sempre la verità e rintuzzeranno con tutte le forze qualsiasi tentativo di mistificazione.

Da ottobre 2008 abbiamo iniziato una lunga trattativa con l’assessorato per ottenere la stesura degli elenchi per la stabilizzazione del comparto e della dirigenza nel rispetto del principio di legalità e nel più breve tempo possibile. Gli uffici assessorili hanno finto di collaborare con noi e con i sindacati snocciolando date in successione continua: prima il 30/10/2008, poi il 31/12/2008, poi la fine di gennaio 2009, poi metà febbraio 2009, poi inizio marzo 2009, poi altri dieci giorni, poi altri 15, poi fine giugno 2009 e così via. Come si può più credere ad una tale pubblica amministrazione? Come ci si può fidare della serietà di un tale sistema?

Oggi non è più tempo di aspettare! Oggi la questione dei precari deve diventare una priorità per l’assessorato alla sanità.

Oggi io chiedo date certe al prof. Angelo Montemarano, o all’eventuale commissario (che ci auguriamo non venga).

Oggi io chiedo che gli elenchi degli inclusi ed esclusi dalla stabilizzazione del comparto siano pubblicati entro il 5 aprile e graduati, sulla base del solo punteggio tecnico previsto nel DPR 220/01 entro il 15 maggio (punteggio e titoli scientifici ex DPR 220/01 sono stati già valutati dalle commissioni dei vari concorsi sostenuti da tali lavoratori).

Oggi io chiedo che gli elenchi degli inclusi ed esclusi dalla stabilizzazione della dirigenza siano pubblicati entro il 5 giugno e graduati, sulla base del solo punteggio tecnico previsto nel DPR 483/97 entro il 30 giugno (punteggio e titoli scientifici ex DPR 483/97 sono stati già valutati dalle commissioni dei vari concorsi sostenuti da tali lavoratori).

Se non saranno rispettate tali date metteremo in atto strategie di denuncia e di agitazione per rendere il più possibile noto all’opinione pubblica il torto che si sta perpetrando ai danni del diritto al lavoro, alle legittime aspettative dei lavoratori precari e al diritto alla salute di tutti i cittadini. La nostra Federazione dei Precari della Sanità Campana è piccola ma agguerrita perché convinta delle proprie ragioni e con l’aiuto dei giornalisti che hanno voglia di approfondire temi di tale rilievo, riuscirà a determinare il proprio futuro.

Circa un anno fa, in un colloquio con un Consigliere Regionale che io stimo molto e ritengo il padre delle stabilizzazioni in Campania, convenimmo sulla circostanza che ormai il Consiglio Regionale, in qualità di legislatore, aveva esaurito il suo compito avendo approvato la norma.

Oggi io dico che sbagliavamo entrambi. Io come lavoratore e, a maggior ragione, lui come rappresentante di una molteplicità di cittadini, non possiamo chiudere il nostro sguardo quando lo stato di diritto muore. Non possiamo essere uomini innocui o inutili di fronte all’evidenza che le basi su cui si fonda la democrazia vacillano. Dobbiamo reagire con forza al tentativo di sottoporre i diritti fondamentali dei lavoratori a interessi particolari, all’incantesimo di diluire le regole su cui si basa lo stato in velenose alchimie, ad aspettare che la storia si compia senza fare almeno una prova per determinarla.

Allora io dico che in questa primavera deve partire l’impulso di una nuova nascita, dico di cantare nuovamente quella canzone popolare che ci unì nella lotta per i nostri diritti, dico di riprendere il filo riposto un anno e mezzo fa nell’illusione di cercare mediazioni impossibili. Allora io dico di iniziare una serie di agitazioni, manifestazioni e dibattiti che termineranno solo quando i primi contratti a tempo indeterminato solleveranno i lavoratori precari dalla barbarie che è stata loro inflitta, quando anche questi lavoratori saranno inclusi nella normalità del sistema della contrattazione collettiva nazionale.

Allora io dico che solo se inizieremo una tale primavera sapremo chi tra noi lavoratori e lavoratrici vuole essere veramente libero e alzare finalmente la testa all’interno del principio della legalità, solo così sapremo chi nel Consiglio Regionale è solidale con tali principi, chi nella Giunta Regionale sposa la nostra causa, chi tra i sindacati si affiancherà alla nostra lotta. 

 

 

 

 

FEDERAZIONE PRECARI DELLA SANITA'

 

Venerdì 27 Marzo 2009 h 10.30

Sala Stampa Consiglio Regionale Centro Direzionale ISOLA F/13 Napoli

Il gruppo regionale “La Sinistra” organizza un'Incontro Pubblico sulla stabilizzazione dei precari della sanità campana”

Interverranno:

Prof. Angelo Montamarano

Assessore alla sanità in Campania

On. Angelo Giusto

Presidente della 5a commissione sanità

On. Tonino Scala

Consigliere regionale e Presidente del gruppo regionale “La Sinistra

Coordina i lavori

On. Antonella Cammardella

Vice Presidente del gruppo regionale “La Sinistra”

Tale incontro sarà l’occasione, dopo tempo per “contarci, guardarci negli occhi e parlare insieme delle iniziative da intraprendere come Federazione in un momento particolarmente delicato  ma che tuttavia ci vede più vicini al nostro obbiettivo.

Ritroviamoci in tanti con lo spirito di solidarietà di cui siamo capaci e la consapevolezza che la nostra sola forza è costituita dall'unità

Questa federazione nasce con il prioritario obiettivo di garantire la stabilizzazione dei lavoratori precari della sanità campana. Tale esigenza si coniuga fisiologicamente con il perseguimento dell’incremento  degli standard qualitativi delle prestazioni del servizio sanitario regionale, che sono già diventati patrimonio  del background individuale di ogni singolo lavoratore  e che attraverso questa federazione  auspichiamo tenacemente possa diventare cultura comune e pienamente condivisa.

Non possiamo e non vogliamo dimenticare che la sanità pubblica non è per tutti i cittadini una scelta opzionale e sovente le nostre strutture sanitarie hanno dimostrato, con enormi sacrifici degli stessi dipendenti, che, quando il paziente assume realmente il ruolo di centralità del SSR,  la dedizione e la professionalità di tutti concorrono positivamente con le strutture private.

Ciò in una seria e fattiva dialettica di sana competizione delle prestazioni sanitarie finisce per comportare sensibili  riduzioni di costi per  il contribuente e un arricchimento oggettivo del patrimonio sanitario pubblico e privato.

Risulta quindi ineludibile il contributo che questa federazione può apportare nel difficile panorama sanitario e sociale regionale che siamo decisi a migliorare con l’aiuto di tutti gli associati e i simpatizzanti che si riconosceranno nei nostri obiettivi, indipendentemente dalle proprie connotazioni sindacali e partitiche.

La sanità, la cura e l’attenzione per i più deboli richiedono un attenzione trasversale e generale a cui nessun cittadino degno di questo nome può sottrarsi.

Siamo consapevoli dei notevoli impegni ed ostacoli che ci attendono ma chiediamo a tutti di contribuire con il proprio piccolo ma decisivo mattoncino alla costituzione della Federazione dei Precari della Sanità Campana che si prefigge mediante la stabilizzazione dei lavoratori di consegnare una operosa e congrua testimonianza operativa alle odierne e future generazioni di questa meravigliosa ed unica regione.

Siamo pienamente consci che questa Federazione entrerà a pieno titolo nei “valori aggiunti sociali” che determinano il benessere di un Nazione, e sappiamo che questa “fonte” sarà un “capitale” il cui “possesso sociale” sarà ricchezza condivisa direttamente o indirettamente da tutti gli abitanti della Campania.


Anche noi dobbiamo fare così

INCONTRO CON CARLO PODDA

 

Ieri 27 Gennaio 2009 il Presidente della nostra federazione, dott. Eugenio Benvenuto, su invito di Luigi Savio, segretario generale CGIL FP Campania, ha partecipato ad un convegno tenutosi presso l'Hotel "Ramada" di Napoli.

Durante tale evento il presidente, insieme al dott. Massimo Barresi, segretario della nostra federazione, ha avuto un ampio colloquio con Carlo Podda, Segretario Generale CGIL FP, alla presenza di Michele Gravano, Segretario Generale CGIL Campania, e Luigi Savio. Il tema dell'incontro è stato il travagliato processo di stabilizzazione e il suo difficile iter nella nostra regione. Il segretario Podda, che era già stato informato, si è mostrato estremamente sensibile a tale problematica, e ha chiesto svariate delucidazioni impegnandosi a fornire il suo apporto e le sue risorse affinché la stabilizzazione dei tanti lavoratori precari della sanità campana si concretizzi al più presto possibile. Il segretario, tuttavia, ha sentito la necessità di rimarcare il difficile momento politico che viviamo e che investe pesantemente il mondo del lavoro tutto e a maggior ragione il precariato.

Inoltre Eugenio Benvenuto ha anche esposto la particolare situazione che vivono ormai da troppo tempo i precari della NA/5, ed ha altresì colto l'occasione per consegnare una nota informativa ampia e dettagliata riguardante entrambe le questioni.

L'incontro è stato caratterizzato da un clima collaborativo e cordiale ed è stata sottolineata la necessità di proseguire l'intesa tra Federazione e Sindacato con determinazione fino al raggiungimento dei nostri legittimi obiettivi.

 

 

ALLA MANIFESTAZIONE DELLA CGIL DEL 14/11/2008 NON ABBIAMO POTUTO ESPRIMERE LE NOSTRE RAGIONI A CAUSA DELLA … PIOGGIA. PER QUESTO PUBBLICHIAMO IL TESTO SUL NOSTRO SITO

 

 

Nel dicembre del 1947 fu promulgata la nostra Costituzione in cui il lavoro è pensato non solo come semplice rapporto contrattuale ed economico ma soprattutto come valore sociale, strumento di libertà, di democrazia e di progresso.

Quei principi ispirarono, nel 1970, lo “Statuto dei Lavoratori” che determinò importanti e notevoli miglioramenti sia sul piano delle condizioni di lavoro che su quello del rapporto fra datori di lavoro, lavoratori e rappresentanze sindacali. Tale norma estese la sua ala protettrice sui lavoratori degli anni ’70, ’80, fino alla prima metà degli anni ’90.

Poi, in seguito ai mutamenti geopolitici di quel periodo, si è affermato il libero mercato, l’assenza di regole, la finanza sfrenata e in Italia abbiamo assistito alla progressiva ascesa dell’attuale nostro primo ministro. Si è cominciato a parlare di mercato del lavoro e sono nate norme inaccettabili in cui si ammetteva una discriminazione tra i lavoratori, tra chi poteva avere un contratto collettivo nazionale e chi era lasciato solo di fronte al datore di lavoro, tra chi era stabile e chi precario. In tal modo i precari sono stati privati della libertà e resi ricattabili, derubati del futuro e privati di certezze, lasciati soli, isolati dal mondo della contrattazione collettiva, merce della competitività e della globalizzazione. Tutto questo ha coinvolto il tessuto sociale in tutti i suoi aspetti disgregando il senso di appartenenza dei lavoratori, rendendo sole le persone di fronte a datori di lavoro sempre più impersonali come multinazionali, manager e consigli d’amministrazione e riducendo i lavoratori alla solitudine, incapaci di lottare insieme e di vedere l’utilità del bene comune, inconsapevoli e ricurvi su se stessi.

Questo disegno in Italia è stato pienamente condiviso dal nostro attuale primo ministro che, in un ventennio, ha sapientemente orchestrato e diligentemente condotto una trasformazione del nostro paese in azienda travestita da pseudo democrazia parlamentare con una connotazione sempre più presidenzialista in cui il parlamento e le minoranze non hanno né voce né possibilità di dialogare.

In una tale situazione di “regime” la precarietà è uno dei tanti strumenti per indebolire la coesione sociale, per coltivare divisioni tra persone sempre più deboli, per eliminare qualsiasi pensiero di cambiamento e nutrire una cultura di subalternità.

Oggi, però, vediamo una nuova via, registriamo forti segni di discontinuità col passato. Il crollo delle borse ha mostrato i limiti della finanza che non può sostituire il lavoro come strumento di ricchezza e dall’America arriva il vento del cambiamento e della speranza. In Italia ci sono altrettanti segnali positivi, fenomeni sociali che, se ben incanalati, potranno portare a un rinascimento della dignità dei lavoratori e del lavoro. L’onda nuova che ha colmato la scuola vede uniti studenti, docenti e famiglie. La lotta sindacale durissima nell’Alitalia vede uniti i lavoratori in maniera esemplare. La battaglia che la CGIL sta facendo contro le politiche antisociali di questo governo ci fa rivedere la determinazione che un sindacato deve avere quando è necessario.

In Campania anche noi precari della sanità vogliamo fare la nostra parte. Abbiamo costituito la “Federazione Precari della Sanità Campana” per creare coesione tra i lavoratori e stimolare in loro la consapevolezza che i propri diritti sono una conquista che si ottiene con la partecipazione, con l’impegno personale e il rispetto della legalità. La nostra controparte da due anni è la Giunta Regionale e in particolare l’Assessorato alla Sanità che oggi è in pericolo di commissariamento. Dico subito che se il Consiglio Regionale ha mostrato grande sensibilità nei nostri confronti l’Assessorato ci ha letteralmente avversato. Sorprende e sconcerta la distorsione in cui è stato ridotto lo "stato di diritto" nella nostra regione. Un esecutivo di sinistra, che per propria natura dovrebbe mettere il lavoro e la lotta al precariato al centro delle proprie politiche sociali, ha completamente ignorato e ostacolato le norme che venivano dal legislatore nazionale e regionale. A distanza di due anni la stabilizzazione sembra essere utopia, qualcosa di complesso e difficilmente realizzabile. In questi mesi abbiamo visto l'assessorato alla sanità inventarsi incredibili artifici per rallentare e rendere difficile la stabilizzazione in Campania. Cavilli fantasiosi, dubbi amletici, crisi esistenziali, sofferenze morali e altro hanno assalito l’Assessorato che doveva eseguire il semplice compito di stilare gli elenchi graduati dei precari. Tutti questi ritardi, tra l’altro, hanno dato la possibilità al nuovo governo nazionale di inventarsi un fantasioso ricorso alla Corte Costituzionale contro la stabilizzazione della dirigenza di primo livello, completamente infondato e che non avrà altro effetto se non quello di provocare altri ritardi per tali lavoratori. In una regione dove si sono viste cose incredibili, con un capovolgimento dei valori, la stabilizzazione si è rappresentata come difficile e immorale. Senza indugio l’assessore ha affermato la singolare tesi che una stabilizzazione mai attuata sia stata la causa del suo sforamento dal piano di rientro… sarà stato un miracolo di San Gennaro o avversione a un processo di giustizia e civiltà? Noi speriamo sia stata una svista e gli facciamo sapere che continueremo la battaglia per ottenere i nostri diritti secondo legge e con la determinazione di chi si gioca la vita. Gli facciamo sapere che grideremo sempre la verità e rintuzzeremo con tutte le forze qualsiasi tentativo di mistificazione.

Infine sento la necessità di ricordare la particolare situazione di noi precari dell’ASL NA5, da sempre in prima linea su questa vertenza e che da due anni siamo stati licenziati, unici in Campania, dal nostro direttore generale dott. Gennaro D’Auria. Egli contro tutte le evidenze, ha sempre sostenuto che la legge non permetteva alcuna proroga o reintegro, nonostante i suoi colleghi di tutta la Campania si comportavano diversamente, nonostante l’assessore, in accordo con il ministero, disponesse con varie circolari di prorogare i precari. Evidentemente per il dott. D’Auria tutta la Pubblica Amministrazione campana e nazionale è fuorilegge e l’unica bandiera della legalità nel paese resta lui. Questo cinico dirigente ci ha riservato un trattamento crudele sottoponendoci a un giogo psicologico in cui siamo stati presi in giro e indotti in divisioni e tensioni interne. Spesso il gioco gli è riuscito ma noi dobbiamo cercare sempre di mantenere l’unità con i lavoratori che condividono la nostra battaglia. Intanto l’azienda si è ridotta a offrire un’assistenza scadente e inadeguata.

Mi piace pensare a noi precari dell’ASL NA5 come testimonianza ed esempio vivente di quanto può accadere in modo casuale a chiunque quando non ci sono regole certe, quando il potere di manager e dirigenti è assoluto e senza controllo. La nostra vicenda rende ancor più chiara la necessità di reagire a qualsiasi ingiustizia, anche se questa non ci riguarda direttamente, la necessità di mantenere l’unità tra lavoratori e tra le persone. A tal proposito concludo citando una poesia di Brecht estremamente attuale e molto gettonata sul web:

<<Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali e fui sollevato perché mi erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i comunisti ed io non dissi niente perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me e non c'era rimasto nessuno a protestare.>>.

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